Come ampiamente preventivato è arrivata l’8° sconfitta stagionale, una sconfitta che segna la matematica certezza che noi, i San Francisco 49ers, all’11° giornata di campionato già siamo consapevoli che se pur venga un miracolo non potremo avere un record che veda il numero di vittorie maggiore di quello delle sconfitte: dopo 11 giornate, ma per noi che abbiamo avuto il bye significa che, dopo 10 partite abbiamo ottenuto questo disgustoso primato che negli ultimi anni otteniamo pressappoco sempre attorno a questa giornata.
Questi risultati impongono una considerazione: ma cosa giochiamo a fare?
Devo ancora finire di vedere il Monday Night, ma anche calcolando quello che alla fine del primo tempo vedeva Denver avanti ai Titans per 20 a 10 possiamo cogliere dai risultati di giornata che solo 3 squadre in tutta la lega non hanno segnato almeno 10 punti, i Dolphins e i Falcons ne hanno segnati 7 e noi siamo il terzo obbrobrio che ne ha segnati solo 9; se pur abbiamo messo più punti sul tabellone rispetto a Miami e Atlanta almeno loro un TD lo hanno segnato, noi manco quello, 3 insulsi field goal, insulsi senza mancare di rispetto a Joe Nedney che lui il suo lavoro lo svolge sempre in maniera egregia.
Abbiamo perso perché come al solito non avevamo un capo ed una coda, perché come al solito non facciamo la fatica di pensare.
Oltre al fatto che giochiamo da schifo sia in attacco che in difesa, e la mia personale opinione è che pure domenica la difesa per quanto abbia dato la possibilità all’attacco di giocarsi la partita non abbia assolutamente giocato in maniera sufficiente, ci dobbiamo mettere pure che ci siamo impegnati per non impattare la partita e giocarci tutto all’over time e alla fine, se pur con grande fatica, ma siamo riusciti a perdere direttamente entro i 60 minuti di football.
Se il nostro coaching staff avesse fatto la fatica di leggere un po’ di statistiche avrebbe scoperto che i Rams anche se hanno 8 sconfitte sono ben altra cosa rispetto a noi, infatti la maggior parte delle sconfitte di St. Louis sono giunte con un distacco dagli avversari di 3 o meno punti, magari una dato statistico, che però riflette molto bene una realtà che caratterizza la squadra capitanata da Bulger: vendono molto cara la pelle!
Detto questo facciamoci 4 risate con la strategia di chiusura del match che abbiamo adottato:
riprendiamo palla sulle nostre 37 yards con 3:52 da giocare e 3 time out da poter chiamare: credo che sia il miglior contesto possibile per mettere in campo il winning drive, ovviamente si sarebbe trattato del drive del pareggio e non della vittoria, ma comunque per darci una possibilità di vincere all’over time dovevamo necessariamente andare per i 7 punti e quella era una situazione che qualsiasi head coach della NFL, ma non solo, sogna di avere a disposizione per ottenere l’obbiettivo (che nel nostro caso era un semplice pareggio) prefisso.
Il drive inizia male, 2 frescaccie in fila: penalità e sack per meno 4 yards. Poi 2 lampi sull’asse Dilfer Battle illuminano la nostra cupa serata, e magari ci illudono che qualcosa la si possa ancora fare, arriviamo sulle 28 yards con 2:12 da giocare e ancora i 3 time out.
Ora è vero che ogni strategia è vincente se funziona e perdente se non funziona, ma ci sono alcune strategie che hanno un accesso al successo indiscutibilmente maggiore di altre, noi ovviamente abbiamo optato per quella che ha meno probabilità di portarti al raggiungimento della vittoria. Rileggendo il play by play mi viene da scuotere la testa rispetto a quello che siamo riusciti a fare in quei 2:12 di follia allo stato puro, ma ovviamente tutte le scelte vanno rispettate, però è anche vero che visto che prendiamo schiaffi da svariati anni pur rispettando le scelte fatte dai nostri allenatori le critico ed anche in modo pesante.
Giochiamo contro una squadra che di queste situazioni fa il suo pane quotidiano, l’unico ragionamento sano da fare a 2:12 dalla fine e posizionati sulle loro 28 yards con 3 time out a disposizione è: sto a 28 yards dell’over time, ho tutto il tempo di questo mondo e soprattutto ho tutta la libertà di gestirlo per come voglio; una mentalità vincente impone che l’obbiettivo sia segnare con tutta la calma possibile i necessari 7 punti e consumare più cronometro possibile in modo da non lasciare possibilità di replica all’avversario, fra l’altro compito agevolato dalla possibilità di giocare sui 4 down perché questo è il drive dove o la va o la spacca.
Hostler e Nolan sono riusciti a creare una terza possibilità: rinuncio a provarci!
(altro che come dichiarato da Nolan a fine partita: "abbiamo provato a vincere!". Chi ha provato a vincere? Mi chiedo io!)
A 2:12 dalla fine, sulle loro 28 yards, con 3 time out a disposizione noi abbiamo messo in scena la strategia più sbagliata che potevamo adottare: la nostra squadra come ben sappiamo soffre di eiaculazione precoce ed infatti abbiamo optato per 3 insulse bombe in end zone! Ai Rams non pareva vero! 6 defensive back con l’unica catechizzazione di schiaffeggiare la palla a terra. Indubbiamente gli abbiamo agevolato il compito!
Attenzione però, la mia critica non si rivolge tanto al fatto che abbiamo lanciato 3 volte, ma al concetto, perché bisogna riconoscere che comunque si sarebbe potuto anche segnare ed infatti per un paio di volte l’urlo TOUCHDOWN ci si è strozzato in gola, anzi, sul primo e 10 Joe Starkey, come molti allo stadio, aveva urlato TOUCHDOWN! Poi Davis ha perso il football prima di assestarne il possesso in end zone.
Il problema non è questo ma il fatto che avremmo pareggiato lasciando 2 minuti e 3 time out ai nostri avversari.
Una strategia che io definisco vincente avrebbe utilizzato maggiormente la testa, non è sbagliato mandare i ricevitori in profondità, ma è sbagliato lanciargli la palla, i Rams ovviamente si preoccupavano di difendere l’end zone quindi se non giocavano con 20 difensori in campo ciò creava la situazione per cui il corto lo devono concedere. In questa specifica situazione avevamo tutta la possibilità di sfruttare sia con le corse che con i passaggini corti questo spazio che necessariamente la difesa avversaria ci concedeva, giocando sui 4 down, per come si sarebbe dovuto fare, e sfruttando i 3 time out ci saremmo potuti creare il contesto necessario per terminare con successo e con efficacia il drive per raggiungere l’over time.
Invece no, non abbiamo lavorato sul cronometro e non abbiamo fatto in modo che quello fosse l’ultimo drive dei tempi regolamentari o almeno fare in modo di lasciare ai Rams nessun time out o pochissimi secondi da giocare dopo quella che sarebbe dovuta essere la nostra segnatura del pareggio.
È qui che siamo stati assurdi e abbiamo perso la partita, quello che poi è successo dopo sono assurdità che però sono la diretta conseguenza di questa scelta.
Calciare il field goal al 4° down, calciare un on side kick che quando tutti se lo aspettano diventa molto complicato da ricoprire sono semplicemente le conseguenze di ciò che avevamo scelto di fare in precedenza.
Almeno abbiamo avuto la decenza di essere coerenti con questa strategia insensatamente aggressiva, se dopo il field goal avessimo pure calciato il kickoff in maniera consona sarebbe stato ancor peggio perché allora avrebbe significato che proprio non abbiamo la minima idea di ciò che si sta facendo.
Però se usando questa strategia si perde poi non dobbiamo arrabbiarci, siamo noi che da soli ci siamo creati un contesto favorevole alla sconfitta.
Che l’attacco faccia ribrezzo lo sappiamo e lo abbiamo ripetuto spesso e volentieri, quindi parto dalla difesa:
a me coach Manuski non sta piacendo, per carità probabilmente non è colpa sua, ma a me non soddisfa.
Innanzi tutto dobbiamo pretendere che la difesa giochi tutta la partita e non solo 15 minuti, ci può stare una flessione nelle prestazioni durante l’arco della partita ma non che la maggior parte della partita si giochi subendo, e invito tutti a riflettere non tanto sui punti concessi, che alla fine non sono tanti, ma che li ha segnati comunque una squadra da 8 sconfitte! Non giocavamo contro Patriots o Colts ma nonostante ciò nell’arco di tutto il primo tempo la nostra difesa ha subito e di brutto. Se i Rams nel primo tempo sono andati avanti solo di 10 a 3 è perché hanno comunque grosse difficoltà e problemi già di loro ed infatti spesso si sono auto incasinati i loro drive offensivi perché eseguivano male o prendevano penalità che li mettevano in serie difficoltà, per il resto non è che abbiamo difeso sto gran che: nel primo tempo la palla è stata praticamente sempre in mano all’attacco dei Rams, è vero che il nostro attacco non ha combinato nulla ma se la difesa facesse la fatica di fermare i drive dell’avversario con più efficacia forse poi si arriverebbe all’ultimo quarto con il fiato necessario per continuare a giocare efficacemente, quindi non prendiamocela solo con l’attacco che sta in campo 3 down, ma anche con la difesa che fa poco per uscire dal campo in tempi brevi.
Nel terzo quarto la difesa ha giocato bene, è stata efficace, ma poi giungendo all’ultimo quarto la benzina era finita e i Rams sono tornati padroni del cronometro ed hanno gestito bene la partita segnando il field goal che gli ha quasi assicurato la vittoria.
Ci sono stati frangenti in cui abbiamo ben giocato difensivamente parlando, su tutti emerge la stratosferica prestazione del sempre affidabile Bryant Young che si è riportato a casa un pezzo di Bulger tante sono le volte che lo ha sbattuto a terra, ma non solo lui, in generale un po’ tutti sono riusciti nell’intento di mettere le mani o pressione sull’attacco avversario, ma comunque nonostante lo sforzo ciò non è sufficiente.
Ad esempio domenica ogni qual volta che andavamo in blitz riuscivamo a mettere pressione all’attacco avversario, allora perché non abbiamo blizzato di più? Perchè forse rischiavamo di schiantare totalmente l’attacco dei Rams?
È una cosa che va al di fuori della mia comprensione.
Affermo che Manuski mi sta deludendo perché nella nostra difesa ci sono giocatori che hanno dimostrato di saper essere decisivi, forti e vincenti e che invece quest’anno sotto le cure del nostro defensive coordinator stanno giocando male: Banta Cain lo vedo anche io che gioca male, non voglio difenderlo forzatamente, poi anzi, domenica forse ha giocato la miglior partita da quando è nella baia, però mi chiedo un giocatore del suo livello perché non riesce a assestare le prestazioni che sono nelle sue capacità?
Invito i più distratti a rispolverare l’archivio dei playoff dello scorso anno: Banta Cain giocava con i Patriots ed stato uno dei protagonisti, e a volerla dire tutta, uno dei maggiori artefici del cammino dei Patriots fino al championship, perché è vero che Brady è fenomeno ma se la difesa non difendeva Brady il fenomeno non lo poteva fare se rimaneva seduto in panca e allora rivedendo le prestazioni difensive dei Patriots emerge che l’efficacia della difesa di New England esplodeva in concomitanza con le gradi giocati di Cain che ha picchiato per 60 minuti la difesa dei Jets nella wild card, chiedere a Pennington nel caso non si disponga di archivio dei playoff. Lo stesso si può dire del divisional playoff contro i Chargers ed una buona partita la giocò anche contro i Colts. Ora senza scendere nei particolari io ho l’impressione che Cain esplodesse proprio in un contesto di difesa che si muoveva collettivamente e che permetteva ai suoi uomini di mettere in mostra le loro migliori attitudini.
Nel nostro caso un giocatore come Banta Cain che può essere decisivo e fondamentale non lo riusciamo a sfruttare, quindi l’unica considerazione che riesco a fare è che noi non lo riusciamo a mettere in campo in modo da sfruttarne le attitudini, perché i fatti ci dimostrano che questa pedina le attitudini ce le ha!
E ovviamente non sono io o voi che leggete a non impiegarlo nella maniera più adatta.
Lo stesso discorso si può estendere ad altri difensori, un esempio su tutti Brandon Moore, pure lui domenica ha giocato la sua miglior partita di questa stagione, ma ricordando le sue grandi giocate della stagione passata mi viene in mente solo una considerazione: ma come cavolo lo stiamo impiegando? O gestendo?
È per questo che affermo che la difesa non mi piace per come gioca, potrebbe essere veramente dominante, i giocatori e le attitudini non mancano assolutamente, ma nonostante ciò e nonostante comunque gravi defezioni di pedine oltre ogni modo fondamentali vedi Lawson e Oliver, ha tutte le carte in regola per vincere le partite da sola! E invece subisce. Per questo l’operato del defensive coordinator non mi soddisfa.
Dell’attacco cosa dire, è stato un pianto per tutta la partita, sottolineerei come noi non siamo capaci di schierare 5 ricevitori, riprendendo il discorso aperto e molto ben affrontato dal T.O.rrisone sul forum, anche quando a 2:12 dalla fine della partita abbiamo optato per 3 bombe in end zone e nell’ultimo disperato drive terminato con l’intercetto che ha chiuso il match noi 5 ricevitori, nonostante andassimo costantemente sul profondo, non li abbiamo mai schierati, al massimo 2 Wide ed 1 slot.
L’attacco non è stato in grado di mettere 7 punti sul tabellone nemmeno quando aveva ripreso il possesso del football sulle 18 yards del territorio dei Rams!
È stato un incubo per tutta la partita e solo nel finale è riuscito ad assestare 3 drive decenti, 2 quelli del secondo e terzo field goal e l’ultimo conclusosi con l’intercetto che comunque è stato un bel drive per quello che i giocatori sono riusciti a fare.
Un ultima ma non meno pesante critica la rivolgo a Nolan.
Il nostro head coach ci vorrebbe far credere che Alex Smith abbia voluto giocare per forza nonostante l’infortunio non fosse superato. Il nostro allenatore è disposto a passare per colui il quale dorme da piedi e per colui che non si accorge di ciò che lo circonda per farci credere che per quanto ne sapeva Smith era recuperato totalmente.
Allora visto che Nolan ci vuole prendere per il naso faccio lo sforzo di credere alla fesseria che Smith non si lamentava delle sue condizioni fisiche, però se pure così fosse (e non ci credo nemmeno se lo vedo) io mi chiedo: ma cosa guarda il nostro allenatore durante gli allenamenti? Come fa a non vedere che la meccanica e cinetica e dinamica di lancio del suo qb, che in teoria è un suo pupillo, è quanto meno non fluida?
Possibile che si preferisca passare per ‘insaccati’ invece di dire semplicemente la verità ed affermare di aver chiesto un sacrificio a Smith? Poi ci chiediamo perché quando entra in campo l’attacco ha l’espressione smarrita, secondo voi che altro tipo di espressione potrebbe avere il nostro attacco con questo tipo di gestione insensata?
Se fossi Smith sarei nero, se fossi i giocatori dei 49ers non vedrei l’ora che questo coaching staff tolga il disturbo.
Prima che scoppi anche il caso Gore vorrei suggerire al nostro head coach che anche Gore sin dalla prima partita con Seattle ha un grosso problema alla caviglia, problema che nel corso delle partite si fa sempre più ingente in quanto già il giocare con una caviglia in disordine aumenta l’entità dell’infortunio, in più Frank ha rimediato molti altri colpi però tirando fuori gli attributi continua a giocare.
Visto che tanto non serve più a niente mi piacerebbe che i nostri talenti vengano fatti guarire e non che per dimostrare qualcosa che tanto non conta niente e che tanto non riusciremo a dimostrare si rischi la loro incolumità inutilmente ed anche che si rischi di comprometterne la carriera: Nolan e i suoi a fine anno saranno un ricordo, i nostri talenti ci servono per il futuro, soprattutto quello più immediato (anno prossimo). Quindi perdonatemi se lo dico, ma ci tengo ai miei talenti e vorrei che ne venisse preso atto da chi con questa franchigia non c’entra ormai più nulla, ma rappresenta solo che il problema!
Nolan era venuto a San Francisco con le migliori intenzioni, tutti quanti noi lo abbiamo eletto a salvatore della patria perché con le sue filosofie footballistiche ci aveva incantato e conquistato, onestamente è da ammettere che se l’Head Coach fosse riuscito a perseguire i suoi scopi e mettere in campo tutte le cose che aveva in mente l’aria sarebbe totalmente differente. Attenzione però una cosa che Nolan ha saputo fare è comunque costruire una squadra che non è nemmeno paragonabile a quella che costruì Dennis Erickson, quella si che era scarsume allo stato puro!
Nella squadra costruita da Nolan talento c’è, ed io continuo ad affermare che a livello di talento presente nei vari rosters mi stupisce che questa squadra inserita nella NFC West non vada ai playoff! Io continuo a pensare che se la squadra fosse gestita dai coaches per come dovrebbe essere, con un paio di interventi sulla linea offensiva e al limite un altro sulla linea difensiva può diventare competitiva, non lo affermo con il pensiero rivolto al Superbowl, ma competitiva in generale, poi quelli sono altri discorsi ancora.
Il problema della gestione Nolan è che l’obbiettivo principe non è stato raggiunto, e l’obbiettivo principe era per prima cosa creare una squadra degna di questa definizione, quel tutt’uno omogeneo tra giocatori e allenatori che è condizione propedeutica al raggiungimento dei risultati.
Il problema della gestione Nolan è che l’obbiettivo immediatamente successivo non è stato raggiunto, ossia questa squadra composta da molti giovani caratterizzati da attitudini ottime ma in erba non ha fatto passi in avanti nella maturazione; quel poco che si vede in maturazione deriva dall’esperienza di giocare sempre di più nella lega dei professionisti, ovviamente mi riferisco a tante cose come il migliorare i movimenti corporei, e l’esecuzione…
Il problema della gestione Nolan è che l’obbiettivo immediatamente successivo non è stato raggiunto, il concetto di avere un roster di giocatori flessibili, la capacità che la nostra squadra avrebbe dovuto sviluppare di adattarsi alle necessità non è stato raggiunto, anzi forse un concetto che nelle filosofie Nolaniane è portato talmente al limite che alla fine ha creato e crea confusione, forse il limite maggiore per il quale i giovani sono cresciuti meno rispetto a quanto si sarebbe potuto farli crescere; forse un concetto da cui dipende anche le questione dell’insicurezza della nostra squadra poiché di suo non da punti di riferimento a chi poi in campo ci va realmente. E che fosse anche il nocciolo della problematica della gestione del personale?
Il problema della gestione Nolan è che l’obbiettivo immediatamente successivo non è stato raggiunto, ossia creare una difesa dominante ed un attacco che senza commettere errori sia in grado di gestire e vincere le partite; di ciò la responsabilità ricade direttamente su chi ha le redini delle specifiche situazioni in pugno; qui ci si potrebbe sbizzarrire con gli esempi, invito tutti a leggere l’intervento sul forum di Igi riguardante le vicissitudini del reparto ricevitori: come si può trovare equilibrio in una situazione che ha visto di continuo avvenire tutti quegli accadimenti? Utilizziamo strategie non consone alle situazioni che affrontiamo ed infatti l’accesso al successo è scarso perché ci mettiamo in situazioni che di per se, nei contesti in cui sono inserite, hanno poco accesso al successo.
Ciò che in questa gestione è stato raggiunto è comunque il fornire a questa squadra un roster con talento, io per la stagione prossima ripartirei da qui. Non voglio vedere assolutamente rivoluzioni insensate, ciò di cui necessitiamo è l’avvicendamento dello staff degli allenatori, anche perché la situazione che si è creata è irrecuperabile, praticamente tra giocatori e allenatori non avviene la cosa più fondamentale per il raggiungimento di qual si voglia obbiettivo: non c’è comunicazione! Forse Jennings provava a spaccare lo spogliatoio, in realtà però la spaccatura più grossa c’è tra chi scende in campo e chi rimane sulla side line.
E con allenatori intendo pure quelli di reparto: vi risulta che la linea offensiva blocchi bene? Vi risulta che i movimenti della linea difensiva siano specificamente i più efficaci? Vi risulta che il modo con cui alleniamo e gestiamo il reparto ricevitori sia quello consono? Sta regredendo anche D.J.! siamo proprio sicuri che i linebakers siano allenati nella maniera migliore? Cosa dire dei quarterbacks?
Se affronteremo la prossima stagione con un nuovo coaching staff, opzione verso cui sono maggiormente orientato, mi piacerebbe che il nuovo non fosse più una promessa o una scommessa, ma vorrei vedere qualcuno di affermato, qualcuno che mi dia la sicurezza di far esprimere il personale a disposizione a pieno e da lì continuare la strada verso l’obbiettivo finale.