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Andrea Brizzi




14 novembre 2008.

Ad una maledetta yard dalla vittoria?
di Andrea Brizzi

È vero, nessuno ci paga per restare in piedi per 48 ore di fila, è una scelta che soggettivamente compiamo per seguire in diretta la nostra squadra di football impegnata in un Monday night che da previsione doveva essere un massacro e che invece si è rilevato una sì perdente ma allo stesso tempo appassionante nottata di football vero, di valori, di onore e di rispetto per l’altro.

È quindi vero che nella mattina seguente, con chili di adrenalina che ti girano ancora nel sangue per quella sporca e maledetta yarda che non sei riuscito a conquistare, che ti accingi ad affrontare una giornata che già sai che sarà una di quelle giornate in cui come un giocatore di football dovrai tirare fuori le unghie e combattere. Metti in preventivo che sarà come rimbalzare contro quel maledetto muro dei Cardinals che ad una yarda ti respinge conquistando la W quando ti porrai di fronte alle istituzioni universitarie cercando di capire se qualcuno si sta interessando al tuo futuro, un qualcuno che ha in mano il tuo futuro ma che in realtà come da sempre nelle università pensa solo ed esclusivamente al proprio personale tornaconto giocando con la vita delle persone che fanno sacrifici e lavorano sodo per ottenere risultati. Siamo nelle inconsistenti mani di chi invece di occuparsi solo di cultura si occupa a tempo pieno di estremismi politici, di chi insegna a comprendere le persone ipotetiche fottendosene altamente delle persone reali e non ti resta che attendere gli eventi, attendi che chi ha il potere di decidere del tuo futuro si abbassi ad interessarsene… ma infondo cosa importa, la vendetta è un piatto che si degusta freddo, dovrà essere rivoluzionata l’università, cari miei Baroni la ricreazione sta per finire!

(scusate lo sfogo)

Come detto non basta ciò, perché dopo che ti sei scapicollato per tornare a casa dopo la tipica giornata che ogni italiano medio è costretto a tollerare scopri che c’è un’altra sorpresa che ti attende: il pacco di mamma rai!

Proprio così, dopo una settimana in cui è stata decantata la trasmissione del Monday night tra San Francisco e Arizona alle 18 di martedì scoprì accendendo la tv che c’è la replica, forse la terza, di Ternana Gallipoli. Corri sul televideo per verificare e ti senti preso in giro leggendo che viene confermata la trasmissione del Monday night, e dopo navigando su internet sei costretto a renderti conto del colmo: la partita era prevista per le 17:30, con fine alle 18:10, ma sorridi perché con i tuoi occhi hai constatato che alle 17:50 trasmettevano un documentario sportivo. L’avranno trasmessa ancor prima? La dovranno ancora trasmettere? Sono stufo di scrive lettere di protesta, ma sorrido ugualmente perché finito il supplizio di questo stramaledetto 2008 torneremo su SKY, torneremo da chi quest’anno ha commesso un errore e si è reso conto d’averlo commesso, da chi da sempre c’ha trattato con i guanti bianchi! Per lo meno sembra che indipendentemente da quello che farà la rai il prossimo anno torneremo nella nostra naturale e sicura casa.

A proposito, se esiste un politico che nel programma di governo inserisce l’abolizione dell’abbonamento rai sappia che avrà il mio voto!

Ma forse ho commesso un errore, ho lasciato che i normali stress della vita di tutti i giorni entrassero in questo nostro piccolo e sacro spazio in cui parliamo di sport, parliamo e ci confrontiamo delle cose belle della vita che per noi malati del mondo dalla palla ovale significano semplicemente football americano, e allora via, che siano tutti maledetti dai media ai Baroni! Andate tutti via, uscite e per lo meno qui lasciateci in pace che dobbiamo commentare un gran bel Monday night che ci ha visto perdenti ma anche protagonisti e dispensatori di uno spettacolo che nemmeno il più azzardato degli scommettitori avrebbe lontanamente immaginato!

Monday night, forse è questa la magia.

Parte il kickoff e non c’è il tempo per nulla, Rossum intoccato riceve e si fa tutto il campo! L’University of Phoenix Stadium ammutolisce, anzi no, se pur in minoranza si sentono alzare al cielo le urla dei tifosi dei niners che numerosi sono accorsi al fianco della squadra!

Ma è solo l’inizio.

Lo stupore si fa sempre più grosso quando ti rendi conto che non si tratta di un fulmine a ciel sereno ma la realtà è quella di una squadra che ferma uno dei migliori attacchi della lega e si muove con una certa disinvoltura nei confronti di una delle migliori difese della lega. Come può essere successo in appena due settimane? Con gli stessi elementi che cambiamento ex coach Mike! Che tipetto il neo head coach Mike! Si sarà pure calato le braghe ma è riuscito a ricomporre qualcosa con quei Nolaniani cocci in una fase della stagione da cui non abbiamo più nulla da chiedere, più nulla da perdere: l’ex Mike ha già perso tutto!

Giochiamo un gran bel primo tempo, lo chiudiamo alla grande e speranzosi iniziamo il secondo, un secondo tempo in cui dobbiamo fare i conti con l’ultimo Mike disastroso che abbiamo, dobbiamo pagare le conseguenze delle scelte dell’ultima spada di Damocle chiamata Mike che volteggia minacciosa sulle nostre teste.

Potremmo affermare che Martz nel secondo tempo non c’ha capito un gran che, ma solo se si vuole essere buoni, altrimenti è lecito infuriarsi. Certo, lo si sa, la gestione non è il punto forte di Martz ma qualcosa di più fino lo si poteva pure fare in quello scellerato possesso che abbiamo avuto a 1:33 dalla fine del 3° quarto. E se mi permettete, al primo gioco effettuiamo un insensato lancio di 20 yards con snap dalle nostre 10, intercettato e riportato in meta, e nonostante il tutto venga nullificato da un offside difensivo è in questa azione che quella straordinaria alchimia che Singletary era riuscito a creare nei nostri giocatori svanisce nel nulla lasciando il posto alla paura di sbagliare, all’insicurezza di riuscire a compiere, alle dabbenaggini che ci porteranno ad essere fermati ad una yarda dalla vittoria.

La partita ci sfugge nell’ultimo quarto, quando paghiamo a caro prezzo l’errore del nuovo qb che si fa intercettare davvero e lo fa nella nostra metà di campo, la cosa è fastidiosa, le ingiurie si espandono a 360° anche nei confronti del lanciatore, ma in fondo che colpe si possono dare ad un giocatore che da sempre è stato considerato meno di zero dall’offensive coordinator e che si è visto scavalcare anche da calamity J.T. e che d’un tratto si trova catapultato lì, in cabina di comando dove accadono le cose decisive per l’esito della battaglia?

Hill ha le sue colpe, ma alla resa dei conti paghiamo le antecedenti scelte del colonnello offensivo, chissà cosa sarebbe accaduto se fosse stato lui ad iniziare la stagione? Potrebbe essere una domanda da porre semplicemente a sé stessi in una classica riflessione da tifoso, ma con i se e con i ma non si fa la storia e dopo essere andati sotto nel punteggio ci proviamo, abbiamo tutto il tempo necessario a disposizione: 4:16 con una posizione di partenza molto favorevole: le nostre 38.

Arizona difende concentrandosi soprattutto sugli attacchi aerei con un occhio di riguardo per il profondo, come da logica, e noi sistematicamente attacchiamo frettolosamente con l’artiglieria, giochiamo una sorta di 2 minutes offense mettendo insieme un drive totalmente insensato caratterizzato da falli che con ogni probabilità sono stati determinati dalla situazione che noi stessi ci stavamo creando attaccando in preda all’ansia da prestazione.

Perché non usare il cervello? 4:16 e devi guadagnare solo 62 yards… palla a Frank, c’è spazio tra la linea coach, i Cardinals ce lo concedono… facciamo le cose con calma anche perché nel manuale del football la strategia vincente prevede che si segni nell’ultimo possesso offensivo e si lasci sul cronometro spiccioli all’avversario si e no sufficienti ad un Hail Mary. Ed invece, come visto non è così e Hill commette un altro errore. Intercetto proprio sul più bello!

Saranno quasi le 6 del mattino… imprechi perché ti rendi conto che stavi per fare una gran cosa ed invece ti ritrovi col solito pugno di mosche in mano… ma attenzione, la difesa non è doma e compie il miracolo!!!

Ad 1:06 riconquistiamo palla sulle loro 42!

Tutto perfetto, a 52 secondi dal termine siamo sulle loro 15, il cronometro è fermo!

Hill passa ad Hill e siamo sulla yarda!

Loro hanno il personale contro i passaggi, non possono contrastare le corse… dai al volo! Settiamo e avanziamo col qb! male che va palla a Gore! Dai che vinciamo!

Ma Martz comanda uno spike!

Perché coach! Era fatta! Dovevi solo dire qb sneak… o HB lead…

Perdiamo un casino di tempo e lo spike arriva solo a 21 secondi dalla fine.

Martz vuole il cambio del personale, vuole la goal line. Avrà in mente qualcosa di vincente per rischiare così, ed invece è un gioco che lascia un po’ così, left tackle, dalle parti di Wilson che è uno dei leader di quella difesa e Gore viene respinto da un nostro ex Okeafor, addirittura perdiamo una yarda: pensate quanto tutta la manfrina era stata scontata!

È finita? No, perché Singletary vuole la meta, senza time out a disposizione riesce praticamente a chiamare un challenge lanciando il fazzoletto rosso, l’azione viene comunque rivista dal booth arbitrale, il tempo stoppato a 3 secondi dal termine e grazie alla mossa di un HC sveglio e presente abbiamo un’altra possibilità.

È il momento coach… non ci deludere… tutti s’aspettano la corsa centrale, lo sfondamento dal mezzo in un’ultima azione da: o la va o la spacca.

Illudili coach… dagli in pasto ciò per cui i mastini dell’Arizona bramano… play action su Gore e boothleg di Hill, oppure manda in sweep Foster dalla posizione di fullback (magari da una pro set) mentre Gore si tuffa a volo d’angelo sopra la trincea tra le due linee! Dai!!! Fingi di fare quello che loro si aspettano!

Ma la palla va a Robinson che corre al centro senza poter sfruttare un qualsiasi tipo di protezione da un eventuale Fullback… è lui il fullback… ne conquista una…!!! Ma si schianta contro Haggans e si ferma ad una maledetta yarda dalla vittoria!

È da riconoscere che Singletary in due settimane ha svolto un lavoro che Nolan nemmeno in 4 anni! E non è che siano cambiati i giocatori quindi credo che l’inaspettata prestazione dei 49ers si debba attribuire al positivo impatto che la mossa Singletary ha avuto sulla squadra. Ciò non significa che non ci siano difetti, che non si commettano errori; molto sarà da svolgere, ma voglio leggere quella che per me è la prima partita dell’era Singletary in modo positivo, non dimentichiamoci che quest’anno Arizona è forte e non lo è solo perché batte le avversarie della NFC West.

Una cosa che m’ha fatto piacere è l’aver sentito le dichiarazioni dei giocatori (parlo in generale) che da un lato si rendono conto che la stagione per noi non ha più un obbiettivo importante da raggiungere (dichiarazioni precedenti all’incontro), ma da un altro verso proprio per questo può significare ancora qualcosa, dimostrare a sé stessi e agli altri di essere capaci di giocare a certi livelli e onestamente nel Monday night, davanti alla nazione intera credo che qualcosa di buono siamo riusciti a farlo. Da qui ad altro non resta che aspettare, che fatti avvengano e che i dati vengano tratti… domenica arrivano i Rams, preoccupiamoci solo di questo e vediamo cosa riusciamo a combinare.

GO NINERS!!!

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