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9 Dicembre 2005

armavirumquecano
di Gianni Tomelleri

Per uno che ha passato buona parte dell'infanzia e della giovinezza nelle vicinanze di un paesino noto come Rosegaferro, che deve il suo nome vuoi alla terra così sassosa da erodere ben presto ogni aratro, vuoi alla ferrosa testa dei suoi abitanti, dei quali si dice che ricevendo una pallottola in fronte siano in grado di deviarla in corner

appena scoperto il mondo

il fato e le parche altro non potevano che filare un destino di cercatore d'oro, amante di cercatori d'oro, colpito dai racconti e dalle nobili gesta che nei tempi antichi uomini dal nome tanto comune (riso e montana) quanto ineguagliabile ne fu la virtù seppero compiere agli opposti estremi della parabola descritta da una palla lunga un piede.

Il ragazzo appena poté scorgere gli ultimi bagliori di quel tempo di meraviglia quando l’uomo d’oro già aveva lasciato la valle ed il porto, ed il suo degno erede Stefano il Giovane lanciava strali saettanti a ripetizione quanti mai nessuno fino ad allora nelle mani dello stesso nero furetto, che senza sosta e senza tema correva, riceveva e correva, fino a mettere a terra il punto per far balzare in aria i cuori. Fu l’anno che un perfido cavaliere si alleò ai cercatori, ne sorvegliò le spalle e l’angolo fino al trionfo finale, in tutti i sensi che la parola conosce, ultimo grande ballo per quella e per tutte le stagioni a venire, ahinoi.

Fu la superbia di chi stava sulla sedia, fu la troppa gloria assommata da un’unica nobile stirpe, ma da quel giorno gli altissimi dei del football volsero altrove il loro sguardo, e le stagioni, i palloni, i ricordi e prima fra tutte la gioia cominciarono a cadere ineluttabili al suolo. Fortuna versò i suoi copiosi doni nel grembo di valorosi patrioti, nella mangiatoia di furenti destrieri, financo sulle corna di rozzi caproni. Mai più venne il tempo dell’oro.

Due lustri sono passati, i falchi del mare soli dominano dove un tempo splendeva il sole, senza mai sapersi spingere di là delle alte montagne, dove un'altra coppia di eroi che ferrati hanno gli zoccoli hanno scalzato gli antichi anche dei loro primati. Di quei valorosi pionieri non è rimasto che il ricordo e dello splendido metallo nemmeno una pagliuzza. Poco ne era rimasto nei forzieri, ed il reggente che di nobile ha il nome, lo spese per chiamare alla desolata corte Alessandro il Maniscalco ed a condurlo un maggiordomo che talvolta solamente di paglie sembra essere colto e di altre erbe.

Ma questi giorni sono lugubri e lo speziale col caro fanciullo hanno a che fare più con la ruggine che col ferro, e con la peste che abbatte ogni valoroso soldato che si presenti sul campo, che la lista delle ingiurie del fato ogni giorno s’allunga.

Potranno mai da queste reliquie ossidate essere forgiate nuove armature splendenti?

Potrà mai il campo del santo povero tornare ricco di spighe e di abili e forti mietitori?

E quest’aria grave di dolore e sconfitta vedrà ancora palloni che la fendano da mano a mano, non già per un piede che la calcia in alto e lontano?

Potrà essere ancora cantata la rima del famoso Vincenzo, che esausti e stremati esaltava i suoi prodi perché vittoriosi? La salvezza è lontana o dentro un cespuglio?

Verrà gennaio e verrà ancora luglio, altri balleranno e noi in attesa del campo, ad un altr’anno rinvieremo dei sogni lo scampo.

Queste tristi parole, a voi amici rivolge, chi per lungo tempo è stato tra i rosicatori, il destino ogni tanto stravolge i più cupi terrori, in attesa che torni l’oro e il tempo mai visto, preghiamo il dio tutti in coro che dica soltanto "49ers v’assisto".



1 Gennaio 2004

Oscar 2003
di Alessandro Brandoni

Tempo di bilanci nell'NFL. Al termine della stagione regolare possiamo tirar le somme di una stagione bella e combattuta. A mio parere il 2003 è stato un grande anno di football. Anche se il pubblico di questo sito non sarà pienamente d'accordo con me a causa di una prospettiva un po'distorta dalla stagione non brillante di San Francisco. Purtroppo o per fortuna (e io personalmente dico per fortuna) il football nell'era del salary-cap è uno sport intrigante, ipercompetitivo e dagli esiti mai scontati e così è stato quest'anno. L'NFL moderna non guarda in faccia al pedigree o ai successi recenti e così ogni stagione è una storia a parte in cui ognuna delle 32 squadre è costretta a giocare sempre alla massima intensità visto che l'esiguo numero di incontri rende quasi impossibili recuperi da partenze sbagliate. Le sorprese anche quest'anno non sono mancate nello sport che riempe le domeniche degli statunitensi, più della metà delle squadre che lo scorso anno giocarono la postseason quest'anno si "godranno" i playoff dal salotto di casa. Addirittura le due compagini che lo scorso anno si contesero il Superbowl quest'anno sono tagliati fuori dalla rincorsa al super-sunday. Bella e spietata questa lega che costringe tutti a partire più o meno alla pari. Tuttavia anche se ogni annata ha una propria storia non bisogna dimenticare il ruolo della programmazione nel football, compagini che quest'anno sono fra le maggiori sorprese sono state costruite su piani pluriennali e avevano iniziato ad esprimersi ad alti livelli già nelle ultime giornate della scorsa stagione, si pensi ad esempio a Carolina o Minnesota. Ci si chiede se questo campionato sia stato più o meno spettacolare?Dipende da cosa si intende per spettacolo. C'è chi per spettacolo intende solo il "fun and gun" e allora possiamo dire di averne visto pochino fuori dai dome di Minneapolis St. Louis e Indianapolis, tuttavia personalmente non collego l'idea di spettacolo solo ad un pallone che vola: vedere il sincronismo di certe offensive line e con i loro tailback mi da i brividi per il grado di perfezione e devastante precisione espressa in alcune giocate, senza parlare poi di alcune pass rush eseguite alla perfezione con gran "sack" finale.

L'anno scorso, poi, ci sembrava che l'NFL fosse diventata una lega fortemente pass-oriented con QB e WR a fare la parte dei leoni negli attacchi, quest'anno le corse hanno riguadagnato il centro della scena con le squadre che fanno correre più la palla tutte ai playoff a differenza dello scorso anno quando 3 delle prime cinque franchigie per yards guadagnate su corsa rimasero fuori dalle partite di gennaio. Questo in parte a causa dell'utilizzo della cover 2 in difesa che e l'utilizzo di attacchi a tre difensori che costringendo el difese ad aprirsi creano spazio al centro per i corridori.

Altro fattore importante per capire la nuova NFL è il livellamento generale dei valori. La sempre maggiore competitività riduce sempre più lo scarto medio nei risultati e così la differenza fra vittoria e sconfitta è fatta di piccoli particolari, confermando quanto diceva Al Pacino "football, as life, is made of inches". Detto questo le statistiche che divengono a mio parere più interessanti per individuare le squadre più in forma da quelle meno produttive non sono le yard concesse o prodotte quanto piuttosto il differenziale nei turnover, la fumble ratio e la interception ratio, ovvero quelle statistiche che indicano se un team commette più o meno errori, errori che in uno sport con pochissime partite si pagano assai cari. Dopo questa breve panoramica passiamo ai premi che assegnerei per la stagione regolare appena conclusa.Una breve premessa, sono contrario ad un MVP unico, troppo spesso con questo sistema si finiscono per penalizzare i difensori e finire per assegnare il titolo ad un QB o ad un RB, favorendo la deriva individualista che attanaglia il football oggi e raggiunge i suoi vertici di stupidità nella pagliacciata di Horn, quindi ho individuato i due giocatori che da ciascun lato della palla più hanno fatto quest'anno.

 

Miglior squadra: New England Patriots. I Pats hanno costruito una stagione eccezionale. Pur privi del giocatore capace di far la differenza gli uomini di Belichick hanno dimostrato una grandissima solidità nel collettivo nonché la capacità di saper superare gli ostacoli di un inizio di stagione non facile. Con il vantaggio del fattore campo hanno già mezzo biglietto per il Reliant Stadium in tasca.

 

 

Miglior difensore: Ray Lewis. Il posto di Baltimore ai playoff è in buona parte merito difensori dei Corvi e fra questi il leader incontrastato è Ray Lewis, uno dei più impressionanti linebacker degli ultimi anni. Ha dimostrato di avere tutto ciò che si richiede ad un grande regista della difesa gambe, braccia, carisma e ottime capacità di lettura degli attacchi avversari. Cosa chiedere di più?

Miglior Attaccante: Payton Manning. Nonostante non nutra particolare simpatia verso il Big Jim di Ole Mississippi, la sua stagione è stata eccezionale. Manning controlla l'attacco in maniera sopraffina, sembra sempre avere il controllo della situazione. Ha tirato pochissimi intercetti concedendo assai poco agli avversari e creando un'accoppiata vincente assieme a Marvin Harrison (Oscar come miglior attore non protagonista). Se riuscisse a vincere qualche partita di postseason nella sua carriera potrebbe già iniziare a pensare ad un posticino in Hall Of Fame.

Offensive Rookie. Anquan Boldin. Il Ricevitore di Arizona ha fissato il record per ricezioni da parte di un rookie ed è stato uno dei pochi motivi, assieme al poter osservare da vicino la statua di cera di Emmit Smith, per cui valesse la pena affrontare il caldo del Sun Devil Stadium e osservare gli imbarazzanti (tranne per quegli spledidi ultimi due minuti di domenica scorsa) Cardinals.

Defensive Rookie. Nick Barnett. La prima scelta di Green Bay, l'uomo che tutti si chiedevano chi fosse al momento del draft ha dimostrato di essere uno dei più interessanti linebacker del campionato, diventando in pochissimo tempo una delle pedine fondamentali della difesa dei Packers e chiudendo la stagione con 112 tackles.

 

 

Squadra più deludente. Tampa Bay. Francamente devo dire che la scelta è stata difficile visto che numerose erano le squadre da cui mi aspettavo una stagione di altro tipo. Tuttavia il fatto che i campioni dello scorso anno non si ripresentino ai playoff è un risultato così eclatante da oscurare le prestazioni altrettanto deludenti di molte squadre, tra cui quella a cui è dedicato questo sito. La debacle dei Bucaneers è dovuta a diversi fattori, un'attacco poco produttivo con un gioco di corsa quasi inesistente, una difesa meno determinata e precisa dello scorso anno che giocava come se un po' appagata dai successi dello scorso anno, se a questo aggiungiamo l'accresciuta capacità delle altre squadre nell'attaccare contro la cover 2 è possibile avere una serie delle possibii cause della pessima stagione degli uomini di Chucky Gruden.

Miglior Sorpresa: Cincinnati Bengals. Steve Spurrier ha trasformato una compagine un po' scalcagnata in una delle squadre più divertenti da vedere dell'anno. Ed è riuscito a far tutto questo con quello che aveva in casa, con una squadra che molti analisti reputavano più debole di quella scorso anno vista la partenza di Takeo Spikes e che l'acquisto più eclatante, la prima scelta Carlson Palmer, si sapeva destinata ad una stagione di aprrendistato in panchina. E invece la coppia John Kitna Chad "sestessizittofareimigliorifigure" Johnson è diventata una delle più divertenti da vedere in questa stagione.

Miglior Regista. Bill Parcells. Il Tonno è un grand'uomo e un superbo allenatore. Chiamato a dirigere l'opera più difficile della sua carriera, ricostruire i Dallas Cowboys, non ha fallito l'appuntamento. In poco tempo e con metodi da sergente di ferro è riuscito a costruire una squadra gettando le basi per un grande ciclo, se troverà alcuni attori chiave il prossimo anno potrebbe esser suo l'oscar per il miglior film.

 

Miglior Sceneggiatura. Due finali di partita ad ex-aequo vincono il titolo di miglior scenegiatura dell'anno (il titolo di miglior sceneggiata va invece a Joe Horn): New Orleans a Jacksonville e Minnesota contro Arizona. Nella prima delle due partite dopo un'azione in cui Stallworth e compagni sembravano gli All Blacks (tuttavia l'Haka non prevede l'uso di telefoni cellulari) sono riusciti a sbagliare il drop, scusate intendevo dire la trasformazione che avrebbe regalato loro i tempi supplementari. In Arizona invece i Vikings hanno dimostrato come sia la difesa (assieme ad una certa freddezza mentale) il reparto chiave per chi vuole andare ai playoff, concedendo due touchdown ai Cardinals in due minuti (grazie Josh McCown).

 

Migliori Effetti Speciali. Dante Hall. La scheggia di Kansas City è stato sicuramente uno dei giocatori più divertenti della stagione. Certi suoi ritorni sono stati fra le giocate più divertenti della stagione. Giocate che si sono rivelate anche assai utili per KC visto che spesso proprio dalle situazioni di special team sono venuti i punti che per la franchigia del Missouri han voluto dire importanti vittorie.






22 Novembre 2003

Preview o postview?



di Alessandro Brandoni

Vista dal Wisconsin

Sarà un mezzogiorno di fuoco domenica al Lambeau Field. La sfida fra i Packers e i 49ers(migliori squadre della Lega degli ultimi 11 anni) ha tutte le caratteristiche per essere una vera e propria sfida senza esclusione dei colpi fra due squadre che non possono permettersi passi falsi pena l'esclusione dalla corsa per i playoff.

Green Bay arriva a questa partita dopo una prima parte di stagione in cui grandi prestazioni si sono inframezzate a pessime partite. Tuttavia dopo la grande prova di domenica scorsa contro Tampa nella "Batlle of the Bays" sembra che i Packers abbiano trovato un equilibrio che mancava dall'inizio di questa stagione, un equilibrio che nasce dall'accettare ciò che è sotto gli occhi di tutti: è iniziata l'era post-Brett Favre. Al Raymond James Stadium i verdeoro hanno superato i vincitori dello scorso campionato nonostante Favre abbia lanciato per sole 92 yard e abbia giocato con il pollice della mano destra(quella con cui lancia) fratturato. Vale a dire una vittoria raggiunta utilizzando i passaggi solamente nei momenti di estrema necessità. Tutto questo è potuto accadere grazie a un gioco di corsa impressionante e vario(primo nella lega per yds). Un gioco in cui non brilla solo Ahaman Green ma anche Najeh "Defecatore Folle" Davenport, ritornato grande dopo un inizio di stagione travagliato e costellato di troppi fumble. Ma il merito non è solo dei tailback: un ruolo fondamentale è stato giocato dalla offensive line, vero fiore all'occhiello di coach Sherman. I cinque moschettieri ritornati in piena efficenza dopo un lungo periodo di infortuni (i più gravi per Tauscher e Clifton), ha fornito una splendida prestazione contro la difensive line più temuta della lega. Sapp, Rice e compagni hanno visto infatti interrompersi contro Green Bay la lunghissima serie di partite(più di sessanta incontri) che i Bucs chiudevano con almeno un sack all'attivo.

Anche la difesa sembra iniziare a trovare dopo un inizio di stagione assai travagliato un certo equilibrio, grazie a una linea difensiva finalmente stabile e ad un Nick Barnett sempre più sicuro nel suo ruolo di MLB e serio pretendente al titolo di Rookie dell'anno.

I 49ers rappresentano tuttavia, una sfida alle piccole certezze costruite dalla squadra di Coach Sherman nelle ultime settimane. San Francisco sta attraversando un momento di forma dopo un inizio di stagione problematico. Hanno trovato in Tim Rattay un ottimo e inaspettato sostituto ad un Jeff Garcia alle prese con problemi fisici che gli impediscono di giocare come sa e potrebbe. Se l'attacco dei 49ers sembra tornato agli antichi fasti, è la difesa il settore che ha fatto registrare i maggiori progressi diventata una delle prime 10 della lega e fra le prime cinque sulle Yards concesse ai corridori. Sarà quindi molto difficile per i Packers ripetere la partita di Tampa quando Ahman Green e gli altri running back ressero praticamente da soli il peso dell'attacco.

Un ultima considerazione riguardo al tempo atmosferico. Siamo alla fine di Novembre e il Lambeau è come tutti gli anni una "frozen tundra" e vi è il rischio di precipitazioni anche a carattere nevoso,questo potrebbe condizionare lo svolgimento della gara, rendendo assai difficoltoso il gioco aereo, con il rischio che la gara si trasformi in una sfida all'ultima corsa. Questo sarebbe un bel vantaggio per i Packers, abituati a giocare a temperature polari e con Brett Favre imbattuto in regular season quando la temperatura scende al di sotto dello zero.

Ma si sa, nel football può accadere di tutto.



12 Novembre 2003

Storie di Quarterback.



di Alessandro Brandoni

Nel mondo del football si è soliti ripetere il vecchio adagio "è la difesa che vince la partite è l'attacco che fa vendere i biglietti".

Se nell'attacco c'è un ruolo che accende la fantasia del pubblico ed è inevitabilmente e costantemente sotto l'attenzione di tutti è il quarterback.

L'uomo che fa il gioco è quasi sempre l'elemento più in vista di un team, colui dalle cui mani abitualmente si crede passi la vittoria o la sconfitta, la gioia o lo sconforto.

Vediamo allora un po' a questo punto della stagione che succede ai diversi registi offensivi nella NFL; chi sale e chi scende in un ipotetico borsino dei playmaker. Ovviamente non mi sono occupato di tutti i quarterback scesi in campo e ovviamente ci saranno delle omissioni o dei pareri diversi su alcuni miei giudizi, delle prime mi scuso ma non è mia intenzione fare un omerico elenco delle navi e degli eroi, è benvenuta invece ogni critica o parere discordante.

Inizierei questa lunga analisi dagli ultimi arrivati nella lega, i quarterback selezionati ad di aprile e al loro primo anno di lega. Il draft 2003 è stato un draft in cui i registi d'attacco hanno giocato un ruolo da protagonisti, ben quattro infatti sono stati selezionati al primo turno e due di loro fra le prime dieci scelte. Normalmente un attacco non viene quasi mai affidato ad un quarterback appena uscito dal college. Si preferisce lasciare del tempo ai giocatori per ambientarsi alla lega e ai sistemi di gioco spesso assai differenti fra universitari e professionisti e non rischiare così di bruciarne la carriera.

Così è capitato ad esempio a Carlson Palmer prima scelta assoluta ad Aprile per Cincinnati. Finora l'ex regista di USC non ha avuto l'occasione di giocare nessuno snap in una partita di campionato. Solo alcune apparizioni in preseason per il biondo Big Jim destinato a guidare nei prossimi anni l'attacco dei Bengals. Chi ha giocato fra i quarterback al primo anno di NFL sono Kile Boller e Byron Leftwich. Il giovane field general dei Baltimore Ravens è stato gettato in campo abbastanza presto anche a causa della particolare situazione in cui si trovavano i Corvi relativamente alla posizione di quarterback, trovatisi ad agosto a dover scegliere con un rookie assai dotato (Boller) e due veterani (Redman e Wright) con pochissima esperienza e non limpidissimo talento. Secondo alcuni esperti se Billick avesse scelto di affidare l'attacco a Redman oggi i Ravens sarebbero la squadra da battere nell'AFC.

A mio parere, invece, la scelta di puntare su Boller è più che azzeccata; certo magari oggi si pagheranno cari alcuni errori, ma nelle prossime cruciali settimane e il prossimo anno Baltimora si troverà il suo gioiellino ancora più esperto e preciso, capace di portare velocemente al titolo i viola del Maryland. Inoltre quando hai Ray Lewis e Jamal Lewis in squadra ti puoi anche permettere di tirare qualche intercetto più del consentito. Più avventata è stata la scelta dei Jaguars di affidare le redini del gioco aereo a Byron Leftwich. La squadra di Jack del Rio si è sbarazzata troppo lentamente di una vecchia volpe come il mancino Brunnel, che tanto ha significato nella storia della squadra della Florida.

E purtroppo i risultati sono sotto gli occhi di tutti, i Jags hanno perso quattro delle sei partite giocate con Leftwich titolare(anche se ciò che ha fatto nell'ultima partita contro i Colts è notevole), ottenendo la loro unica vittoria contro i disastrati Chargers. Se Carlson Palmer passerà probabilmente una tranquilla stagione lungo la sideline visto tra l'altro il buon lavoro che Kitna sta facendo nel guidare il reparto offensivo dei Bengals, altrettanto non si può dire di Rex Grossman arrivato a Chicago per diventare il quarterback di talento che da tempo attendono nella wind city. Kordell Stewart e Chris Chandler infatti sono in crisi nel guidare il gioco dei Bears e si avvicina sempre più il momento in cui l'ex regista di Florida verrà gettato nella mischia. Un esordio che personalmente aspetto con ansia visto ciò che si dice di Grossman, un quarterback descritto come altamente spettacolare vista la naturale tendenza a cercare sempre la grande giocata. Vedremo se una volta in campo riuscirà a trasformare lil disastrato attacco di Chicago in una macchina da big plays.

Se i novellini sgomitano per trovare un posto alla luce del sole, i vecchi lottatori tengono duro ancora una volta per mantenere il loro posto in prima fila. Tuttavia il tempo è un avversario difficile da sconfiggere anche per chi come i quarterback può compensare in esperienza ciò che si perde in forza e velocità.

Lo sanno bene stagionati generali come Gannon, Favre e Garcia in lotta contro il declino fisico e il declino delle rispettive squadre. Certo non sono più le bocche da fuoco degli scorsi anni tuttavia non sono certo pronti a cedere il passo molto facilmente soprattutto visto che il non possono nemmeno cedere il passo a giovani promesse capaci di inserirsi velocemente e guidare l'attacco nei prossimi anni. Per quanto riguarda San Francisco, forse la prova di Rattay la settimana scorsa sembrerà una smentita, ma credo che la continuità di prestazioni sia una delle doti base che un buon Quarterback dovrebbe avere.Passando dalla California al freddo nord non credo che Craig Naill nonostante il titolo di MVP nell'NFL Europe la scorsa stagione possa rappresentare un valido erede per Bratt Favre, probabilmente i Packers si sono sbarazzati troppo presto di un giocatore dal grande potenziale come Akili Smith.

Una stagione a resistere su un immaginaria linea del Piave per questi veterani, sempre capaci tuttavia di poter tirar fuori giocate da veri campioni. In fondo in quarterback una testa pensante conta molto più di un gran braccio e il declino cerebrale è assai più lento di quello fisico. Aspettatevi comunque queste tre squadre sgomitare il prossimo anno durante il draft per gente come Eli Manning.

Passerei ora ad esaminare la stagione di quelli che a mio parere sono gli unici quarterback capaci di fare la differenza nella lega: Donovan Mc Nabb, Peyton Manning e Steve Mc Nair. Stagione non esaltante per tutti e tre, infatti mentre i leader dell'attacco di Indianapolis e Tennessee sono in forma scintillante, il quarterback di Philadelfia ha avuto un inizio un po' difficoltoso, un po' per sue difficoltà un po' per colpe della stessa squadra incapace nelle prime giornate di essere quella degli ultimi due anni.

In ogni caso la prestazione della settimana scorsa (312yds e 1td) è un segnale che il coloured di Syracuse è pronto a lottare alla grande e a rendere gli Eagles una serie pretentende al Superbowl di Houston. Super Sunday che vogliono raggiungere anche a Indianapolis e a Nashville, e con due giocatori come McNair e Peyton Manning è lecito sognare. I due rappresentano gli antipodi nel ruolo di quarterback. Da un lato Payton, figlio d'arte cresciuto nella tradizionalista Ole Mississipi, regista classico con scarsa mobilità e braccio d'oro, un tipico "field general" con grande senso del gioco e della partita capace di lanciare alla perfezione il suo go-to receiver, con unica macchia nella sua ancora breve carriera: non è mai riuscito a vincere una partita di playoff, debolezza psicologica? McNair invece, rappresenta l'evoluzione moderna del ruolo di quarteback, il grande atletismo è infatti la maggior caratteristica per il giocatore di colore cresciuto a Alcorn State, capace sia di lanciare bene per un reparto ricevitori non eccelso e al tempo stesso di inventare giocate assolutamente incredibili grazie a due gambe che gli hanno permesso di correre anche 560 yd in un anno. Al momento sono loro i due candidati al titolo di MVP quest'anno vedremo chi la spunterà. Io personalmente tifo McNair.

Ma il ruolo di Quarteback può essere interpretato alla grande anche senza essere dei fenomeni. In alcune squadre quest'anno stanno disputando una buonissima stagione degli onestissimi travet del passaggio che grazie alla continuità di risultati e al supporto di una squadra dal talento spesso superiore al loro porta questi giocatori a disputare delle buonissime annate. E' il caso di gente come Trent Green o Jack Delhomme che a Kansas City e Carolina stanno disputando un gran campionato. Certo il merito non è tutto loro, giocare assieme a Clinton Portis e a una delle migliori difese della lega aiuta il gioco ma certo i due ragazzi sono stati bravi a sbagliar poco o nulla, e questo non è poco.

Una buona annata la stanno disputando anche due vecchie volpi come Vinnie Testaverde e Doug Flutie, tutti e due con più di quaranta primavere e una carriera da buoni giocatori (non certo comparabili con quelle di Gannon, Garcia e Favre) alle spalle e un presente fatto di risultati in attesa del ritorno dei più giovani titolari. Una riserva che si è meritata sul campo i gradi da titolare è Marc Bulger che ha scalzato negli ultimi due anni l'ex-MVP Kurt Warner dal ponte di comando dei Rams con prestazioni assai convincenti e un gioco assai fluido che nello scorso anno era spesso mancato sulle rive del Mississippi.

Due sono i grandi assenti di questa prima parte di stagione: Chad Pennington e Michael Vick. Le due grandi personalità emergenti della scorsa stagione sono state infatti messe fuori gioco da due brutti infortuni durante la preseason. Il biondo quarterback dei Jets è stato bloccato da una frattura al polso destro che gli ha impedito di scendere in campo fino alla settimana scorsa. Mentre il giocatore più spettacolare degli ultimi anni, il quarterback proveniente da Virginia Tech è ancora ai box in seguito ad una frattura alle gambe rimediata nelle sempre più pericolose partite di precampionato. Sono certo che con loro in cabina di regia le stagioni di New York e Atlanta sarebbero state ben diverse, le due squadre erano delle serie candidate ad un posto nei playoff mentre ora sgomitano nelle zone basse delle rispettive division. Ci toccherà aspettare la prossima stagione per vedere questi due grandi giocatori di nuovo al massimo delle loro immense possibilità.



27 Ottobre 2003

Untitled (Così è se vi pare)



di Andrea Torrisi

Premesso che non sono un giornalista... né uno sportivo... né tantomeno (proprietà transitiva dell’eguaglianza) un giornalista sportivo... ma la domanda è: quale è il sogno di un giornalista sportivo? Probabilmente realizzare uno Scoop, con la Esse maiuscola; in alternativa scrivere con discreto anticipo un qualcosa che viene suffragato dai fatti in un periodo temporale successivo.

Sto cercando di dirvi che se fossi un giornalista sarei contento.

Peccato che sono un semplice tifoso e quindi sono semplicemente incazzato e deluso.

Non mi pagano per scrivere queste baggianate e quindi non devo neanche sforzarmi di essere accondiscendente, creativo, simpatico, ottimista.

Seguirà un insopportabile polpettone qualunquista e non-costruttivo, fondato principalmente sulla teoria del "te lo avevo detto..." se non vi piace cambiate canale.

Probabilmente sul sito ufficiale dei nostri "eroi" ci sarà uno splendido articolo infarcito di statistiche positive... gozzovigliate con quelle (lo sapevate che nell’anno Horribilis 1999 avevamo il miglior attacco su corse della lega!?!?! Ecco, cose di questo genere...).

In alternativa potete votare tutti i 49ers per il Probowl... fate voi: io, qui e ora, vi stordirò di inutili rimandi ai miei articoletti dell’anno scorso.

L’anno scorso vi avevo detto quanto fossi entusiasta dell’arrivo di Ericksson... ehì! Volevo vedere se eravate attenti, scherzavo...

A me Ericksson non ha fatto assolutamente nulla, intendiamoci. (...ma vederlo sulla Sideline la settimana scorsa contro Seattle mi ha ricordato un qualsiasi allenatore dell’Inter degli ultimi dieci anni, e non è una bella cosa se capite cosa intendo...)

Sono anche perfettamente a conoscenza che la situazione Mariucci fosse un pò logora, un pò particolare: allenatore ereditato da gestione precedente, quattro persone per una sedia, a San Francisco se no fai quello che hanno fatto Walsh & Siefert (VINCERE) non vai da nessuna parte, blablabla... le so tutteeee.

Però io avevo in mente una teoria, erroneamente battezzata "Sangue da una Rapa". (definizione errata perché mi rendo conto che una squadra con Garcia, Owens, Hearst, Beasley & Johnson "davanti" e Plummer & Peterson "dietro" proprio una rapa non è...)

Ribattezziamola "Ottimizzazione delle Risorse" ed andiamo avanti.

(questo si chiama Revisionismo Storico...)

Per Ottimizzazione delle Risorse intendo di un allenatore che, a fronte di una squadra che sta uscendo da una "rebuild" spaventosa, porta per due anni la squadra ai playoff vincendo due volte la division, coi rispettivi record di 12-4 e 10-6.

La prima volta uscendo a Green Bay per una singola giocata, la seconda facendosi asfaltare da una squadra che avrebbe poi asfaltato tutti, almeno quell’anno.

In entrambe le stagioni chiudendo con un efficientissimo rapporto "palle perse-recuperate" (unico barometro di efficienza che riconosco ad una squadra NFL) e dimostrandosi più SOLIDA che BRUTTA.

Ma chi comanda pensa il contrario e quindi gli dà il benservito... sostenendo che la squadra non ha più uno stile 49ers (vero), che non pratica più un vero W.C.O. (vero) e che c’è abbastanza talento per puntare in alto ma non con un manico come quello di Mariucci.

Spiacente ragazzi, ma questo era falso.

Che cosa abbiamo a metà stagione?

(se non vi sembra abbastanza per trarre un bilancio aspettiamo Babbo Natale)

Un record di 3-5, che non si vedeva dagli anni bui.

Due vittorie scintillanti come non si vedevano spesso con Mariucci, e questo lo riconosco.

Una asfaltata a Minneapolis come raramente si vedeva con Mariucci, almeno negli anni in cui ha avuto una squadra "vincente".

Una vittoria con fischi modello San Siro e/o Scala di Milano: proprio contro il Mooch... eh vabbè dai, lui conosce i nostri segreti (ma per favore...) e poi anche con lui non tutte le W erano limpide, e riconosciamo pure quello.

Adesso viene il bello: quattro (DICASI QUATTRO, ovvero il 25% del totale di una stagione regolare) partite BUTTATE NEL CESSO, scusate l’inglesismo ma sono proprio queste che non sopporto.

Quante partite buttavano via i 49ers di Mariucci all’anno?

Diciamo una-due?

A New Orleans & San Diego l’anno scorso e a Chicago due anni fa?

Qui siamo a QUATTRO!

Quattro su otto!

Allora, io ritengo che per avere ambizioni da Anello nell’NFL del terzo millennio non occorrano delle Dinastie di campioni... anche perché non esistono più.

E questo, in una squadra che le Dinastie le ha praticamente inventate, è una cosa da accettare prima possibile.

Negli ultimi 5-6 anni hanno vinto buone squadre, magari in maniera eclatante e "spaventosa" (alla Leopizzi...) ma senza lasciare tracce di sè l’anno dopo.

Dopo la doppietta dei Broncos ci siamo sciroppati "the greatest show on turf" dei Rams, la difesa assassina (ehr, scusa Ray Lewis... lapsus) dei Ravens, la stanza buia dei Patriots e la rivincita dei Nerds, intesi come Tampa franchigia e famiglia Glazer proprietari.

Non essendo più possibile affidarsi ad un Walsh e dargli le chiavi della città dicendogli: "costruiscimi un mito!" e vivere su questo mito per quasi vent’anni (1979-1996, ma guardatevi il record di Walsh i primi due anni, 2-14 e 6-10) forse sarebbe (stato) il caso di essere meno filosofici e più realisti.

Il realismo avrebbe imposto che Mariucci rimanesse e continuasse a... provarci.

Scusate, ma di questo si tratta. Di provarci. Con la Parity, il Salary Cap e la Free Agency mi sento di poter dire che il football NFL è questo: 32 palline nell’urna... sperando che questo sia il tuo anno.

No?

Sono fuori strada?

Ok, via Mariucci, dentro Ericksson, rivogliamo il West Coast Offense.

Sì, ma rimane Knapp... e qualcuno (POI) realizza che il W.C.O. non si può fare.... hahaha.

Quel qualcuno è l’allenatore capo!

San Francisco è la squadra che corre meglio la palla degli ultimi dieci anni, davanti a Denver.

Sorpresa, sorpresa!

Anzi: eresia, eresia!

Noi siamo i 49ers, "dobbiamo" (dogma) giocare da 49ers... peccato che non abbiamo il personale per farlo. Sorry, guys: non siamo i Rams.

La squadra di Mariucci allenata da Ericksson continua a giocare come con Mariucci, perdendo delle partite che Mariucci avrebbe vinto.

Questa è l’unica cosa che, per me, conta.

Sono profondamente convinto che con Mariucci saremmo almeno 5-3, pronti a giocarci tutto per diventare una delle 12 palline buone per il ballo di gennaio.

Viceversa siamo 3-5 con un piede e più nella fossa e senza aver costruito nulla... ah sì: stiamo costruendo un futuro per l’81... lontano da San Francisco.

Avendo subìto un cambio di allenatore motivato da scelte "filosofiche" e non condividendo la "filosofia" della scelta mi ero immediatamente schierato contro questa scelta.

A distanza di pochi mesi, vedendo la stessa filosofia applicata da una persona con meno "spessore" mi sento anche preso per i fondelli... dopodiché sentitevi liberi di pensare che è tutta colpa di Pochman.



25 Ottobre 2003

Mid season Nightmare.



di Alessandro Brandoni

Fa freddo al Lambeau Field, casa sacrario dei Green Bay Packers, e non è solo colpa del freddo vento autunnale. I verdeoro del Wisconsin sono in crisi di risultati e di gioco dopo sette partite di regular season. Sette partite in cui i Packers hanno vinto solo 3 partite, di cui due contro compagini non veramente competitive come Chicago e Detroit, e perso 4 incontri, tanti quanti ne avevano perse durante le stagione 2002. Ma quali sono le cause della debacle di una squadra che lo scorso anno era stata capace di vincere dodici incontri e di rimanere imbattuta fra le mura del Lambeau Field? Cosa non funziona quest'anno nei meccanismi della squadra di Mike Sherman?

Il primo reparto a finire sotto accusa quando una squadra non produce risultati è la difesa, e questo vale anche per i Packers. Il reparto curato da Ed Donatell è in piena crisi. Le statistiche dicono che Green Bay finora ha concesso 362 yarde di media a partita (lo scorso anno era no 311). I Packers sono la quart'ultima difesa della lega, solo Falcons Chargers e Texans sono stati capaci di far di peggio. Una difesa quindi che ha visto peggiorare le proprie prestazioni da un anno all'altro soprattutto per due motivi. Soprattutto a causa dell'inconsistenza della linea difensiva,assolutamente incapace di creare pressione sui quarterback avversari come provato dal gran numero di "Big-Play" concesse dai verdeoro e dal bassissimo numero di sack portati a casa da Gilbert Brown e compagni. Certo c'è da dire che la linea difensiva è stata falcidiata da infortuni (Joe Johnson e Nwokorie) e problemi vari, ma era proprio necessario lasciar partire per Kansas City un defensive end fenomenale come Vonnie Holliday. Nei prossimi giorni Ed Donatell proverà a cambiare le carte in tavola alla ricera di una formula che sappia dare più capacità di pressione sui passaggi alla difesa magari spostando un linebacker possente fisicamente come Nail Diggs sulla linea con l'intento di avere piedi più veloci vicino alla linea di scrimmage. In tutta la lega c'è ormai la tendenza ad avere defensive end assai rapidi e anche Green Bay deve adeguarsi a questo. Nel disastro di una linea difensiva in pienda crisi c'è tuttavia anche una nota positiva: Nick Barnett. Il linebacker proveniente da Oregon State è uno dei rookie più sorprendenti della stagione. Quasi nessuno si aspettava un inserimento così veloce nell'Nfl per questo giocatore, giudicato da alcuni inadatto per il ruolo di linebacker interno in una squadra professionistica.

Se la difesa piange in attacco non c'è certo da ridere. Si sapeva infatti fin da inizio stagione che per Brett Favre questa sarebbe stata una stagione dura. Gli anni passano per tutti e non risparmiano neanche il trentaquattrene quarteback della Luisiana. Favre quest'anno non riesce ad esprimere tutta la propria classe, e si è trovato troppo spesso in difficoltà contro difese molto aggressive come accaduto nella partita con Minnesota. La mancanza di un alternativa valida a Donald Driver (tra l'altro non al 100% dopo un indortunio al collo) rende inoltre il gioco aereo dei Packers assai prevedibile e non permette a Favre di creare delle grandi giocate capaci rompere gli equilibri in campo. A questo punto viene da chiedersi se lasciar partire Terry Glenn per Dallas non sia stata una scelta troppo azzardata, soprattutto tenendo conto del fatto di cosa Glenn sta facendo alla corte di Bill Parcells. Fortunatamente per Favre e per l'attacco Ahman Green è in forma eccezionale. E proprio grazie al running back di Nebraska e ad un attacco palla in mano eccezionale i Packers coprono spesso le pecche di un gioco di passaggio un poco asfittico e troppo bloccato nel paradigma di una "west coast offense" interpretata in maniera troppo integralista.

Ma i problemi per Green Bay non finiscono qui, infatti al contemporaneo crollo del team di Mike Sherman corrisponde la splendida grande stagione dei Minnesota Vikings di Moss e Caulpepper, rivali dei Packers nella NFC North. Questo mette seriamente in dubbio l'accesso alla post season.

Fa freddo al Lambeau Field, molto freddo.



24 Settembre 2003

Con le spalle al muro



di Andrea Torrisi

Sono frustratissimo e preoccupatissimo, punto e a capo.

Frustrato dall’impossibilità di vedere coi miei occhi quello che sta succedendo ai miei cocchi (ancora per poco se continuate di questo passo, ragazzi miei...) e preoccupato da quello che leggo sulla grande rete.

Arrivare dopo l’ottava per fare un consuntivo di metà stagione è impossibile, ho le mani che prudono sulla tastiera.

La mente è fredda ma non abbastanza, per cui libero sfogo ai sentimenti.

Dopo il "do or die" a Minneapolis della prossima settimana (pensa te se dopo un mese dobbiamo cacciarci in una situazione simile...) prometto qualcosa di più razionale se non tecnico, indipendentemente dal risultato della partita.

Week 2 mi aveva messo di un umore nero tendente infinito: ognuno ha la propria nemesi e la mia sono i Rams, niente da fare. Mandarli 0-2 sarebbe stato una libidine totale, oltretutto sarebbero andati a Seattle con la pistola puntata alla tempia per cui o ci facevano il gradito favore di battere i Seahawks o l’altrettanto gradito di levarsi dalle scatole anche quest’anno.

Invece gli abbiamo regalato la partita (non sull’azione incriminata, ma ci torno...) e adesso Holmgren ha 4 partite di vantaggio su tutti, Arizona compresa (e dai! Tiriamo dentro anche loro!).

Sono stato il primo a dargli a Wilson a notte fonda ed il primo a ritrattare il giorno dopo: la partita l’abbiamo buttata via in mille situazioni e non in quella... blablabla... vorrei puntualizzare solo una cosa: dalle 26 la palla arriverebbe sulle 43 solo se lo snap lo fanno i Giants !!!!

(il cattivo umore mi rende crudele ed antipatico, lo so...)

Mi sembra più realistico pensare ad una palla che arriva sulle 33-35 e quindi ad un FG dalle 43-45 in un Dome sintetico... se il probabile FG mancato fosse stato dalle 53-55 nessuno avrebbe montato il caso perché consapevoli che Chandler non l’avrebbe ficcato dentro neanche nei suoi sogni... dopodiché tutte le considerazioni fatte da Gianluigi da qui in poi sono valide e forse la storia ci dirà che è meglio così, tanti saluti a Chandler e benvenuto al Pokemon che si presenta con un bel 4 su 4.

Ah, che cosa tipicamente americana! Che sceneggiatura Hollywoodiana!

Mica puoi correre in faccia ad una difesa umiliata la settimana prima?

Mica puoi mandare Streets sopra le 100 su ricezione?

(non sia mai, visto che ce l’ho al Fantasy...)

Ma no, la partita la andiamo a vincere con il nuovo Kicker che la mette da tutte le posizioni!!

Si realizza tutto quanto da me sperato nell’articolo del 29 aprile!

Gli special team che lavorano bene e vincono le partite (Chandler a parte solo cose buone, ammettiamolo...), Owens che non parla del contratto, sta zitto, corre le sue tracce e, se viene raddo-triplicato, è contento delle libertà concesse a Streets, Wilson e compagnia bella !!!

Praticamente un leader, un uomo squadra !!!

La difesa che gioca come sa e può quando ha il personale per farlo (continuo a citarmi, un articolo dell’anno scorso che parlava di potenziale difensivo inespresso...) e una rinnovata speranza per il futuro...

Invece no, uno scempio, un disastro, una prestazione inguardabile.

Perfino il mio Word si è inchiodato due volte prima di salvare il playbook della "partita" contro i Browns, e dategli torto!!!

Cotal playbook dice di un 4th & goal giocato alla mano, ad inizio partita.

A me queste chiamata Piacciono con la P maiuscola, sono sinonimo di Intelligenza con la I maiuscola.

Ti prendi 4 tentativi invece di 3 per segnare 7 punti.

Ti concedi la possibilità di segnare 4 punti in più che non tirando un FG facile.

Nella malaugurata ipotesi che tu non converta metti l’attacco avversario nella peggior situazione immaginabile.

Questo castello di carte crolla però miseramente quando leggo di un 3rd & 4th giocati allo stesso modo, "up the middle" di Beasley e qui non ci siamo proprio.

Non avendo il beneficio delle immagini, voglio sperare di un "look" dello schema totalmente diverso sul quarto tentativo! Ricevitori fuori, uomini in movimento, gioco delle tre carte, Bryant Young allineato TightEnd, nun me ne frega niente: non mi dite che avete fatto la testuggine su due giochi consecutivi !!!

Ma non ci intestardiamo su un gioco a metà del primo quarto, voliamo a 10:37 alla fine del match, i Browns hanno appena segnato e siamo sopra di cinque.

Vi ricordate quando l’anno scorso mi (CI) imbruttivamo per le chiamate offensive, le prevedibili e improduttive corse nel mezzo?

Incompleto sull’89, corsa telefonata di Hearst, False start di Harris (scotto da pagare..) terzo e lungo, ricezione dell’81 ovviamente corta (i Browns non sono fessi) e punt, attacco in campo 2 minuti scarsi.

Giocatona di Peterson ed abbiamo di nuovo la palla in mano, cinque punti da difendere e 7:25 sul cronometro. Orsù!

Incompleto sull’89, pensa te. "Roughing Garcia" (non è un film...) e 15 yard aggratis, di nuovo primo down.

Incompleto sull’89 (muoio!), corsa telefonata di Barlow, incompleto su Wilson e nuovo punt!

Eravamo sulle 40 di Cleveland e non otteniamo NULLA, mangiando un solo schifoso minuto sul cronometro!!

Due drive partiti con un lancio quando sei sopra nel quarto non mi sembrano una bella chiamata, voglio sperare che fossero delle Slant interne su cui la difesa dei Browns ha fatto miracoli.

Se invece sono stati lanci sparati in fretta e furia sulla sideline perché la pass rush era insostenibile, allora era un motivo in più per correre sul primo down.

Tutti sono qui a chiedere profondità, bombe, traccianti e missili. Ad un gioco simile si arriva stabilizzando le corse e tenendo onesta la difesa avversaria. Se non produci qualcosa su corsa ad una playaction non abboccherebbero neanche i pesci di Gianluigi !!!

Se hai una O-Line rattoppata che sta collassando (due sack subìti da Garcia, non me li ricordavo da un pò...) altro che profondità, accontentiamoci di muovere la catena in ogni modo possibile, meglio poco che nulla!

5 passaggi in tutta la partita agli uomini del backfield! Ma gli screen fanno così schifo, soprattutto quando ti blitzano in faccia !?!?

Se Owens su un primo down vuole la palla in end-zone allora questo sarà l’anno degli arrivederci e grazie, è stato bello. Se volete vi dico anche dove lo vediamo l’anno prossimo: ai Redskins, ovviamente.

Fun & Gun, spread offense, un Qb col braccione ed una squadra che, evidentemente, non ha MAI problemi di tetto salariale... ma come fanno !?!?

Adesso, per raddrizzare una barca già pericolosamente inclinata, ecco cosa dobbiamo fare.

Andare a Minneapolis, fare le chiamate giuste, vincere e vincere di squadra.

Battere una squadra che è 3-0, battere la "Randy Moss ratio" e dimostrare all’81 che è più importante chiudere con statistiche discrete e portarsi a casa una W che fare la Superstar (o provarci) e trovarsi coi Cardinals sul fondo della division.

 

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2 Agosto 2003

Aiutatemi a capire...



di Andrea Torrisi

Mancano cinque giorni al debutto in campionato dei nostri beniamini e non ho ancora capito come mi sento... voi che ne dite?

Devo essere felice per una preseason convincente al 75% o preoccupato per l’imbarazzante finale ?

Devo essere contento che abbiamo firmato Dorsey o dispiaciuto che abbiamo liberato Doman ?

Devo essere soddisfatto del fatto che Rattay abbia conservato il ruolo di back-up (da una rapida analisi attraverso i forum italiani sembra che ‘sto ragazzo piaccia solo a me...) o preoccupato per la schiena di Garcia ?

(...potrebbe essere un infortunio con cui convivere per tutta la stagione... perfetto per un QB che fa della mobilità ed elusività ai tentativi di omicidio la sua arma migliore...).

Devo credere all’ottimismo che si respira in california o agli analisti che ci mettono in ribasso rispetto agli anni scorsi?

(l’ottimismo casalingo è automatico in questa fase della stagione... viceversa gli analisti spesso non azzeccano una "quote" che sia una...)

Devo pensare al "talento" che ha questa squadra in vari ruoli o alla coperta già tragicamente corta in altri ?

Devo essere contento che Jamal Robertson sia finalmente (almeno) il "terzo uomo" o dispiacermi per il povero Salaam ? (adesso esageri, nfc)

Devo rallegrarmi delle belle cose che ho visto fare ai nuovi pargoletti con una jersey numerata dall’82 in sù o iniziare a rassegnarmi all’idea che forse l’anno prossimo sarà libera anche la numero 81 ?

La volta scorsa vi avevo salutati con un sogno, oggi mi ripresento con una collezione di dubbi mica da ridere: la prossima volta potrei descrivervi un incubo fatto e finito (l’ho già in mente ma non ho nessuna intenzione di esternarlo... non ce ne sarà bisogno... vero?) ma l’unica vera verissima verità è che ho una fame di football USA da crampi allo stomaco.

 

PS – Mister Wolf ha un problema (ossìmoro).

Deve stanziare la necessaria somma a permettersi l’upgrade alla tecnologia necessaria (leggasi padellone + decoder) in previsione del futuro decesso del suo obsoleto ricevitore analogico, previsto per fine anno... qui si parla di perdersi tutti i playoff, altro che partita d’esordio !!!



30 Aprile 2003

Un sogno lungo un anno

(con tante scuse a Francis Ford Coppola)

di Andrea Torrisi

Mi sono fatto una personalissima idea su chi e come andremo a scaricare i nostri problemi di Salary Cup e di conferma dei contratti in scadenza nel 2003-04.

Ero (e sono) talmente terrorizzato di vedere il ricevitore col n° 81 con un’altra maglia nel 2004 che non ho fatto caso ad un altra eventualità ben più probabile ma altrettanto dolorosa.

Ovvero che sia il nostro Sergente a fare le valigie alla fine della prossima stagione.

Con il tetto salariale non si scherza... e se ci provi ti ritrovi come i 49ers alla fine degli anni ’90.

Abbiamo già dato, grazie.

I cinque tormentoni di fine 2004 li conosciamo già... Owens & Streets, Plummer & Webster, Peterson.

Streets probabilmente lo perderemo e non ci guadagneremo nulla.

Speriamo in un 2003 coi fuochi artificiali e tanti saluti, è stato bello.

Plummer & Webster saranno da firmare.

Non abbiamo preso CB al draft... probabilmente non c’era qualità con i picks che avevamo. E speriamo che il lavoro fatto da Rumph in off-season paghi.

Peterson è un ProBowler tutta la vita, guai a farselo scappare.

La situazione Owens deve essere sciolta in tempi brevi (come espressamente richiesto dal giocatore) e quindi ne dovremo sapere di più al più presto.

Credo che sia anche nell’interesse dei 49ers di venirne a capo velocemente.

Sai che bello giocare un anno con la tua stella "scazzata" perché non lo hai firmato... io lo so che chiede un’esagerazione ma... UNO, c’è chi quei soldi li ha già presi e DUE, ha il coltello dalla parte del manico... se non ti sta bene lo tagli, hahaha.

Il fatto di aver preso due WR al draft non deve ingannare. Spero di sbagliarmi ma al 4° e 6° giro non è detto che trovi delle gemme... vi ringrazio per non aver citato il solito ritornello "Stokes 1° del 1995, Owens 3° del 1996", del resto ne ho abusato anch’io e mi sono stufato.

Ma dove li risparmiamo ‘sti benedetti verdoni per firmare tutta questa gente?

Da Stokes dopo il primo giugno... e speriamo che sia l’ultima volta che lo nomino in quest’articolo.

(ma lo sapete che a me è simpatico? Cioè, non ci posso fare nulla, ho un debole per i deboli. Secondo me un conto è essere un buon WR, un conto è essere draftato in maniera sanguinolenta e dolorosa perché sei l’erede di Jerry Rice e quindi ogni sacrificio per arrivare a Te è ben accetto perché Tu ci porterai alla terra promessa ed ai prossimi cinque anelli, Alleluuuuia! Alleluuuia!).

Io mi auguro che chiuda in maniera dignitosa la carriera da qualche parte... nell’NBA succede spesso e volentieri che quel giocatore che doveva fare il "primo violino" ai New York Tizio’s venga scacciato coi cani e dirottato ai Los Angeles Sempronio’s dove alle spalle di qualche fenomeno si ritaglia il suo spazio.

Sto pensando ai Dolphins. Ma non sono a corto di WR?!?!

E non hanno pizzicato nessuno al Draft !?!?

Cioè se si sono affidati a Chris Carter...

...cmnq un sincero in bocca al lupo a J.J.

Ho perso il segno... se qualcuno mi desse una tabella in ordine decrescente degli ingaggi del 2003 potrei continuare a sfogliare la margherita.

Qualcuno mi fa il nome di Garrison Hearst... che dire?

E’(ra) un pupillo di Mariucci, prende un bel malloppo... dovresti decurtargli lo stipendio e dirgli di fare il back-up di Kevan Barlow... non mi sembra che la sua media a portata del 2002 sia così tragica da giustificare questa scelta.

Lui accetterebbe? Di portare il 35-40 % di palloni magari sì... sullo stipendio ho qualche dubbio.

Ed in caso contrario, ti affideresti a Barlow, Smith & Jamal "oggetto misterioso" Robertson ?!?!

Allora visto che siamo in termini di cifre (economiche, di rendimento, ecc. ecc.) e visto che il buon Davide ci era già arrivato (ma come fa?!?!) veniamo a Garcia, il nostro sergente trentaquattrenne reduce da tre stagioni alla guida dei 49ers con un qb rating sempre discendente, l’anno scorso in maniera più preoccupante.

(vi ricordo che nel 2000 e nel 2001 ha avuto UNA sola giornataccia storta a stagione, @ Denver 2000, @ St. Louis 2001, che lo hanno tenuto sotto i 100.0 di rating nel corso dell’annata... purtroppo nel 2002 si è giocato il bonus in casa coi Redskins già alla terza giornata complice intossicazione alimentare e poi ha continuato tra alti e bassi fino alla fine...)

Ok, a livello teorico l’interessamento dei 49ers ad un QB durante il draft è stato pari a zero, smentite le voci a spasso nel web nei giorni precedenti... ma poi che succede?!?!

Succede che al 7° giro, 27° pick, duecentoquarantunesimo (sic) globale era ancora a spasso Ken Dorsey.

Et voilà, cinque QB a roster.

Pensate anche voi a quello che penso io?

Difficile, io stavo pensando agli affari miei... è più importante però sapere che cosa pensano al 4949 Centennial Boulevard di Santa Clara.

Reduce da un mese di analisi, predizioni e scommesse pre-draft, dopodiché da una due giorni di pagelle e ratings post-draft... sapete che vi dico ?

Vi dico esattamente che cosa VORREI che succedesse MA NON SUCCEDERA’.

49ers vecchi e nuovi si troveranno all’adunata generale... (pararapapapaàà), Erickson, Donahue & Walsh faranno un bel discorso a tutti quanti ed il discorso sarà incentrato su un argomento ben specifico, LA FAME DI VITTORIA.

Ricorderanno che questa squadra non vince da dieci anni, che è tempo di passare in gioielleria, che (praticamente) nessuno di loro ha vinto nulla ed è ora di dimostrare quel che si vale veramente.

Che si può anche non vincere quest’anno ma che l’intelaiatura è pronta per farlo a breve termine, che non siamo al "DO or DIE" perché la squadra è ancora giovane ma se si vuole vincere, fosse domani o dopodomani, il posto migliore per farlo è San Francisco.

Commossi fino alle lacrime (Diiio, lo sono io che me lo sono inventato...) i nostri eroi inizieranno gli allenamenti con rinnovato entusiamo.

Terrell Owens firmerà coi 49ers prendendo un Singing Bonus molto più basso di quanto tutti non pensassero (si era fatto coprire di soldi dalla Nike che nel frattempo ha lanciato le TO_2k3, le scarpe con la penna incorporata!!).

Questo consentirà ai 49ers di firmare tutte le sue (altre) stelle e di pensare con tranquillità agli anni a venire.

Erickson verticalizzerà il gioco come non si faceva da anni, Garcia sugli scudi, la difesa aiutata dall’enorme pressione che l’attacco genera sugli avversari tiene botta e realizza grandi big plays... Walsh reduce da un purificante bagno nel sacro Gange vede la luce e diventa Special Team Coordinator trasformando il reparto nel migliore della lega...

...che bello!

E poi ? Come va a finire?

Non lo so, ve lo dico quando mi sveglio...



7 Aprile 2003

Sono Mr. Wolf... risolvo problemi

di Andrea Torrisi

Gianluigi ha scritto un pezzo di struggente bellezza.

Bello perchè ben scritto, struggente perchè il "lieto fine" non è affatto assicurato.

Anch’io stavo iniziando a subdorare qualcosa sull’immobilismo in quel di San Francisco ma non osavo pensare che le cose potessero mettersi così male nell’immediato futuro... quei nomi in scadenza di contratto nel 2004 sono da far tremare le vene ai polsi.

Ritengo che abbia ragione su tutta la linea... ma adesso che si fà?

Ci si abbandona allo sconforto e ci si prepara ad una stagione di medio livello ?

Beh, ci si prepara ad una stagione di medio livello senza abbandonarci allo sconforto... va bene così ??

Su quello che ci è costato il draft del 1995 (quello di gei gei stoks) direi di mettere una pietra sopra sennò non la smettiamo più di piangere.

(Gianluigi se ti può consolare posso dirti che con il mio PC modificato posso viaggiare nelle dimensioni parallele alla nostra... sono andato in un universo dove abbiamo preso Ray Lewis e ti posso dire che in quella dimensione viene riconosciuto colpevole di quella sparatoria in quel bar prima del Superbowl tra Rams e Titans... l’anno dopo i Ravens vincono il SB con l’attacco più devastante della lega grazie ad una prestazione monstre del loro leading receiver n° 83, cotal J.J. Stokes... quindi quando non ce n’è non ce n’è !!!)

Posso tirarvi su il morale?

(magari in vista del draft di fine mese)

Terrell Owens fu una terza (!!!) scelta del draft del 96.

Fred Beasley una sesta scelta del 97.

Streets una sesta del 99.

Eric Johnson una settima del 2001.

Lo sapevate tutti, d’accordo, ma fa bene ricordarci che questa franchigia è in grado di pescare dei bei pesci oppure è in grado di coltivare bene (nel suo sistema) dei giocatori che non avevano il riflettore puntato durante lo Scouting.

Per come è strutturato il meccanismo del Draft e per la legge di compensazione ne consegue che ad ogni bidone (or bust) che ti prendi, ti porti però anche a casa un giocatore dal valore superiore a quello del giro da cui è uscito.

Magari Beasley è il miglior Fb della lega solo se gioca per Mariucci...

Magari Streets fa quelle cose perchè dall’altra parte c’è T.O. ed in panchina J.J. (sette è la media tra dieci e quattro, non so se mi sono spiegato...)

Però tre futuri titolari nei primi tre giri dobbiamo portarli a casa.

Chi o cosa sacrificare?

I tagli fatti fino adesso mi trovano perfettamente d’accordo.

(...è comunque un crazy crazy world quello in cui un giorno ti svegli e ti "regalano" Tai Streets ancora per un anno visto che nel ’99 non aveva giocato per cui non è F.A. ed il giorno dopo scopri invece che Stubbie lo paghi lo stesso anche se gli hai dato del panzone e lo hai spedito con la solita catapulta medioevale dall’altra parte della baia... adesso Stubbie quasi lo rimpiangi mentre Streets è un "One Season Man")

Continuo a non gradire il dualismo Hearst – Barlow, io andrei con Barlow, Smith & Robertson tutta la vita... ma Garrison diventava F.A. l’anno scorso: non si può avere botte piena e moglie ubriaca.

Sui WR siamo intampati alla stragrande... se Streets fosse stato più trattabile saremmo stati più sereni... anche senza colpi nel draft avremmo avuto T.O., Streets, Wilson da 3° (facesse anche 20 ricezioni in una stagione darebbe quello che ha dato l’83 pagandolo credo un decimo) e un giovane da cercare...

Così come siamo abbiamo un fenomeno paranormale da firmare assolutamente, un secondo che è come non averlo (però una 3° scelta dai Jets era proprio poco...) un Wilson su cui scommettere ora o mai più e poi il vuoto... vuoi vedere che l’anno prossimo dovremo rimpiangere il gioco aereo della stagione 2002 ?!?!?

All’ipotesi di un Owens con un altra maglia nel 2004 non voglio neanche pensare... se succedesse una cosa del genere vorrei in cambio prime scelte come se piovessero oppure un giocatore difensivo di pari valore...

La settimana scorsa stavo tornando a casa in tram dal lavoro quando mi sono sentito toccare sulla spalla... mi volto e chi ti vedo ?

"Salve, sono il nuovo Head Coach della squadra per cui tifi..." Dennis Erickson è una persona simpatica e preparata e sembra avere le idee chiare, però mi piacerebbe sapere quando stracacchio ha intenzione di andare in ufficio e di parlare coi giocatori !!!

 

Per chiudere due cose, tutte per Gianluigi.

La prima, sulle rivoluzioni lasciate a metà.

Donahue è convinto di avere una squadra a cui manca uno zinzino per essere da titolo e quindi credo che da quell’orecchio non ci senta.

Posto che magari ha ragione lui, io gli porterei ad esempio la sciagurata stagione 2002-2003 del Torino Calcio.

Ebbene sì, frega niente a nessuno ma io tifo per la squadra il cui azionista di maggioranza (dichiaratamente filo Juventino) si è svegliato a metà stagione dicendo: "... mi avevano assicurato che la squadra era competitiva..."

Il Nostro aveva "vagamente" sopravvalutato il miracolo tecnico e umano compiuto da Camolese l’anno prima col risultato di trovarsi dove siamo adesso: ultimi, due derby persi (il secondo di fresco ed in maniera vergognosa per atteggiamento in campo...) praticamente già retrocessi e con una squadra da rifondare...

...e senza scelte al draft del prossimo anno, spiritosoni.

La seconda, per la fuga del 27/12/2003.

  1. ma guarda che non seguire i 49ers ti regala sorprese inaspettate (cfr. "Il mio grosso grasso matrimonio greco", 9 dicembre 2002)
  2. ma tanto alla 16° i giochi sono già fatti, siamo già primi della NFC, Donahue & Walsh sono dei volponi e ‘sto Erickson è proprio bravo...
  3. ma tanto alla 16° i giochi sono già fatti, siamo fuori dai playoff, Donahue ha sbagliato tutto, Walsh è in età pensionabile, Erickson è già tornato in Oregon... il Superbowl lo vincono i Lions di Mariucci (arhh arhh arhh...)
  4. ...se non ti ho convinto ti faccio uno squillo sul cellulare ad un orario concordato e ti inventi una balla sul momento.
  5. ...se ti fai sensi di colpa per la proposta 4 allora regalale satellite e scheda Ultra Pirata. (la partita è un "national" sulla Fox !!)



20 Gennaio 2003

Contenti voi....

di Andrea Torrisi

All’inizio della stagione pensavo che i 49ers avrebbero proseguito sulla falsariga degli anni precedenti e continuassero a migliorarsi.

Ed in fondo al cuore covavo la speranza che potessimo anche fare il colpaccio, speranza alimentata dalla considerazione che la parity era ed è una realtà del football americano del 3° millennio... i Patriots hanno dimostrato che la parte difficile è uscire dal pantano delle 16 partite di regular season con un record decente o più, dopodiché il bye_week diventa un "must have" per chi ha ambizioni di arrivare fino in fondo.

Per giunta il realignement ci regalava sì una division abbordabile ma d’altro canto aumentavano (per tutti, va detto) il numero di partite "out of division" e la nostra schedule non era da sottovalutare... AFC WEST, NFC EAST, Green Bay e New Orleans... mica pugnette.

Ora, vista la (teorica) pochezza di Cardinals e Seahawks, i 49ers avevano chance di giocarsi la division con i montoni del Missouri?

Certo che sì, una sconfitta come quella del Superbowl non poteva non lasciare scorie mentali in una squadra per giunta allenata male e l’offseason aveva portato notizie incoraggianti (tenuti tutti i FA ad eccezione di Schulters, comunque ben rimpiazzato, ed acquisizione di un CB "fisico").

Sì, l’ultimo Monday Night della stagione a St.Louis sarebbe stato una figata...

Poi succede qualcosa di strano: nonostante la squadra giochi maluccio si ritrova incredibilmente 7-2 in vetta alla division, con un piede e mezzo nella post season e con la possibilità di puntare mooolto in alto, ad una partita di distacco dalle migliori della NFC.

Garcia ingrana dopo un inizio di stagione difficile, Owens fa numeri fuori e dentro il campo, la difesa fa la partita quando non la fa l’attacco e viceversa... certo ci sono un sacco di cose che non vanno, le solite: Stokes, gli special team, la difesa sul 3°down ma chissenefrega, siamo in parity, baby! Non ci sono i Cowboys di Aikman o i Packers di Holmgren ad aspettarci al varco... ogni squadra dell’Nfl ha i suoi punti deboli ma nessuna è imbattibile, se teniamo palla in attacco per quasi 2/3 di gara possiamo veramente lasciare il segno.

Inizio a fantasticare: dove si andrebbe con un 12-4 ? Lontano! Guardo le schedule delle altre, se si "cannibalizzano" come sta accadendo (ed accadrà) nella AFC East & West allora il cielo è il limite...

Poi arriva un uno-due da kappaò: prima il pesantissimo suicidio di San Diego (Mr.Walsh scendi dal trono e beccati questo: "le partite si vincono e perdano ANCHE con gli special team") e poi l’imbarazzante figuraccia in prime time contro gli Eagles ( e le divise "throwback" ficcatevele nel... magazzino, e lasciatecele)

Due sconfitte consecutive ed addio sogni di gloria: ci infanghiamo esattamente dove gli analisti ci avevano ficcato ad inizio stagione, squadra da 4° posto NFC con wildcard game casalingo e nulla più, resta solo da capire contro chi: i Saints fanno ciao ciao con la manina ed arrivano i Giants.

Ne esce la partita più bella dei 49ers che io abbia mai seguito, in diretta.

E poi arrivano le (meritate) mazzate.

Ora, voi siete quelli che pensano che dal perdente il Superbowl in giù sono tutti sconfitti?

Io no, io dico che valeva la pena di seguire questa squadra solo per vivere le emozioni del secondo tempo della partita contro i Giants.

Adesso arriverebbe il debriefing della stagione fatto con la dovuta calma ed il dovuto ottimismo (ehi! Io sono l’ottimista della compagnia, ve ne siete accorti?) ma lo tiro via in quattro e quattrotto perché la bomba Mariucci incombe.

(...e non sono più ottimista)

Dunque:

Garcia non ai livelli delle due annate precedenti ma ancora decisivo (ricordatevi il secondo tempo del WCG...)

Owens strepitoso, Streets non male, Stokes da taglio.

Hearst in evidente ribasso, io darei più palle in mano (oops...) a Barlow a partire dal 2003.

Johnson una garanzia, peccato per l’infortunio di metà stagione.

La linea d’attacco discreta, pochi sack concessi (ma forse il merito non è tutto loro, vero Jeff?) e pochi buchi aperti per le corse

Difesa rivedibile: la coperta era corta e si è accorciata sempre più durante la stagione, Peterson sugli scudi ma anche un buon Carter per ¾ di stagione, Parrish promosso, Rumph rimandato (grazie ragazzi del sito, mi avete spiegato che cos’è un Sophomore"); con Winborn e Bronson avremmo messo più pressione davanti e saremmo stati più sicuri dietro. La mia sensazione è di uno "scheletro" potenzialmente ottimo (basato sulla velocità come le migliori difese che vanno per la maggiore) ma che non si è mosso altrettanto bene in campo per mancanza di materia prima.

Special Team? Teribbili... su Jeff Chandler ho molte speranze per l’anno prossimo, mentre si continua a pantare peggio di me a Madden 2k3... e ce ne vuole!!! Su coperture e ritorni c’è mooolto da lavorare... sempre che al Signore Degli Anelli non dispiaccia che si lavori sul 33% di una squadra di football.

Playcalling: prendete qualsiasi commento scritto su questo sito negli ultimi cinque mesi, zippatelo ed avrete la risposta... che questa squadra debba passare al no-huddle offense? In linea di massima non ho capito che cosa non ha funzionato... soprattutto in attacco... se hai il miglior attacco sui terzi down e la peggiore difesa sui terzi down vuol dire che l’attacco è andato bene e la difesa male, no?

Comunque il gioco di corsa è stato ancora accettabile (credo che sia Hearst che Barlow siano sopra le 4.0 yarde a portata e quindi...) mentre dal punto di vista aereo ci sono mancati gli screen ai runningback... certo che però se Hearst e Barlow bloccano come hanno fatto contro i Giants nel secondo tempo mentre Garcia seleziona i ricevitori non mi sento di dire granché neanche su questo...

Mosse di off-season?

Sorry, non ci capisco un’acca. Vedere scritto che essere sopra di 7-8 milioni di dollari sul Salary-Cap è una buona notizia mi fa accapponare la pelle... aspetto e spero.

Quindi rimarrebbe una certa soddisfazione, alla fine.

(sono l’ottimista...)

Abbiamo disputato una stagione altalenante ma che ci ha portato ai playoff.

Abbiamo vinto una partita di playoff ed abbiamo vissuto emozioni che non provavamo da quattro anni. (i Giants non sono i Packers, anch’io avrei preferito rimontare 24 punti a loro ma, insomma, va bene così!)

E poi siamo usciti contro una squadra che non è ancora alla nostra portata.

Il modo fa male ma almeno non ci si illude...

Poi è arrivata la bomba.

Ed è inutile che vi dica come la penso.

Nessuno di noi era contento di come Mariucci stesse facendo giocare la squadra in attacco ma almeno vi ho instillato il dubbio (vero Davide?) che forse era lui che stava ottenendo il meglio da questi uomini.

O che fosse colpa di Knapp.

E poi non credevo che lo spogliatoio fosse così nettamente pro Mariucci ed invece adesso scopro che sono tutti lì a dire "no! Ma come? E adesso?".

Perfetto, pure i giocatori scossi e malcontenti.... andiamo via così.

(e se qualcuno nomina Owens consiglierei a lui, se non a T.O. stesso di andare a vedere le cifre di Owens in questi cinque anni e chiedersi se essere allenato da Mariucci fosse così brutto... poi se Terrell vuole 2000 yard in stagione che inizi a prendere la palla con due mani e magari ci arriva...)

E la condizione "sine qua non" non doveva essere un cambiamento in meglio? E con una reazione simile dei giocatori vi sembra, di partenza, un cambiamento in meglio?

Ed il fatto che la società si stia comportando come la peggior squadretta di serie A italiana di calcio non vi fa venire la pelle d’oca? Le lotte di potere (Garcia dice più o meno "troppi sceriffi e pochi indiani" a voler dire troppi che vogliono comandare...) le chiacchiere a ruota libera... tutti che partono e nessuno che arriva (ma se abbiamo fatto così schifo come mai...) York, Donahue, Walsh nel remake di "una poltrona per...tre" no questo è troppo.

L’ottimista è diventato molto pessimista.

Magari tra un mese saranno rose e fiori ed i free agent faranno a gara per venire a San Francisco... e David Boston verrà al minimo salariale solo per farsi allenare da "Mister X"... nel frattempo mi guardo ‘sto Superbowl e attendo preoccupato lo svolgersi degli eventi.



20 Dicembre 2002.

L'avvocato del diavolo

di Andrea Torrisi

E’ uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo... Quale lavoro ?
Il difensore d’ufficio. Di Steve Mariucci...

Non è un lavoro facile anche perché sono fondamentalmente d’accordo con le critiche che gli piovono sulla capa, quello che vorrei fare è analizzare il problema da un altro punto di vista. Sono io il primo a leggere i gamebook di quest’anno e mettermi le mani nei capelli: un attacco fondamentalmente arido (soprattutto se confrontato con i “recap” delle altre partite), un numero impressionante di corsette nel centro per guadagni nulli e/o di poco superiore alla singola yarda, un sacco di passaggi incompleti sul secondo e lungo (se è incompleto per Owens era un lancio sul medio, se è incompleto per Hearst/Barlow era uno screen tirato di fretta e furia da Garcia sotto pressione, se è incompleto per Stokes... vabbé, lasciamo perdere...) e sul terzo... boh, dipende. Comunque troppi terzi down, cribbio chiudere il down con due tentativi vale lo stesso eh...

Prima question: ma gli schemi d’attacco chi li chiama, Mariucci o Knapp ?!
Datemi una risposta facile, ditemi che l’anno scorso li chiamava Knapp (un buon attacco, quello del 2001), che due anni fa li chiamava Mornhiweg (un ottimo attacco, quello del 2000) e che quest’anno li chiama Mariucci. Allora è colpa sua, punto e basta.

Se il problema è che Mariucci è un megalomane allora ciao, è stato bello: mi litighi con T.O. che è “...il giocatore su cui costruirei una squadra...” (Bebo Nori, Ottobre 2002) mi rendi Garcia un Qb frustrato quando pensava, dopo due Signore Annate (2000 e 2001, le prime da titolare) di avere “le chiavi dell’attacco” e invece si ritrova a fare gli hand-off all’HB sul 1° down, i lanci in pressione sul 2° e le corse a rischio della vita sul 3°...

Però...
Però stiamo partendo dal presupposto che i 49ers siano una squadra che gira “imballata”, che gioca male, che non rende per quanto le sue potenzialità le consentirebbe a causa delle chiamate del suo Head Coach... ...o mio Dio, e se fosse vero il contrario ?!
E se Mariucci stesse cavando il sangue da una rapa?

Ma questa squadra non era 4-12 nel 1999, distrutta nello spirito, nell’orgoglio e nell’organico? Ma questa squadra non era 6-10 l’anno dopo e poteva essere 8-8 senza che nessuno (neanche Ron Wolf!) avesse qualcosa da obiettare? Ma questa squadra non ha chiuso 12-4 l’anno scorso mandando 5 uomini al Pro Bowl e uscendo di scena a Green Bay con dignità, per colpa di un big play di un avversario sul primo intercetto di Garcia dopo un eternità? Ma questa squadra in questa (brutta, cifre alla mano) stagione non è stata comunque la prima a centrare il traguardo dell’off-season, dovendo fare fronte ad un numero di infortuni francamente sopra la media anche per gli standard dell’NFL?

Nel football “...l’attacco vende i biglietti e la difesa vince le partite...” giusto? Bene, il nostro attacco fa schifo per tre quarti di gioco, la difesa concede 400 yarde agli avversari e siamo in post-season... enjoy! Siamo arrivati al capolinea? No, potremmo arrivarci tra tre settimane... ma, Signori, in questo momento siamo tra le dodici candidate all’anello, né più né meno.

Il destino di Mariucci dipende dal proseguimento della stagione? Benissimo.
Adesso ha due inutili partire di regular season in cui non deve dimostrare nulla... poi avremo un Wild Card casalingo (da vincere) ed un eventuale semifinale di conference in trasferta, comunque da “underdog”...

Mariucci perde le prossime tre partite tra i fischi?
Male, avrete la sua testa... però, se così andasse, se permettete, inizio io a dettare condizioni. Dennis Green?
No, grazie. Mike Holmgren?
Se viene a fare l’head coach, parliamone, altrimenti non perdiamo tempo. Quello che ho visto a Seattle mi basta e avanza. Mornhiweg?
Siamo seri...

E, infine, se i GM delle squadre che invidiamo perché “giocano bene” (e che non sono ancora in post season...) non aspettano altro che a San Francisco prendano una decisione per offrire a Mooch il posto di Head Coach della propria franchigia e se, indipendentemente da questo, lui è considerato uno dei migliori allenatori dell’NFL... mi viene il dubbio che loro ne sappiamo qualcosa più di me.

Sono pronto a rimangiarmi tutto quello che ho scritto come e quando volete, MA:

recuperiamo mezza difesa
finiamo la stagione
vediamo come vanno i playoff
cerchiamo un Ricevitore (tra trades, free-agency, draft e annunci sui cartoni del latte...) da affiancare a T.O. & Streets

E poi vediamo...
(tono di sfida)

PS - quando un’altra “panchina” a me molto cara (quella della Nazionale Italiana di calcio) ha iniziato a traballare, il posto del caro vecchio Trapattoni poteva essere ragionevolmente preso solo da gente come Capello o Lippi... invece che nomi circolavano? Tardelli & Gentile... perché erano disponibili... se Dio vuole non se n’è fatto nulla...



7 Novembre 2002.

Il solito bilancino

di Andrea Torrisi

 

Come si scrive un bilancio di metà stagione?

Beh, se ci sono riuscito l’anno scorso non vedo perché non dovrei riuscirci quest’anno, tanto più che ho in mente quello che ho scritto nel 2001, magari i 49ers mi aiuteranno in tal senso…

Pure troppo!!!

Qui siamo al Deja-vu…

L’anno scorso abbiamo girato a 6-2, come quest’anno.

Troppo facile.

Ed abbiamo perso alla 2° e 6° giornata, come quest’anno.

L’anno scorso in casa coi Rams perdemmo meritatamente un match equilibrato fino all’half-time, con un pessimo 3° quarto di gioco ed un inutile recupero nel 4°.

Come quest’anno coi Broncos.

Inquietante?

C’è di peggio: partita buttata alle ortiche a Chicago nel 2001 mentre si dominava.

Partita buttata alle ortiche a New Orleans nel 2002 mentre si dominava.

A questo punto dirvi che l’anno scorso partimmo piano con vittorie tirate e poi iniziammo a giocare meglio vi sembrerà superfluo, visto l’inizio di stagione 2002 di Garcia & soci, che proprio nelle ultime settimane hanno iniziato a far vedere di che pasta sono fatti.

Da qualche parte nella grande rete ho già fatto questo tipo di considerazioni e mi sono già dato una risposta all’inevitabile domanda: firmeresti, allora, per un record di 12-4 come l’anno scorso?

Certo che sì.

Innanzitutto, a prescindere dal record, vincere la division significa (almeno) un 4° posto NFC che si tradurrebbe in un Wild Card Game casalingo, e questo lenirebbe il dolore che mi porto dall’anno scorso per l’incredibile trasferta all’Ambeau Field.

(nella Frozen Tundra con un 12-4, pazzesco…)

Poi non è detto che non si possa fare meglio, o fare uguale e riuscire a saltare il Wild Card Game… quest’anno è bello sognare perché i Rams hanno sbagliato la partenza ed anche se adesso rimontano come farebbe Schumacher se partisse dal fondo noi abbiamo un buon vantaggio, una buona macchina ed un gran pilota.

Se non rompiamo qualcosa vinciamo noi.

Qualche analista d’oltreoceano ha detto che i 49ers avrebbero potuto essere demotivati dalla "caduta dei montoni" e che avrebbero perso la bussola visto la possibile mancanza di lotta per aggiudicarsi la division…. ?!?!?!

Sorry, mi sembra stano di dover essere io dall’Italia a far notare come i 49ers in questa situazione ci abbiano sguazzato per oltre 15 anni, tritando le avversarie della fu NFC Western, vincendo divisioni su divisioni per poi scoprire in Post Season se era veramente tutto oro quello che luccicava…

(immagine simbolica non casuale).

Orsù, andiamo avanti: adesso ci sono altre 8 partite ed un calendario fatto apposta per scoprire fino a che punto possiamo essere ambiziosi.

Chiudo con un po’ di Fantasy: nel più famoso videogame di football per PC & Console, il sottoscritto ha fatto scelte drastiche, vendendo J.J. Stokes e liberando un mucchio di soldini per assoldare un certo Ray Lewis, MLB dominante.

E poi c’era Adam Vinatieri free-agent, vuoi non prenderlo?

Lo so, è solo un gioco.

Però vi posso assicurare che con quei due lì l’anello lo vinco.





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