E' ora di finirla, non lo tollero più, non ce la faccio.
Principalmente non tollero le persone smodatamente fiduciose e inesorabilmente iperstimolanti e iperstimolate.
Al suo arrivo, mi aveva ben colpito la carica che Nolan stava imprimendo ad un ambiente sul depresso andante, se non andato, e la ventata di novità dopo l'apatia di Erikson. Poteva assomigliare a Mariucci, ma con una vena leggermente più concreta, invece che maccheronica come il nostro buon Steve. E poi c'era tutta la squadra che si è scelto, la convinzione con cui ha difeso la chiamata del Draft, mantenedo dritta la barra della rotta sul suo proposito di smuovere le acque, pur restando sempre il dubbio se effettivamente tutta quell'energia avrebbe trovato sbocco con l'inizio delle danze, quelle vere, non quelle teoriche.
Tutti eravamo stati colpiti dal gran movimento provocato dal nuovo head coach che sapientemente aveva rinfocolato le nostre sepolte speranze.
Quindi è arrivata la prima incredibile vittoria contro quegli allocchi dei Rams, che rischiano di diventare gli zimbelli di tutta la NFL, se i Niners dovessero finire 1-15 (ma avranno la possibilità di rifarsi). E noi tutti a sperare ancora con più forza, sempre ricordando che poteva essere anche solo un caso, che le nebbie si potessero diradare.
E poi sono arrivate le prime dichiarazioni perlomeno discutibili: "vinceremo la division" e "arriveremo ai playoff".
Se le premesse erano quelle della partita con i Rams, poteva starci, ma io sarei stato più cauto, certamente a causa della mia natura diffidente ma non troppo, comunque.
Passata l'euforia della prima, sono cominciate ad arrivare le prime dolenti scoppole:prima una, poi due, poi tre e via dicendo, come le ciliegie. Si direbbe che i Niners, oltre ad avere il colore giusto, ci abbiano pure preso gusto, il tutto condito con altre dichiarazioni tipo "non siamo una squadra da 2-14" e già si sentivano le risate di Erikson.
Quindi le prime minacce: "ci sono persone che remano contro e pagheranno per questo, non hanno fiducia nel sistema e io le sistemo". E il primo pensiero è stato per Rattay, ma sembrava che Winborn fosse il capro espiatorio e il primo pensiero rientrò subito, dato che mi sembrava strano che uno che aveva lottato contro una prima scelta assoluta per il posto più ambito di una squadra tutta l'estate, mettesse improvvisamente tutto a rischio per cambiare una chiamata offensiva che non gli piaceva. E quindi "shame on Winborn" e tutti a dire "cosa ce ne facciamo di Winborn, che se ne vada, seminatore di zizzania, fortemente atletico, ma neanche tanto forte, ne facciamo volentieri a meno". Ci siamo subito lavati la coscienza, e uno dei giocatori fisicamente migliori di una squadra solo mediocre ha preso la strada di Jacksonville. Tanto non era forte, vero ragazzi?
Poi la scelta improvvisa di mettere di fronte al plotone d'esecuzione (i Colts) il giovane Smith al posto di Rattay. E il campanello ha ripreso a suonare. E quello che molti pensavano si è realizzato: era vero, era Rattay. Via uno della difesa (di quel quartetto dei LB che consideravamo uno dei migliori della lega, ricordate?), via uno dell'attacco, e che uno!
Ed è stato il primo massacro, con un Manning non ispirato (per fortuna!), poi il secondo contro gli impietosi Redskins e il primo infortunio della nostra preziosissima e costosissima prima scelta assoluta.
Infortunato già alla seconda partita, punito da LaVar Arrington per aver preso un cattiva decisione: "uscire dal campo o beccarsi la tranvata? Meglio la seconda, tutti mi hanno fatto i complimenti per non essermi arreso al pestaggio dei Colts, vuoi mettere"
E in mezzo a tutto questo marasma fisico e psicologico cosa continua a fare il nostro Coach: farnetica, farnetica e ancora farnetica.
E noi con lui, sperando che pure Dorsey cilecchi per poter vedere in azione Pickett. Ma vi rendete conto di dove stiamo andando?
Sia ben chiaro: io spero ardentemente, come tutti voi, che effettivamente Nolan abbia ragione e che i Niners si sveglino, ma almeno stai zitto.
"Taci, per pietà! Non ti rendi conto che stai diventando, e noi con te, lo zimbello di tutta la Lega? Almeno stai zitto, non dire cose che al momento non esistono: quale vittoria della division, quali playoff?
Se sei intelligente fermati e rifletti: afferma pure che l'obiettivo è quello di crescere la squadra e sviluppare il sistema e che credi che gli uomini a disposizione sono quelli giusti e fidàti e che la scelta di Smith, novello Montana, è stata giusta, ma fermati qui e accontentati per gustarti l'eventuale rivincita una volta che le vittorie cominciassero ad arrivare.
Tutti sappiamo che siamo una squadra scarsa che deve maturare, ma non è ponendo obiettivi perlomeno discutibili che la aiuti a crescere.
Se dopo quattro o cinque sconfitte di seguito continui a predicare la vittoria di Division e i playoff (anche se effettivamente hai smesso da un po' di tempo: forse stai imparando?), dovrebbe venirti il dubbio che potresti cominciare ad apparire poco credibile pure ai tuoi giocatori (forse Winborn e Rattay lo hanno capito per primi? Spero di no, per tutti noi)."
Ultimamente, Nolan ha cominciato a fare strane affermazioni, più da "fatto" che da capo allenatore, tipo che nei corridoi dei Niners si respira una buona aria, aria di vittoria, di fiducia (probabilmente fiducia nel suo spacciatore di erba, visti i risultati).
Forse ho bisogno di erba pure io, se solo avessi il numero di cellulare del mio "High" Head Coach preferito...
Comunque resto moderatemente fiducioso di poter di festeggiare novelle vittorie in un tempo accettabile (e pronto a saltare sul carro del vincitore ovviamente), aspettandomi un tocco di moderazione che, in questi frangenti, non guasta mai.