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14 settembre 2004.

Just do as I say, don’t do as I do.
di Gianluigi Piscitelli

Gli Oregon State Beavers hanno perso anche la seconda partita, questa volta in modo molto netto contro Boise State, dilapidando un vantaggio di 14 – 0. I primi sette punti sono stati propiziati dal secondo intercetto stagionale dello SS più forte di Boca Raton, ovvero Sabby Piscitelli.

Sempre in tema di college, un notizia un po’ risalente che ho appreso però da poco: USC dovrà fare a meno del ricevitore Mike Williams, ovvero di uno dei migliori prospetti in assoluto della NCAA. Tutto perché il nostro, dopo la decisione di una Corte americana che aveva concesso a Maurice Clarett di essere eleggibile allo scorso Draft, aveva "approfittato" del decisum ed ingaggiato un agente. La decisione era poi stata riformata ed entrambi i giocatori hanno perso l’eleggibilità. Il problema per Williams è che, secondo le regole NCAA, non puoi giocare al college se hai ingaggiato un agente perché ciò fa di te un professionista e siccome vale il principio "una volta professionista, per sempre professionista", allora Williams non potrà giocare per USC. Peccato per lui e per Carroll, speriamo solo che non gli abbiano rovinato la carriera.

Quello di iniziare ogni mio intervento con una notizia che frega a nessuno sarà una costante di questa stagione, mi dispiace, ma a me serve come esercizio mentale per relegare i Niners nei meandri più infimi della mia mente.

Tutto questo perché domenica, dimentico dei miei auspici di vedere San Francisco più in basso possibile per poter selezionare prima nel Draft 2005, non solo ho sperato di vincere, ma sono stato alla radio in trepidante attesa del TD del 12-14 e della conversione da due punti che ci avrebbe regalato il 21 pari e l’overtime.

Fortunatamente Aaron Beasley ha intercettato una schifezza di Rattay e Rod Coleman ha deviato il passaggio del QB n.13 diretto a Brandon Lloyd, negando ai Niners la possibilità di pareggiare.

Prima partita alle spalle, lo zero dalla casella delle W non è cambiato, ma c’è mancato poco.

Occasione sprecata ha detto qualcuno e, da quello che ho sentito ieri sera alla radio, credo di poter concordare.

San Francisco sembra la stessa squadra degli ultimi anni, incapace di capitalizzare sugli errori avversari e di chiudere i drives offensivi una volta entrati nella red zone, il tutto giocando contro una squadra giovane, con un nuovo sistema da assimilare e con un difesa che, per quello che conta, l’anno scorso era la numero 32 della lega.

Magari si potrà dire che è tutto dipeso dai due cambi di QB, visto che sia Rattay che Dorsey hanno dovuto abbandonare il campo causa infortunio, però la sostanza è che l’esecuzione nei momenti cruciali lascia a desiderare.

Non senza considerare che aver subito due infortuni ai QB è il segnale evidente che la linea non regge poi così tanto, soprattutto quando messa sotto pressione da continui blitz avversari; dato ancor più preoccupante quando si considera che chiunque giochi come QB non è affatto mobile e non è affatto esperto, cosa che peraltro indurrà inevitabilmente i restanti 15 avversari a blitzare per tutta la partita o quasi.

E pensate che quella dei Falcons "non è paragonabile alla difesa dei Bears dell’85" (cito il SF Chronicle, se non sbaglio).

Alla protezione insufficiente la linea ha aggiunto anche l’aver creato pochi spazi per un Barlow senza Beasley e senza palla - nel senso che alla prima occasione l’ha persa (placcato ovviamente dall’ex Jason Webster) sulle 16 dei Falcons dopo un punt bloccato: meno male che il gioco di corsa doveva essere il nostro punto di forza.

Qualcuno ha cercato di trovare sollievo negli ultimi due drives offensivi, in cui si è finalmente segnato. Ok va bene, l’attacco è stato quasi perfetto negli ultimi due possessi, però mi viene il dubbio che la perfetta esecuzione di Rattay, dovuta al fatto che ha avuto più tempo a disposizione per lanciare (così ha detto la radio), potrebbe essere dovuta al fatto che Mora abbia optato per una difesa più conservativa e meno asfissiante con meno blitz e più giocatori a coprire, avendo 15 punti da difendere. Quindi il dato è poco indicativo.

Questa mia teoria, come al solito, non è supportata da alcuna prova, perché nulla ho letto in tal senso, né ho appreso dai due commentatori della radio ufficiale dei Niners, quindi non so.

Se così non fosse, in ogni caso, non dobbiamo dimenticare che avevamo sempre di fronte la difesa dei Falcons e non dei Ravens, quindi …

Sulla difesa posso fare ancor meno congetture, perché ne so davvero poco.

A leggere due numeri qua e la si ha l’impressione che i Falcons siano stati ben contenuti, che Vick sia stato reso quasi inoffensivo, però 14 punti più 7 regalati dall’attacco i Niners li hanno presi, per di più da un attacco non irresistibile, che sta assimilando la versione Knapp del WCO, che ha sempre capitalizzato quando c’era da farlo … quindi il bicchiere è mezzo vuoto.

Statistica preoccupante: pare che Carter, B. Young, Adams ed Engelberger abbiano giocato la quasi totalità degli snaps. Alla prima partita può passare, ma non credo che i nostri resisteranno a lungo se continuano così.

0 – 1, quindi, e tanto lavoro da fare, anche perché settimana prossima si va a New Orleans, che le ha prese da Seattle e ha una squadra molto più completa di Atlanta e nella D-Line uno dei punti di forza.

E’ dura, ma lo sapevamo; la stagione ci deve dare qualche segnale incoraggiante per il futuro e nient’altro, ma se si continuano a fare i medesimi errori degli ultimi anni ci resta ben poco a cui restare aggrappati.

A proposito, mentre confezionavo questo pezzo è arrivata la notizia che Rattay ha una spalla lussata e forse non ce la farà, lasciando spazio a Ken Dorsey, che ha sua volta ha problemi ad un braccio. Da parte mia già comincio a sognare, anche se mi dispiace per il povero Tim.

Sempre in tema di infortuni, guai all’inguine per Mike Rumph, sempre meno "pedestre", che resterà fermo due o tre settimane, lasciando spazio al rookie Shawntae Spencer.

Passiamo agli altri, cominciando da Owens e Sanders: tre TDs per TO nella facile vittoria contro i Giants di uno spento Warner, non pervenuto Deion nella sconfitta 3 a 20 contro i Browns di Jeff Garcia.

Philadelphia sembra continuare ad avere problemi a fermare le corse, i Giants hanno invece problemi ovunque, soprattutto in linea d’attacco e secondaria.

Sempre a proposito di Phila, mi ha positivamente impressionato Westbrook, che non posso che associare a Griffin di Denver: sono entrambi RB piuttosto bassi per gli standard NFL, che hanno ulteriormente dimostrato di essere in grado di poter reggere l’attacco sulle corse delle rispettive squadre. Almeno per una partita. Il problema sono le altre 15. Secondo me non ce la fanno.

I Pats hanno battuto i Colts nell’anticipo, 27 – 24 grazie ad un FG sbagliato da Vanderjact allo scadere. Indy ha corso per 202 yards, ma Manning e James hanno commesso due turnovers devastanti sulla goal line. Brady al solito incisivo. Secondo me la partita è un campanello d’allarme per i Patriots, un buon segnale per i Colts: non può continuare ad andare tutto male come nelle ultime due occasioni e comunque, malgrado i loro molti errori, sono arrivati piuttosto vicini a vincere sia il Championship che la partita di giovedì, senza contare che in entrambe le occasioni New England non è stata in grado di assestare il colpo del definitivo KO (due intercetti di Brady in territorio Colts).

Ritorno vincente di Gibbs in una battaglia difensiva contro i Bucs, che hanno fatto vedere poco in attacco e non hanno contenuto Clinton Portis.

Detroit ha interrotto la striscia di 18 partite consecutive perse in trasferta contro i Bears, ma ha perso per il secondo anno di fila, per la rottura della clavicola, Charles Rogers.

Minnesota ha annichilito Dallas grazie a 5 TD pass di Culpepper, mostrando evidenti lacune in una delle migliori difese dello scorso anno.

Seattle ha dominato i Saints, grazie ad un grande Shaun Alexander che si è distorto il ginocchio, ma non ne avrà per molto.

Esordio dolce-amaro per Carson Palmer contro i Jets: ha giocato bene, ma la difesa non lo ha aiutato per nulla, concedendo 196 yards a Curtis Martin.

Denver ha prevalso su KC per 34 – 24, dimostrando che la difesa dei Chiefs, malgrado l’arrivo di Cunningham, lascerà a desiderare anche quest’anno – ma anche la loro non è impeccabile.

Buffalo ha fatto di tutto per perdere contro i Jags, che hanno puntualmente vinto con un TD all’ultimo secondo.

San Diego ha stupito un po’ tutti andando a vincere 37-30 a Houston grazie al solito Tomlison ed ad un efficace Drew Brees: il ragazzo mi è sempre stato simpatico, ma sarà vera gloria?

Saint Louis ha vinto 17-10 contro Arizona, in una partita piuttosto tirata. Si sono messi in mostra sia Fitzgerald (insopportabile il n.11) sia Jackson, autore però di un fumble. Mi aspettavo di più dai Rams.

Nella partita giocata sabato a causa dell’uragano Ivan, Tennessee ha prevalso agevolmente su Miami: credo sia stato davvero un brutto incontro, in cui, peraltro, Fiedler ha perso il posto da titolare a favore di A.J. Feeley. Mala tempora per i Delfini, secondo me finiranno tra le peggiori 5 del campionato.

Jerome Bettis contro i Raiders: 5 corse, 1 yard, 3 Tds. Steelers 24 – 21, con un Gannon ritrovato, ma non supportato dal gioco di corse. Negli Steelers una sola ricezione di Burress, buon esordio di Staley. Rice due per ventidue, ha stupito Doug Gabriel.

Nel MNF, infine, GB ha battuto i Panthers, grazie ad un grande Ahman Green. Per i Packers tutto solito, Carolina ha confermato che con quella linea d’attacco difficilmente si ripeterà. Ulive nel martini per i Panthers? Steve Smith si è rotto la gamba e sarà fuori a lungo.

In vena di pronostici, ecco cosa succederà la settimana prossima:

Dal b. Cle; Hou b. Det; GB b. Chi; Ind b. Ten; KC b. Car; NO b. SF; Was b. NYG; Stl b. Atl; Den b. Jax; Bal b. Pit; Sea b. TB; NE b. Ari; SD b. NYJ; Buf b. Oak; Cin b. Mia; Min b. Phi.





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