18 Settembre 2005
Non stuzzicare il T.O. che dorme - Growing pains?
di
Gianluigi Piscitelli
Il titolo è banale, lo so, ma da quando in settimana avevo letto le dichiarazioni di Derek Smith, soprattutto, e di Jeff Ulbrich sulle abitudini infrasettimanali del loro ex compagno TO, avevo iniziato a subodorare il massacro.
Non che ci volesse tanto, per carità, visto che gli aquilotti provenivano da una disgraziata sconfitta contro i Falcons nel MNF e non potevano permettersi il lusso di iniziare la stagione 0-2.
La batosta che ne è uscita ha assunto proporzioni imbarazzanti – la più pesante degli ultimi 30 anni –, anche se preferisco un miserrimo ed inutile FG allo zero dell’anno scorso contro i Seahawks.
La portata della sconfitta, unita alla totale assenza di immagini e commenti audio, mi impedisce anche la più semplice delle congetture: non so, quindi, se ieri sia scesa in campo la squadra che "passava di lì per caso" oppure, più semplicemente, una squadra terribilmente scarsa e di livello nettamente inferiore all’avversaria.
Ho detto al WM che non so cosa mi preoccupi di più tra:
- i tre intercetti di Tim - ha più braccio di Garcia – Rattay, che ha lanciato corto su Gore e regalato a quelli vestiti di verde il suo secondo intercetto;
Adams a coprire su Owens – è la seconda settimana consecutiva che lo martirizzano; consoliamoci, però, perché Middlesbrook era ancora peggio ed Engelberger è un giocatore campionato italiano di falg;
il 10 su 10 dei QB di riserva avversari e l’80 % complessivo di completi – ma qui non dimentico l’ultima sconfitta casalinga contro gli Eagles privi di Mc Nabb;
l’assenza del gioco di corse ed i quasi 40 minuti di possesso nuovamente concessi agli avversari.
La scelta è difficile e come sempre me ne lavo le mani, se non altro perché non credo che si possa andare avanti senza correggere tutte e quattro le questioni.
Nolan ha detto che la "mazziata" insegnerà alla squadra di più di quanto non abbia fatto la vittoria contro i Rams, quindi magari starà pensando quali rimedi adottare per risollevare il nostro gioco, apparso finora appena mediocre.
Anche si mi atterrisce l’idea di aver pensato la stessa cosa delle 23 sconfitte della precedente gestione, il coach mi da l’impressione di uno che una prestazione così, indipendentemente dalla mentalità avuta dalla squadra nel corso della partita, non la digerisce affatto, quindi mi sa che la inevitabile e prossima reprimenda che si sentirà in spogliatoio dovrebbe sortire buoni effetti.
Ora non ci resta altro se non aspettare la prossima partita in casa contro Dallas – e qui evito i nostalgici ricordi di quando la data della sfida era segnata con un "circoletto rosso" sul calendario –, mentre il resto del mondo, ivi compresa la mia fonte che non può osare di propinarmi Sea-AZ, avrà gli occhi puntati su Patriots (brutta botta a Carolina) e Steelers (2-0, e chi è Willie Parker), però nelle more possiamo prendere atto del disappunto di Fred Beasley, che contro gli Eagles ha scaldato la panchina.
Pare ci sia del malumore con il RB coach, il nostro grande FB da Auburn l’anno scorso ha giocato, per sua ammissione, maluccio, ma francamente non credo che Steve Bush sia meglio di Freddone mio …
Chiudo con un’excusatio non petita: settimana scorsa ero tutti elogi per il coaching staff, oggi mi sto lamentando per una serie di scelte che, così come mi sono prospettate in rete, non condivido.
E’ evidente che la coerenza non è la mia dote, alla quale preferisco l’arte di salire sul carro dei vincitori, in cui sono peraltro molto bravo.
Mi spiace, però mi assolvo, perché, fondamentalmente, sono un tifoso più che un cronista, ed i tifosi, si sa, sono – n.b. non pensano di essere – i migliori allenatori al mondo e le loro doti emergono soprattutto quando la loro squadra va male.
La verità è che sono stanco di perdere sempre sono stanco e perdere di trentanove non allevia certo il mio dolore.
Però sono anche consapevole che ogni giudizio è prematuro, perché son passate due partite ed il nostro reale livello è a metà tra la quello espresso in parte contro i Rams e quello espresso contro Philadelphia e che la crescita della squadra dipenderà da quanto bravo sarà Nolan a far prevalere i tre quarti di gioco del 2005 sugli altri otto.
Ma non sarà facile.
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