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28 settembre 2004.

The streak is over
di Gianluigi Piscitelli

Prima della notizia clou della settimana, il consueto momento dedicato allo SS più dominante della Pac – 10: Sabby Piscitelli, il cugino d’America, realizza il terzo intercetto stagionale nella prima vittoria di Oregon State ai danni di New Mexico. Grande Sabby, continua così.

Notizia della settimana, quindi: tutto prima o poi finisce e francamente credo fosse inevitabile che prima o poi si interrompesse la serie di duecento e passa partite consecutive in cui Jerry Rice ha ricevuto almeno un pallone. E’ successo domenica contro Buffalo, dopo quasi diciannove anni (l’ultima volta l’1/12/1985 contro i Redskins) e 274 partite. Inevitabile perché il buon Jerry ha già difficoltà a mantenere un posto da titolare nei Raiders, vista l’agguerrita concorrenza di ricevitori che potrebbero essere i suoi figli come Porter, Gabriel e Curry. Ovviamente lui non l’ha presa bene, ha reso alla stampa dichiarazioni più o meno concilianti, ma già si pensa ad una trade con chissà quale squadra. Boh?

Prima dei Niners, momento autocelebrativo per aver sbagliato 9 pronostici su 16 la settima scorsa, con chicche quali SD sui Jets, Houston su Detroit o Washington sui Giants. Ma non mi do per vinto e questa settimana ci riprovo.

Non so che dire, invece, della partita di San Fran contro i Saints, eppure sto cercando di interpretarla da una settimana. Buon segnale, ennesima dimostrazione che siamo molto limitati, coaching staff incapace, mancanza di killer instict (ancora, che palle!!), con quei QB non si va da nessuna parte, nessuna di queste ipotesi …? Non lo so proprio.

Finché non vedrò qualcosa non saprò, questo è evidente, ma siccome è difficile che i Niners saranno trasmessi da qualche parte, se non sotto Natale contro i Redskins, meglio azzardare l’ennesima tesi strampalata che niente.

Di positivo c’è che l’attacco non fa tanto pena quanto mi aspettavo, malgrado le tantissime difficoltà dovute, ma guarda un po’, agli infortuni a Rattay, Dorsey, Newberry, Beasley, Wilson, Harris e Barlow.

La linea regge e non regge, è vero, ma è un reparto che ha discrete prospettive di miglioramento e domenica contro i Saints ha consentito a Barlow, Robertson e Jackson di racimolare 190 yards e tre TDs. Il tutto con Newberry a casa a curarsi il ginocchio malandato (mettiamoci l’animo in pace, secondo me lo rivediamo in campo l’anno prossimo) e Harris spedito in infermeria dall’ennesima "alta distorsione alla caviglia". Tutto sommato, quindi, si dovrebbero essere comportati benino, contro una linea che temevo abbastanza. Harris, che salterà Seattle e Grant Wistrom e forse qualcosa in più, continua ad avere delle difficoltà, ma sta migliorando, mentre Kosier, che ha preso il suo posto dopo l’infortunio, si è ben comportato. Discreto anche Smiley, sempre a fidarsi degli articoli in rete, quindi chissà.

Secondo me contro i Seahawks sarà dura e probabilmente il loro front four ci farà soffrire, l’importante è che si tratti solo di uno di quei "growing pains" che servono appunto a crescere.

Chi potrebbe essere considerato una mezza delusione, almeno finora ed almeno limitandoci ai numeri, è Brandon Lloyd, presunto salvatore della patria e stella del reparto ricevitori, che non solo ha fatto ben poco nelle prime due partite, non solo è stato messo in ombra dai numeri di Wilson e Conway, ma ha anche commesso una devastante penalità che ci è costata la partita al Super Dome.

Che dire? Come faccio a giudicare un ricevitore che non ho mai visto giocare? Pare che sia stato sempre raddoppiato, proprio perché è il giocatore che gli avversari temono di più, va bene, ma questo è inevitabile e non può essere considerata una valida scusa, soprattutto se si aspira ad essere un ricevitore elitario nella NFL. Secondo non è offensivo né eccessivo dire che da lui ci aspettavamo tutt’altro, però il ragazzo accetta le critiche ed è consapevole delle proprie responsabilità e delle aspettative riposte in lui, lavora sodo, si impegna ed è quindi destinato ad emergere. Basta avere pazienza, e questo è l’anno adatto per averne.

L’unica cosa che non aiuta è farsi male all’inguine nell’allenamento del venerdì e rischiare di saltare la partita contro Seattle. Ma anche a questo c’è rimedio: ho spedito al 4949 di Centennial Boulevard un corno di due metri da mettere all’ingresso degli spogliatoi.

Discorso simile per Rashaun Woods che, complice l’inevitabile infortunio di agosto, è per ora un oggetto misterioso. Pazienza, tanta pazienza.

Per adesso godiamoci Wilson e Conway, che non saranno Rice e Taylor, ma stanno facendo quello che devono, cioè fornire al loro inesperto QB un bersaglio su cui fare affidamento. Chi si è calato forse meglio di loro in questo ruolo è il mitico scultore di Yale, che sembra non aver troppo risentito dell’anno di forzata inattività, con tredici ricezioni ed un TD è il miglior ricevitore dopo le prime due partite e, peraltro, pare che stia diventando un bloccatore sempre più affidabile. Grande Eric, peccato per il fumble.

Prima di parlare dei QB, passiamo ai RB, che stanno facendo un buon lavoro, Jackson sta impressionando, è un ottimo ricevitore – valvola di sicurezza, domenica ci stava facendo vincere con quel catch and run di trentasette yards, Beasley ci ha fatto passare da 90 a 190 yards, Barlow sta facendo bene (pensiero cattivo, domenica ottima prestazione, 20 per 114 con due TDs; oppure devo dire 19 per 54, a parte una corsa di 60? OK, lo so, la domanda è improponibile) Robertson è promettente, ma il suo fumble ci è costato la partita, visto che mancavano tre minuti ed eravamo sopra di 4.

Veniamo ai QB, allora, ed onore a Ken Dorsey, il QB più scarso degli ultimi 20 anni. Durante la sua prima partita da titolare, nella bolgia del Super Dome, ci ha fatto perdere con un disgraziato intercetto a quindici secondi dalla fine, ha sbagliato l’hand off a Robertson che ha causato il fumble di cui sopra, ha completato poco più del 50% dei lanci tentati, con zero TD.

Ma a me Ken Dorsey piace. Già l’anno scorso avevo manifestato la mia incazzatura nei riguardi di chi lo crocefiggeva quasi fosse colpa sua aver vinto 38 partite al college, con due sole sconfitte, valendosi di un cast eccezionale. Non mi sembra che si sia mai vantato di ciò, né tantomeno che si sia attribuito meriti che non gli spettavano. Invece no, giù a sparare sulla sua mobilità da tricheco e sul suo braccio moscio. Ed a ridere dei Niners che ci hanno investito su addirittura una settima scelta.

Dorsey, consapevole dei suoi limiti, ha lavorato, lavorato e lavorato. Ha messo su quindici chili di muscoli. Ha studiato. Si è spaccato il culo.

Non è colpa sua se ha giocato a Miami e non a Canicattì.

Poi Rattay è stato colpito dalla maledizione di Montezuna (perché Dorsey è anche un noto iettatore, lo sanno tutti), e quindi Ken il bieco gli ha strappato l’attacco titolare.

Ad agosto si è difeso benino, contro i Falcons ci ha guidato a sei punti.

Domenica giocava di fronte ad uno dei suoi maggiori fan (il figlio di Hackett, il coach dei Saints) e secondo me non ha fatto malissimo.

Abbiamo perso (forse) per colpa sua e si è assunto le sue responsabilità, dalla prima all’ultima, ivi compresa quella di aver fatto ricevere a Lloyd solo un pallone. Signori Dorsey ha carattere, è un leader, da sicurezza alla squadra, dategli tempo. Forse non è meglio di Rattay, almeno per ora, ma stiamo ad aspettare, questo è l’anno della pazienza.

Poi avrà ragione Davide a dire che ci siamo beccati l’ennesima QB controversy e che il front office ha dimostrato di essere in stato confusionale a prolungare il contratto a Rattay al buio ed a dipingerlo come QB del futuro, per poi consegnare le chiavi della squadra a Dorsey. Sono d’accordo in pieno.

Ma per cominciare non precipitiamo i tempi. Non credo che ci siano i presupposti per pensare che Dorsey riuscirà a strappare il posto da titolare a Rattay, perché domenica contro Seattle soffrirà parecchio e la settimana successiva avrà Saint Louis, ammesso che Tim non recuperi.

Secondo me Rattay, a meno di eventi eccezionali, deve restare il titolare, perché è bravo, ha una sfiga epocale, ha il talento per guidare l’attacco e mi è anche simpatico. A causa degli infortuni ci metterà un po’ più di tempo a dimostrare il suo valore, visto che non ha avuto tempo per entrare in sintonia con il resto del reparto, ma non abbiamo alcuna fretta. E intanto Dorsey gli scalda la sedia e fa esperienza. Poi tra un anno si vedrà.

Passiamo alla difesa, che secondo me è la maggiore imputata della sconfitta. Apparentemente sta generando un discreta pressione sui QB avversari, che è una gran cosa, soprattutto senza Andre Carter e con Otis Leverette, ma con un immens Peterson (questo farà probabilmente sparare ai suoi agenti un cifra attorno ai 50 milioni di sb, anche perché i buoni Ponston devono rifarsi dopo essere stati licenziati da Orlando Pace, ahahaahah). Ma questa considerazione si basa solo sul numero di sack (7) in due partite. Brooks domenica ci ha massacrato. Jimmy Williams ha la sua buona dose di responsabilità, unitamente alle coperture saltate nel TD decisivo ed in molte altre situazioni. Ma vista la situazione di emergenza, si poteva cercare di dare meno tempo al QB avversario di trovare i suoi ricevitori sempre liberi.

A questo aggiungete che l’elemento di maggior vanto del reparto nella partita contro i Saints, ovvero l’aver contenuto il gioco di corse avversario, va invece letto in senso diametralmente opposto, sia perché il RB era Aaron Stecker e non Deuce McAlister (infortunatosi al terzo gioco), sia perché, come diceva il mio allenatore quando elargiva meritate reprimende alla sua difesa, se fermi o il gioco aereo o il gioco di corse del tuo avversario, sei obbligato a vincere, perché ti resta una sola cosa da fermare e sai pure qual è. Va bene che questo discorso a più senso nel "campionato di football" italiano che nella NFL, però sapere che gli avversari lanceranno sempre o quasi (i Saints sono stati quasi sempre avanti, eppure hanno passato 34 volte, con 25 completi, e corso solo 24, a fronte delle nostre 34 corse) e comunque non riuscire a fermarli è preoccupante.

L’unica cosa apparentemente positiva è che, con l’ingresso del rookie Shawntae Spencer, le cose sarebbero migliorate. Speriamo sia così perché anche domenica Rumph non ci sarà ed abbiamo di fronte Koren Robinson e Darrel Jackson …

Morale della favola, quindi, stiamo andando benino, forse siamo migliorati rispetto alla prima, ma abbiamo ancora tanta strada da percorrere. La cosa positiva è che, visto il cappio che incombe, non c’è fretta, quindi non è il caso di abbatterci per il nostro imminente 0–3 o 0–4 (alla quinta c’è Arizona in casa, quindi mi arresterei lì).

E’ una situazione triste? Peggio, è deprimente.

Ma non ci possiamo fare niente: abbiamo oltre il 30% del tetto inutilizzato, siamo la quinta squadra più giovane della lega, siamo costretti a trovare qua e là dei rappezzi ogni settimana, tra un po’ anche la 49er-Haters Society si sarà stufata di scrivere che cercano di farci vincere in tutti i modi e si arrenderà all’evidenza … Aspettiamo (con pazienza?), perché tutto quello che di positivo che l’annata ci riserverà sarà oro colato.

Chiuso il discorso sui Niners, aggiornamento su Sanders, che domenica ha fatto vedere poco, ma in quel poco possiamo includere due ottime difese su Plaxico Burress, che non butterei via, ed un punt return non disprezzabile. Poi si è infortunato. Nessun placcaggio in due partite? Si, ok. E allora? Vi guardate Deion Sanders aspettando un suo devastante placcaggio a Jerome Bettis dietro la linea di scrimmage oppure che difenda uno contro uno contro un ricevitore impedendogli la ricezione? Fate vobis.

Gossip adesso, perché ho scoperto che Jeff Garcia, 8-27 e tre intercetti domenica a Dallas, è stato al centro di una interessante rissa nel mese di agosto: pare che la sua ex le abbia prese di santa ragione da Carmella De Cesare, nuova fidanzata di Jeff, nonché playmate dell’anno nel 2004. Complimenti Jeff!

Infine pronostici, perché di scrivere fesserie non mi stanco mai:

Atl b. Az; Bal b. Cin; Min b. Chi; NYG b. Cle; KC b. Hou; Ten b. Jax; Stl b. NO; Pit b. Mia; Den b. SD; IND b. GB; Sea b. SF; TB b. Oak; WAS b. Dal. Manca Detroit c. Philadelphia, perchè vorrei tanto scrivere che vincono i Lions, ma un po’ mi vergogno. Phi b. Det e non se ne parla più.





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