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3 Ottobre 2005

Pensieri in libertà
di Gianluigi Piscitelli

Prima di iniziare, o meglio dopo essermi ricordato che devo parlare di Atlanta, momento celebrativo per i ragazzi di Bobby Cox che hanno vinto il loro quattordicesimo titolo divisionale consecutivo.

Il numero di World Series portate a casa non è cambiato rispetto all’anno scorso, ma quest’anno l’impresa ha quasi dell’incredibile, viste le risorse umane con cui è stata realizzata: diciotto rookie, di cui un gran numero sono stati regulars – peraltro quasi tutti prodotti del vivaio georgiano – il pitching staff decimato dagli infortuni, senza closer fisso visto il fallimento di Kolb, con Chipper Jones fuori a lungo …

Però i Braves sono ancora lì e, a differenza dei Niners, secondo me fanno ogni anno sognare i loro tifosi, anche se il titolo si farà ancora aspettare (anche quest’anno c’è Houston e comunque i Cardinals sono molto più forti).

Chiusa la parentesi MLB, riprendo il discorso interrotto.

Certo che non si deve essere messi poi così bene con la testa se alle zero quattro e quindici del mattino si sta guardando una partita dei Niners e si decide anche di aprire il pc per lasciare andare una serie di pensieri in libertà.

Dalla rilettura da spacco pranzo prima dell’invio a Joe mi accorgo poi che forse ho fatto una "mischia Francesca" disordinata di quello che avevo in mente, però lo lascio così perché preferisco quello scrivo di getto con la pancia a quello che scrivo con la "testa".

Rotto il ghiaccio con la tastiera ed appurato che gli errori di battitura saranno più del solito, inizio con parlarvi della partita della settimana scorsa con Dallas, che ho saggiamente deciso di metabolizzare per non giungere a conclusioni affrettate.

Dopo l’intercetto di Rattay che ha chiuso i giochi il mio umore era nero, con la squadra tutta ed il coaching staff.

Obiettivamente settimana scorsa abbiamo messo su un bel pastrocchio per farci recuperare dai texani e la colpa è un po’ di tutti, per le chiamate un po’ stravaganti (come è andata a finire la palla a Battle per meno x yards su quel decisivo terzo down e due) e per l’esecuzione a dir poco mediocre nei momenti decisivi.

E, mentre assisto al primo tocco stagionale di Fred Beasley, seguito da un gioco doppione con zero yards ed un sack, ricordo chiaramente che avevo quasi deciso di seppellire i miei buoni propositi e di lanciarmi in invettive più o meno mirate contro tutti.

Al risveglio, lunedì 26, sono stato quasi contento di leggere dell’incazzatura di Nolan, perché credevo che individuare i "colpevoli" di così gravi mancanze sarebbe stato utile per scuotere la squadra e far capire a tutti che il regime democratico che vige in una squadra che si rispetti è la tirannide.

Sempre in vena di confessioni, devo dire che il giorno dopo l’umore era peggiorato, perché nulla era cambiato, se non per le modifiche dovute all’infortunio di Plummer, e perché dei colpevoli non si vedeva nemmeno l’ombra.

Ho cercato di sondare il mercato sul forum di webzone, ma l’unica cosa interessante era un sondaggio sull’individuazione del colpevole della sconfitta con i Cowboys, che secondo uno dei "gestori" non poteva assolutamente essere Rattay, bensì la secondaria – ma su questo tornerò dopo.

Poi quasi nulla – perché tale è Woods – fino a quando non scoppia l’affaire Winborn.

A quel punto l’umore si è assestato su livelli mediamente bassi.

Poi ho lasciato il tutto a marinare per un paio di giorni.

Ed ora mo ritrovo a vedere questa partita, la prima in quasi due anni, la quinta a colori in diretta dei Niners ed il quadro si è fatto molto più chiaro.

Intanto siamo 14-15 e Rattay si è appena fatto intercettare, anche se Lloyd non si è girato e va detto che se siamo in partita è per gli errori dei Cardinals.

Torniamo al quadro, tanto la partita si perde.

L’attacco è patetico. Non riesco a spiegarmi proprio perché, ma non va in ritmo. Nolan continua a dire di voler correre, ma non mi sembra che lo faccia, quando lo fa a volte si riesce a combinare qualcosa di decente, ma la maggior parte delle volte tra penalità ed altre forme di incapacità – 14 a 18 – non si va avanti. Del gioco aereo non ne parliamo nemmeno, perché il nostro QB tra le cassolate che fa di suo ed il poco tempo di cui dispone, non riesce a combinare proprio un bel niente.

Corollario di quanto sopra?

Basta vedere il tempo di possesso, anche oggi largamente a nostro svantaggio. Per cui è chiaro che la difesa, arrivata, che sarà patetica quanto volete, soprattutto nelle secondarie, ad un certo punto, per quanto possa riuscire a reggere, scoppia. A questo aggiungete che a parte la linea ed i LBs, abbiamo delle secondarie "ridicole" (o quantomeno inesperte ed azzoppate) che solo alcuni errori di misura di McCown oggi hanno risparmiato.

Ora siamo di nuovo in difesa dopo due corse, la prima decente, ed un incompleto ed i Cardinals probabilmente segneranno di nuovo.

Quello che emerge da questa partita, e dal primo quarto di stagione, è che i nostri maggiori problemi sono in attacco, dove abbiamo certamente un QB non all’altezza, indipendentemente dalla questione audibles, che peraltro va molto ridimensionata rispetto a come l’ha dipinta Andrea - se non altro perché se fosse vero adesso anche lui sarebbe in cerca di nuova destinazione e perché quello stesso articolo che ha ispirato Andrea spiegava come chiamare audibles, soprattutto nel WCO, non è un delitto, anzi – una linea che soffre parecchio un po’ per incapacità, un po’ per gli infortuni (oggi manca Jennings e di Newberry sappiamo tutto, mentre Smiley, che sta giocando, ha una impressionante serie di infortuni, di cui solo ora ho notizie).

Poi c’è l’altro imputato, cioè Barlow, ma francamente oggi non l’ho visto male, per quel poco che ha avuto la palla. Ed anche contro Dallas, pur non avendo avuto la media di 7 a portata che avevo pronosticato, non ha giocato male.

Che siano la nostra strategia e l’impostazione dei drives offensivi a lasciare a desiderare?

Qui lo dico e qui lo nego, anche perché se Barlow stesse giocando così bene, forse la palla sui terzi e poco decisivi la darebbero a lui.

Intanto mi fermo per il fumble di Rattay – siamo nel quarto, figlio mio non lo fai volontariamente, ma sei per lo meno sfigato … - perché Beasley ci ha ridato la palla, tanto per far capire che cuore ha sto ragazzo.

Coaching staff colpevole, allora?

Non lo so, magari qualche errore lo hanno fatto, però con il materiale che hanno a disposizione non credo sia il caso di sparargli addosso …

Resta la questione Winborn, e qui dire che è tutta colpa di Nolan è secondo me un’esagerazione. Winborn ci potrà piacere quanto vogliamo, potrà essere veloce quanto vogliamo, potrà anche sapere chi è Gorge Halas, ma non è una superstar e, in ogni caso, non può né lamentarsi come una primadonna – gran lancio di McCown a Boldin e siamo a 28 – per essere stato lasciato in panca, né girovagare per i fatti suoi nel campo.

Francamente la decisione era una no brainer: a casa ragazzo, non sei desiderato.

Poi starà a noi contrattare con una squadra sufficientemente disperata, purché non sia nella division, per spuntare qualcosa di positivo dallo scambio.

Mi resta l’ultima cosa, mentre Smith sta per prendere il posto di Rattay, ovvero rispondere al quesito se sia stata o meno colpa del QB n.13 la sconfitta di Dallas.

Devo dare atto dei primi due completi di Smith e del primo fumble di Gore sul secondo di questi.

Secondo me la colpa è sua. E’ stato lui a lanciare i soliti due intercetti – OK deviati, ma non è che deviati non valgono – a non sapere guidare l’attacco quando contava ed in generale nella partita, così da lasciare in campo la nostra mediocre e stanca difesa.

Anzi, secondo me, proprio la presunta scusante della difesa mediocre altro non è se non un’aggravante delle sue prestazioni: se sai che la secondaria fa acqua, caro ragazzo, cerca di fare di tutto per non farla stare in campo tanto a lungo. Lo so che, esattamente come l’anno scorso, le sue prestazioni sono il frutto della mediocre complessiva esecuzione del reparto, però Rattay non è in grado di non far perdere la squadra.

Ricordo che quando Grbac passò ai Chiefs nel 1996, USA Today si chiedeva se fosse un giocatore che fa la differenza ovvero "a carreer backu-up a la Steve De Berg or somebody who just has some numbers like Steve Bono".

Oggi mi chiedo la stessa cosa del povero Tim e la risposta, ahimè, è quella nel mezzo.

P.S. 1 Tornano le headlines del più forte strong safety italo-americano degli Stati Uniti, nella vittoria 44-33 dei Beavers (3-2) su Washington State:

FOURTH QUARTER

WSU

OSU

TD

10:34

SABBY PISCITELLI 23 YD INTERCEPTION RETURN (ALEXIS SERNA KICK)

30

30

Ecco il link:

http://sports.espn.go.com/ncf/recap?gameId=252740204

P.S. 2 Per Stefano che non avrà letto tutto, ma è stato invitato a volare alla fine: grazie, ma sarebbe stato meglio darti ascolto o vedersi la replica delle regate su La 7 …





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