12 luglio 2005
La finale: i perdenti.
di
Fab O'Back
Ed eccoci ad analizzare gli "sconfitti"…i Detroit Pistons.
Intendiamoci, la differenza tra loro ed i campioni, gli Spurs, è
stata minima…e non per niente la serie si è risolta solo alla settima
partita….eppure qualche piccola "crepa" nel sistema di coach Brown si
è intravista.
A dir la verità, ad un certo punto della stagione,
non avrei scommesso sulla loro presenza nella finale:
mi sembravano un po’ abulici, senza quella cattiveria agonistica,
quegli "occhi da tigre" che avevano invece caratterizzato
la loro trionfale cavalcata l’anno prima.
Ma, una volta riassaporato il profumo dei playoff……riecco i
temibili "bad boys"….
Veramente io avrei anche un’altra teoria: le voci su un addio
di Larry Brown (per la cronaca, queste voci parlavano di un suo addio per
assumere la carica di "presidente delle operazioni" presso i Cleveland
Cavaliers) invece di disturbare…hanno "cementato " la squadra ed hanno
anche aiutato i giocatori a superare certe incomprensioni.
Seguite il mio ragionamento…….
E’ una cosa nota a tutti che il feeling tra coach Brown ed i
giocatori più rappresentativi dei Pistons (Billups su tutti)
fosse ormai ai minimi termini, se non peggio……Quella sua intransigenza,
il suo modo di gestire la rotazione dei giocatori senza guardare in faccia
nessuno, era ormai poco digerita.
Ebbene, proprio forse il fatto di sapere che sarebbe stata
(il condizionale è d’obbligo) la loro ultima avventura insieme,
ha risvegliato l’orgoglio dei vari Wallace, Billups, Hamilton…..e con quel po’ po’
di classe che si ritrovano…il gioco è fatto.
Certo, Miami aveva due giocatori devastanti come Wade ed O’Neal,
ma Detroit aveva (ed ha) una signora squadra, in cui TUTTI portano
il loro contributo: risultato ? Pistons in finale, naturalmente….
Qui hanno avuto un avvio un po’ morbido…subito recuperato con una grande
grinta e determinazione….e quando stavano per far "girare" le
finali in loro favore….ci ha pensato quel cattivaccio di Robert Horry……Per
carità, prima di arrendersi hanno avuto una nuova reazione, andando
a "stoppare" il match point in quel del Texas…..ma poi…..
Già, poi: a dire il vero non mi aspettavo da alcuni di loro un approccio
così "morbido" a gara 7.
A mio avviso, la tensione era tutta sopra gli Spurs: avevano avuto
la possibilità di chiudere il discorso in casa propria ma l’avevano
fallito…ed ora si trovavano a dover vincere, altrimenti chissà per
quanto tempo gli sarebbe rimasta addosso l’etichetta di "belli e
perdenti". Inoltre, non era la prima volta che Duncan mostrava qualche
"limituccio" a reggere l’alta tensione…….
Ed invece…no, anzi tutto il contrario: dov’era Big Ben Wallace in certi
momenti ? e Billups ? e òa panchina ? ma soprattutto….Hamilton ?
Proprio lui, secondo me, è stato il fattore negativo: troppo abulico, anche
quando la sua "obra" Bowen è stato dirottato sulle tracce di
Billups. E no, Rip, così non và: per lunghi tratti mi è
sembrato di rivedere il giocatore dei tempi di Washington….grande classe, ma
con poco carattere e quindi con una brutta tendenza a nascondersi nei momenti chiave. Lo scorso anno, invece, ci aveva tutti stupito per continuità, aggressività, leadership…insomma era sembrato un giocatore vero al 100%…la verità ? Direi che forse stà nel mezzo…ma vedremo cosa succederà il prossimo anno.
Prima di tutto deve ancora sciogliersi il dilemma Larry Brown: se ne và ?
resta ? Al suo posto si è parlato di Flip Saunders….ma vedremo…..
Forse è arrivato il momento di "svecchiare" un po’
la panchina……anche se qui poi si andrebbe a parlare di un certo Milicic.
Diciamoci la verità, è vero che Brown non lo vedeva proprio
ma non è che lui si sia molto aiutato: sia la Summer League dello
scorso anno che quella di quest’anno (appena all’inizio, però) ci
mostrano un giocatore abulico, dai grossi mezzi, ma che sembra perennemente
"distratto"……niente di peggio per uno che deve giocare in una squadra
di coach Brown, appunto, che quando si gira verso la panchina vuole vedere giocatori con la bava in bocca per la voglia di andare in campo e dire la loro…..
Si parlava di un problema di lingua, all’inizio…ma forse è, più
semplicemente, un problema di approccio.
Ora i casi sono due: o se ne và Brown oppure Milicic. Sinceramente
non credo ad un miracolo di un suo impiego con l’attuale coach.
Ma non sarebbe la prima volta che mi sbaglio, no ??
Quindi….occhio al futuro !!! Ah, dimenticavo: …I LOVE THIS GAME !!!
3 luglio 2005
La finale: i campioni NBA.
di
Fab O'Back
Anche questa stagione può essere archiviata…ed una volta
tanto ho anche azzeccato il pronostico….con i San Antonio Spurs che vincono
(meritatamente secondo me) il loro anello.
Onori e meriti, comunque, anche ai Detroit Pistons: la serie
è stata veramente avvincente e bellissima da seguire. Pima 2 – 0 per gli
Spurs…poi 2 – 2….poi 3 – 2 sempre per la franchigia del Texas, con la
possibilità di giocarsi il primo match point in casa…ed invece…3 – 3 e tutto
rimandato alla settima e decisiva partita…….insomma, una serie che ha provocato
moltissimi infarti tra i tifosi.
Come MVP, naturalmente direte voi, è stato nominato Tim
Duncan….ma non mi trovo del tutto d’accordo. Per carità, il suo impatto è stato
devastante…i suoi scarichi nella finalissima hanno permesso ai suoi compagni di
prendersi tiri “comodi”…la sua leadership è certamente incontrastata…ma secondo
me, questo riconoscimento andava a Manu Ginobili o Robert Horry.
Sul primo mi sono già esposto….mi ricorda tanto un certo
Kobe Bryant (meno esplosivo, forse, ma più inserito in un contesto di squadra
e, quindi, più utile). La capacità dell’argentino di penetrare, tirare,
scaricare sempre mettendo in ritmo i compagni….è qualcosa di fantastico; e
pensate sempre che non ha 10 anni di esperienza Nba alle spalle, anzi…..
I suoi inizi alla corte di Popovich erano stati un po’
tribolati: Manu faticava a rientrare nei rigidi concetti di basket del coach…ma
dopo un anno…incredibile !!! A vedere gli Spurs, mi sembra più che sia
l’allenatore ad aver accettato le caratteristiche di Ginobili che non Manu ad
averle modificate……E poi, secondo voi, quale giocatore può essere veramente
idolatrato in Texas se non uno dal “sangue caliente” ?? In gara 7 l’arena era
tutta per lui….(vi ricordate Najera a Dallas ? era amatissimo, anche se
parliamo di uno che farebbe fatica anche nel nostro campionato) ed anche lui si
sente amato e quindi diventa “gasatissimo”……
MVP Ginobili, dunque ? Forse sì….ma come dimenticare Robert
Horry ? Questo è uno dei cosìdetti immortali: 37 primavere sulle spalle…..un
atteggiamento un po’ svogliato durante la regular season…ma quando il gioco si
fa duro…….serve che vi ricordi chi ha realizzato il tiro della vittoria
nell’importantissima sfida esterna vinta da San Antonio a Detroit ? O i punti
realizzati in gara 7 ? I rimbalzi offensivi, i recuperi, lo sfondamento
fondamentale preso sempre in gara 7 ?
“Big shot” Horry è uno che in carriera qualche anellino l’ha
già vinto (ormai ho perso il conto….) e la sua leadership silenziosa conta
eccome in casa degli Spurs. Cosa farà ora ? Bella domanda: si vocifera di una
sua volontà di smettere…..ma per noi che amiamo questo sport sarebbe una vera e
propria disgrazia…….
Ma veniamo alle ombre in casa degli “speroni”: mi dispiace
ma a me “il francesino” proprio non piace: è forte, fortissimo (quando è in
giornata) ma fatica a capire i momenti giusti per forzare….
Fateci caso: quando lui và in tilt, la squadra prende un
filotto di punti…..tanto che spesso abbiamo visto portar palla ad un certo
Ginobili (già, perché sa fare anche quello…) mentre per Udrih, buon impatto ma
ne riparliamo meglio l’anno prossimo.
Infine una menzione se la merita anche Bruce Bowen, non
tanto per la sua ormai rinomata difesa ( e l’ultima vittima si chiama
Billups….) ma anche per una ritrovata vena in attacco: è vero, molte volte si è
trovato in una situazione di libertà assoluta, “battezzato” dagli avversari…ma
poi quei tiri li devi mettere…e lui l’ha fatto.
Complimenti a Mohammed, a Robinson, a Berry, a Brown ed a
tutti quelli che hanno dato una mano per la conquista del titolo. Per
Nesterovic..si parla di una trade, ma forse aspetterei di vedere prima cosa
farà Horry.
Alla prossima con un’occhiata ai grandi sconfitti (i Detroit
Pistons) e…I LOVE THIS GAME !!!
19 giugno 2005
Bentornato (sport di squadra).
di
Fab O'Back
Dopo qualche mese in esilio “forzato” (sono stato all’estero
per lavoro…non in galera !!!), eccomi tornato pronto per le finali..che
tempismo, no ?
Da Natale (data della mia ultima apparizione) ad oggi molte
cose sono successe…ma, come insegnano tutti i grandi giornalisti, prima bisogna
“restare sul pezzo”. Iniziamo, quindi, dalle finali in svolgimento….
SAN ANTONIO – DETROIT: ovvero….là dove regna la “squadra”:
Proprio così…per qualcuno è una finale sorprendente,
soprattutto per la parte est: in molti (incluso il sottoscritto) vedevano Miami
pronta per il titolo di conference e per la rincorsa all’anello….ed invece…ecco
Detroit che ripete l’exploit dello scorso anno.
Certo, ora si parla dell’infortunio di Wade, delle condizioni
non ottimali di Shaq….ma la differenza, secondo me, l’ha fatta la squadra:
Detroit ha giocatori importanti, di carisma (Rasheed su tutti), di classe…ma
sono tutti inseriti in un contesto omogeneo e funzionante. Coach Brown ruota i
propri giocatori secondo regole ben precise…e queste regole vengono applicate a
tutti, star incluse. Ovviamente, come vi dicevo, alcuni giocatori sono più
importanti, più incisivi degli altri (e meno male, altrimenti sai che
piattume….) ma nessuno gioca per sé stesso, per le proprie statistiche.
Voglio farvi un nome, in particolare: Rasheed Wallace. Vi
ricordate questo giocatore ai tempi di Portland ? Sulle qualità tecniche non si
discuteva…ma era polemico, attaccabrighe, scostante, insomma un lontano parente
di quello visto ad Auburn Hills……
Di chi sono i meriti? Suoi certamente, per avere capito che
questo era veramente il suo ultimo “treno” e per aver accettato di mettere la
sua grinta, il suo estro, la sua voglia di vincere AL SERVIZIO della
squadra….ma gli stessi meriti vanno divisi con chi lo ha scelto, chi ha visto
in lui qualcosa che nessun altro allenatore Nba vedeva in lui: le stimmati
dell’uomo squadra.
Sembra un paradosso, ma è così: riguardatevi la serie contro
Indiana e, soprattutto, contro Miami (infortuni a parte)…se Rasheed
girava…Detroit vinceva…altrimenti, notte fonda.
Insomma, per chi ama il basket come me, è il massimo vedere
in finale una squadra in cui la “stella” aiuta e viene aiutata dai compagni….in
cui il “quid” in più, l’azione che fa girare la partita, può essere data da
un’aiuto sotto canestro, da una deviazione in difesa e non solo da un’azione in
attacco……
Stesso identico discorso vale per l’altra finalista…i San
Antonio Spurs: la filosofia di gioco è identica e non per niente i due capi
allenatori (Brown e Popovich) sono molto amici, si conoscono da anni tanto che
uno è testimone di nozze dell’altro….
Anche San Antonio, quindi, fa del concetto di squadra la
propria forza; certo, all’interno ci sono fior di giocatori come Duncan, Parker
e Ginobili che, tra l’altro, non smette di crescere e migliorare di partita in
partita (signori, questo è il nuovo Kobe, fidatevi….). Anche nel Texas le
rotazioni sono mirate, e le regole valgono per tutti (Duncan incluso…che
comunque, per carattere, è il primo a sottomettervi). Quindi…chi vince ?
In questi casi, quando lo stile di gioco è molto simile, i
singoli diventano nuovamente importanti: per questo motivo vedo San Antonio
leggermente favorita: i due quintetti iniziali si equivalgono più o meno, ma la
panchina degli Spurs mi sembra più “profonda”, composta non solo da giocatori
di qualità..ma anche di una certa esperienza…vi dicono niente Brent Barry, “Big
Dog” Robinson e, soprattutto, Robert Horry ??
C’è un’altra cosa che accomuna le due squadre: i centri
europei non hanno vita facile…….
Se Nesterovic in Texas ha comunque dimostrato qualcosa (ma
non abbastanza visto dov’è finito nella rotazione), Milicic a Detroit non c’è
mai entrato nella rotazione, appunto.
Ed adesso ? Comunque vadano queste finali, credo che Brown
sia stufo di lui (certo, bisognerà vedere cosa farà il coach….se andrà via o
no…) e quindi credo che sia meglio per Darko riiniziare altrove…sperando di
avere più fortuna.
Il concetto di “squadra” mi permette di annoiarvi anche con
un’altra considerazione: vi ricordate il draft in cui vennero scelti Lebron
James, Carmelo Anthony e Dwayn Wade ?? Già al primo anno l’unico a fare i play
off fù il terzo (vi ricordate il suo canestro decisivo contro gli Hornets ????)
e quest’anno….è arrivato in finale di conference….E gli altri due ? Bè, Denver
ai play off ci è arrivata, ed ha cercato di fare quello che ha potuto…..ma
Cleveland ??
Insomma, come si fa ad avere in squadra “l’erede di Michael
Jordan”, il nuovo “re del gioco” e restare fuori dai play off ??? Ad est, per
giunta ??? E’ vero, qualcosa si era rotto nello spogliatoio con coach Silas….ma
Lebron deve imparare ad essere più leader, cosa che Wade è subito stato a Miami
anche prima dell’avvento di Shaq.
Insomma, non mi fraintendete…mica stò dicendo che Lebron
James è un pippone…….ma dico solo che ho avuto dubbi sulla sua capacità di
essere leader. E non mi dite che è un liceale….vi ricordate di un tale Kevin
Garnett ???
Alla prossima e…I LOVE THIS GAME !!!
1 gennaio 2005
Natale NBA
di
Fab O'Back
…E così, armato di panettone e spumante, ho preso posto
sulla mia poltrona preferita….ed ho assistito alla PARTITA DEL SECOLO, alla
lotta del bene contro il male, al duello fratricida, allo scontro tra
titani……insomma, ho visto una partita di basket appena appena “pompata” solo
per il fatto di ospitare il primo faccia a faccia tra Kobe e Shaq….
Devo dire che ero molto curioso e che mi trovavo anche in
una posizione invidiabilissima: non facevo il tifo né per l’uno né per l’altro
(mi sono cordialmente antipatici entrambi….bè, uno appena più dell’altro) e
quindi mi sono goduto in pieno lo spettacolo, overtime incluso. Alla fine,
forse inebriato da qualche bicchiere di spumante di troppo, ho tratto delle
simpatiche conclusioni che qui di seguito vi riporto……
LA DISFIDA – Dopo tutto questo gran vociare, i due si sono
“incontrati” giusto un paio di volte…ma senza quella “mostarda” che tutti,
invece, ci saremmo aspettati: nessuno sguardo incrociato, nessuna parolina
“stuzzicante” , niente ! A dire il vero, Shaq ha dato l’impressione di sentire
maggiormente la partita e la sfida con il suo ex compagnuccio di banco: mai
come in quest’occasione l’ho visto aiutare a centro aerea contro le
penetrazioni Lakers…ed in particolare contro quel numero 8 lì……tanto che a
circa 2 minuti dalla fine…..fuori per falli !!!!
In un paio di circostanze, però, Shaq aveva eretto un vero e
proprio muro dove la famosa “corvette” era andata a schiantarsi….
Poi, una volta in panchina, l’omone grosso grosso è stato
tranquillo a sostenere i suoi trasmettendo loro calma e consapevolezza della
propria forza. Poi è finita la partita……e FINALMENTE, un po’ di mostarda ce
l’ha messa sul serio: in sostanza ha dichiarato che nella sua squadra (Miami)
non si pensa a fare quarantelli (Kobe ne ha fatti 42…) ma si gioca per la
squadra e si VINCE…….Vi basta? Kobe invece ha dichiarato…..niente, cioè ha
parlato tanto prima del match, un po’ durante, ma niente alla fine…….ma siamo
fiduciosi ed aspettiamo presto un suo commento a posteriori…..
LA LEADERSHIP – Alla luce di tutto questo, il mio cervello
annebbiato dall’alcool un paio di ragionamenti li ha fatti: alcuni dicono che
Shaq è stato più emotivo e così si è fatto buttare fuori per falli…io invece
dico che ha mostrato ancora una volta che era lui il vero leader in casa
Lakers.
Ha segnato, DIFESO, preso rimbalzi, passato e poi sostenuto
i suoi compagni in panchina e poi ha fatto un discorso da vero comandante in
capo…..quello che ha detto di “Flash”, alias Dwayne Wade, è fantastico: gli
mancava mantello e spada e poi lo insigniva come cavaliere.
Kobe, invece, ha attaccato e segnato, segnato e attaccato,
ha perso palloni importanti, ha messo fuori giri la squadra e poi, quando Shaq
è uscito dal campo….ha praticamente passato sempre la palla a compagni ormai
freddi, visto che tirava sempre e solo lui: nei due minuti finali e
nell’overtime non ha segnato più un punto ed ha sbagliato l’ultimo tiro…ed è
scappato (sì, a mio modo di vedere le cose è scappato) negli spogliatoi……bè
sento tanto puzza di bruciato…….
LA PARTITA – Cercando di pensare a MIAMI-LAKERS come ad una
partita di basket e non come alla disfida di Barletta, un paio di spunti
possiamo trarne: se Miami continua a giocare così e se aggiunge Mourning alla
rotazione dei lunghi…..bè, ad est il titolo è andato e per l’anello non siamo
così lontani….Mi è piaciuto molto il modo in cui Van Gundy ha gestito la
squadra, senza scomporsi nemmeno quando Wade sembrava non metterla più nemmeno
in una vasca da bagno: i due Jones (in particolar modo Damon) hanno tirato
fuori dei tiri spettacolosi ma non casuali, frutto cioè di giochi ben studiati
ed applicati. Anche in difesa, Miami ha vinto la partita: prima ha lasciato che
Kobe si sfogasse….poi ha stretto due viti e così l’8 gialloviola l’ha dovuta
passare a compagni che ormai erano stufi di guardare e stavano pensando al
panettone…….
E veniamo alle note dolenti: ma i Lakers sono una squadra ?
Tomjanovic è lì per allenare o per guardarsi la partita dal parterre ? A mio
avviso i Lakers sono stati in partita fino alla fine solo per la percentuale
stratosferica da 3 punti con cui hanno tirato nei primi 3 quarti: ma quando le
bocche da fuoco si sono raffredate, IL BUIO !!!
Ma che gioco è palla a Bryant e tutti fermi a guardare cosa
succede ? Ma dai, quello sport si chiama tennis o golf…..il basket è un
fantastico sport di SQUADRA….Certo, poi qualcuno è più forte dell’altro, ci
mancherebbe….ma sempre in un contesto unito. Ho visto Mihm fuori dalla linea
dei tre punti aspettare di vedere quale tiro si sarebbe inventato il suo
capitano con LE MANI SUI FIANCHI……ma che atteggiamento è ???? E poi, hai in
squadra uno come Odom, con una voglia interiore di spaccare il mondo e di
dimostrare agli Heat che era meglio se se lo fossero tenuto……e lo mandi a
giocare sul lato debole ? Non gli passi la palla per minuti ? Pura follia.
Ecco, se dovessi dare un mio giudizio da quello che ho visto
ieri sera, questi Lakers non arrivano nemmeno ai playoff ad ovest…ma
soprattutto non ci arrivano con questo roster, perché qualcuno chiederà di
essere ceduto…..Kobe, Kobe, pensaci….
Sempre in clima natalizio, permettetemi un commento sulla
“buffonata” della squalifica ridotta a Jermaine O’Neal: non entro nel merito se
le giornate di squalifica fossero state troppe o troppo poche…ognuno ha la sua
opinione. Quello che trovo ridicolo è che 10 giornate gli vengono condonate, E
GUARDA CASO lui ritorna proprio per giocare contro Detroit a Natale ??? Vedrò
cospirazioni ovunque, ma questa proprio non me la bevo….Ora l’NBA ha fatto
ricorso, e magari sarà anche accolto e così Jermaine si risiederà in tribuna
per un po’……ah, ‘sti americani sono proprio forti…..
Infine, devo essere stato veramente buono visto che Babbo
Natale ha portato in regalo ai Nets Vince Carter: da buon tifoso dei derelitti
Boston, il nostro web master è un po’ rosicone (eh, eh, eh); in fin dei conti,
la franchigia del New Jersey ha dato via Aaron Williams (che ultimamente vedeva
il campo solo nel riscaldamento) ed Eric Williams (gran bel role-player, mi
piaceva molto) più due draft picks…ENTRAMBI PROTETTI (significa che, alla fine,
i Nets potrebbero anche tenerseli). In più, ha dato via Mourning che ha detta
di Thorn (che in genere è un signore….) aveva veramente scocciato con il suo
lamentarsi quotidianamente, creato nuovamente un trio da fantascienza…..
Alla faccia mia che avevo parlato di rifondazione
completa…..
Credo che a tutto ci sia una spiegazione: il novello
proprietario dei Nets, Mr Ratner, preso com’era dal suo progetto di trasferire
la franchigia a Brooklyn, area più “commerciale” della palude di Rutherford, ha
cercato di contenere i costi….e quindi via Rogers, Harris, Kittles e Martin in
cambio di…niente…..
Poi, però, il progetto ha avuto uno slittamento di un paio
di anni (problemi per la costrizione della nuova arena) e quindi si è trovato
con tifosi arrabbiati ed un palazzetto sempre più vuoto; in più, la sua star,
Jasone, si è presentata in ufficio con le valigie ed in sostanza ha detto:
“Allora, prendo l’aereo per Dallas o per Minnesota ?”….Mr Ratner si è fatto due
conti, e vedendo la pochezza dell’est (che tristezza, ragazzi….) ha pensato
che, forse, un tentativo per essere competitivi si poteva fare ancora. E così,
il presidente più in gamba e sottovalutato di tutta la lega (parlo di Rod
Thorn) ha messo a segno un altro colpo: scippo clamoroso ai Knicks (ed io
gongolo) e Carter ai Nets. Pessimista o ottimista ? Entrambi ed ora vi spiego:
PESSIMISTA – Jason Kidd deve ancora riprendersi
dall’infortunio, è “anzianotto” ed ha una voglia matta di andarsene per
competere ancora per il titolo; anche Carter è in ripresa da un
infortunio….anche se non si capisce quanto nel suo star sempre male a Toronto
(tante le partite saltate) non ci sia stato un fatto mentale oltre che
fisico…..in più Carter non è propriamente considerato un cuor di leone…..In
sostanza c’è il rischio che i Nets si siano accollati un bel contrattone,
occupando spazio salariale utile per quella rifondazione di cui vi parlavo, per
poi vedere l’All-Star vivacchiare come in Canada……
E se poi Jasone se ne và ugualmente ?
OTTIMISTA – I Nets nell’operazione si sono ringiovaniti,
visto che hanno ceduto 3 ultra trentenni in cambio di uno che ha 27
anni….Inoltre Carter a Toronto non aveva più stimoli, mentre ora sa che deve
dimostrare a tutti che che “Vincredible” è tornato. Certo, se fosse sano,
parliamo di uno dei primi 10 della lega, che avrà la possibilità di giocare con
la migliore point guard possibile.
In più, anche se non è un leader, un trascinatore…benissimo:
ai NETS tutti sanno che il leader indiscusso è uno solo, quello dall’università
della California….
In sostanza, secondo me, Carter ai Nets ha tutto da
guadagnare: arriva in una squadra in cui non dovrà “per forza” essere il
trascinatore, non dovrà “per forza” essere il principale terminale offensivo
(ricordatevi Jefferson) ed in cui potrà avvalersi di un sistema di gioco a lui
congeniale.
Certo, ora la squadra è un po’ leggerina…..ma dopo Natale
c’è la Befana, no?
Insomma, un raggio di sole squarcia le nubi addensatesi sul
New Jersey: se il tempo cambierà veramente, lo sapremo presto !!
Un augurio di buon natale e felice anno nuovo e…I LOVE THIS
GAME !!!!
19 dicembre
Lavori in corso. . .e 5
di
Fab O'Back
La stagione regolare continua senza grossi “colpi”….se si eccettua la grande
stagione fin qui disputata da Nowitski in quel di Dallas: dopo l’addio di Nash,
molti avevano dubbi sul “tedescone”..ed invece (tanto per andare da un eccesso
ad un altro) ora tutti lo indicano come il futuro MVP (ma non è un po’ prestino
?).
Nel New Jersey, torna Jasone e succede che Jefferson
riprende a segnare con continuità…e la squadra riesce anche a vincere qualche
partita….ma visto che piove sempre sul bagnato…ecco Mourning che deve fermarsi
non per un problema ai reni…ma perché il suo fisico non ce la fa più:
dopo tutto, dopo i trapianti, i tentativi falliti di
ritorno, l’inattività forzata per più di un anno, qualsiasi altro giocatore
senza quel po’ po’ di carattere avrebbe già gettato la spugna.
A Houston, intanto, sembra che un certo T-Mac stia
cominciando ad ambientarsi……se inizia a giocare anche il cinesone, allora…….
WASHINGTON WIZARDS
Benvenuti nel regno dei
“maghi”….
A dire il vero, in questi ultimi
anni, di magico c’era stato ben poco, se tralasciamo l’”apparizione” di Re Air
Jordan come giocatore per la franchigia della capitale. Ho appositamente
parlato di lui come giocatore, perché quando si è cimentato in un ruolo più
“dirigenziale”….bè, ecco, non è che abbia proprio fatto faville.
Lo scorso anno, a mio avviso, è
iniziata la svolta: come head coach è arrivato Eddie Jordan, considerato da
molti come il vero artefice del successo dei NETS in questi ultimi anni.
Il buon caro Eddie è uno innamorato
del gioco, gli piace insegnarlo…ma dovrebbe avere qualcuno che lo ascolta !!
Così con Arenas nella sua versione brutta (la palla è mia e tiro solo io – 1),
con Stackhouse nella versione dei suoi ultimi anni (la palla è mia e tiro solo
io – 2), con Kwame Brown arrivato direttamente dal liceo…ma con un impatto
diametralmente opposto a quello di gente come Garnett o James (vi dicono niente
questi nomi ?)….altra annata da buttare.
Eppure, in estate, sono state
poste le basi per il rilancio: Arenas sembra più responsabile, più coinvolto
nella squadra; Hughes sembra aver trovato, finalmente, quella continuità che
gli era sempre mancata in carriera..ma il vero salto di qualità lo ha portato
Antwan Jamison arrivato da Dallas nello scambio con Stackhouse a fare la strada
opposta.
Riportato nel ruolo di ala
forte, Jamison stà letteralmente trascinando la squadra: un giocatore come lui,
con la sua tecnica, il suo fisico ed il suo straordinario atletismo, ad est può
fare sicuramente la differenza e può, quindi, significare playoff.
Se poi anche Haywood mostrasse
con più continuità il talento che ha (bè, sul fisico c’è poco da dire)…qualche
soddisfazione i”maghi” potrebbero veramente togliersela quest’anno ed anche per
gli anni a venire, visto la giovane età di molte “stelle”.
ORLANDO MAGIC
Ovvero…il RITORNO di Grant Hill. Ma andiamo con ordine.
Direi che è inutile tornare sullo scambio di quest’estate,
con T-Mac che saluta la franchigia della Florida per accasarsi in Texas, con
Francis, Mobley e Cato a fare il percorso inverso.
Molti avevano “dubbi” sulla voglia di Francis di
ricominciare, per lui che era stato il giocatore-franchigia di Houston…ed anche
la scelta al draft di Dwight Howard sembravano proiettare Orlando al futuro più
che al presente…….
Invece, dopo che anche quest’estate si era sparsa la voce di
un suo probabile ritiro, Grant Hill è tornato a calcare il parquet…e tutti
abbiamo capito (o ci siamo ricordati) del perché Orlando lo ha aspettato in
tutto questo tempo: punti, rimbalzi, difesa ma, soprattutto, una leadership ed
un carisma sicuramente superiore anche a Francis che, pure, è uno di un certo
impatto sulla partita. Certo, il rientro deve essere graduale, soprattutto per
evitare pericolose ricadute ma è bellissimo vedere come Hill abbia cambiato il
suo modo di attaccare il canestro, proprio per salvaguardare il suo fisico,
senza però perdere in incisività: bè, credetemi, questa è una cosa da veri
campioni….con un’intelligenza superiore alla media.
Per dargli un po’ di fiato, la dirigenza ha messo a segno un
bel colpo, ingaggiando Hedo Turkoglu: il turco ha ormai una buona esperienza,
avendo giocato, tra l’altro in squadre che partivano per vincere il titolo come
Sacramento e San Antonio. Non dimentichiamoci, poi, dell’altro rookie, Jameer
Nelson, guardia con buona visione di gioco, che deve però dimostrare ancora il
suo valore.
Insomma, i giocatori ci sono…manca ancora un po’ di
amalgama, cosa del tutto normale vista la rivoluzione “copernicana” che la
franchigia ha subito: se la SQUADRA giocherà unita, se la difesa sarà
all’altezza dell’attacco…bè, occhio ai Magic (ed il loro inizio di stagione lo
stà dimostrando).
L’expansion team.
Dopo aver dato l’addio agli Hornets (mai veramente amati),
la città ha accolto, invece, con entusiasmo questa nuova avventura. Cosa dire
sulla squadra: per la maggior parte composta dagli “scarti” (scusate per la
parola poco fine….ma in pratica è così), è guidata da 3 o 4 personaggi
principali, a cominciare dalla scelta di quest’anno, il nuovo Mourning, Mr
Emeka Okafor da Connecticut. Il ragazzo ha tutto per sfondare: un gran fisico
(anche se quelle ginocchia ogni tanto scricchiolano), buona tecnica, voglia da
vendere ed una maturità eccezionale per un ragazzo della sua età…e proprio
questo potrebbe essere il valore aggiunto: certo deve ancora acquisire
“cattiveria agonistica”..ma la sua sfida proprio contro il suo idolo Mourning
nella partita contro i Nets, hanno convinto anche gli ultimi scettici:
benvenuto, campione !!
Altro nome di “spicco” della neonata franchigia è Gerald
Fallace: chiuso a Sacramento, il giocatore cerca qui lo spazio per raggiungere
la definitiva affermazione come giocatore da quintetto e non solamente come
role-player. La summer league è stata eccezionale….ma ora si fa sul serio……
Di Steve Smith, parla la sua carriera, 13 anni in giro per i
parquet, e proprio l’esperienza è quello che gli chiede coach Bickerstaff. Per
l’esplosività…bè, rivolgersi a Kareem Rush, nuova acquisizione, proveniente dai
Los Angeles Lakers, dove lo scorso anno aveva messo in mostra le sue doti;
quest’anno, poco spazio per lui e, soprattutto, non un grande impatto sulla
partita; credo che per Kareem questa sia una grande opportunità di dimostrare a
tutti il suo valore.
Come avrete notato, sono le motivazioni personali il vero
motore della squadra; per i risultati…calma, calma per quello c’è tempo…..
Un salutone dal vostro malato di Nba e ricordate: I LOVE
THIS GAME !!
8 dicembre 2004
Avanti il prossimo parte 4
di
Fab O'Back
Come promesso, proseguiamo la nostra “chiacchierata” sulla
nuova NBA, occupandoci della SouthEast division. Nel frattempo nulla di nuovo
da segnalarvi: per il mercato, continua la saga Carter (mi ricorda tanto la
storiella della sora Camilla…che tutti la vogliono e….) mentre siamo tutti in
trepida attesa di rivedere in campo Jasone……
Veramente, stanno aspettando questo momento un bel po’ di
GM, giusto per capire se vale la pena investire su di lui…perché una cosa è
certa: se Jason Kidd torna e dimostra di essere sano, addio Nets e sotto a chi
tocca (io dico Denver….ve la butto così….).
Infine, per la serie a volte ritornano, l’ultimo rumor parla
di un’interessamento di Miami per nientepocodimeno di Mourning…..!!!??? Adoro
gli americani…..
Non si può parlare di questa franchigia senza nominare colui
il quale resterà negli annali dell’NBA non solo per le sue gesta da allenatore,
ma anche come dirigente…..
Parlo, ovviamente, di Pat Riley: dopo i successi
californiani, sembrava quasi che il coach avesse perso il suo smalto…e quindi,
quando lo scorso anno, proprio ad inizio stagione, lasciò il suo posto al più
giovane dei Van Gundy, molti cominciarono a recitare il “de profundis”. A
questo aggiungete una proprietà stufa di perdere e che stava cominciando a
pensare di rivolgere le proprie attenzioni da qualche altra parte, e vi siete
fatti un’idea della situazione.
Ma quando il gioco si fa duro………Scacco in due mosse !!!
La prima è semplice e porta il nome di Dwayne Wade: giocatore
poco considerato solo perché scelto nello stesso draft di Lebron James e
Carmelo Anthony, ma dotato di una tecnica, di un atleticismo e, soprattutto, di
una maturità da giocatore esperto. Al momento di scegliere il rookie of the
year, praticamente non venne neanche preso in considerazione…eppure lui i play
off li ha giocati, gli altri due no…..Certo, soprattutto all’inizio le
marcature su di lui non erano così strette…ma considerate che non molti
giocatori al primo anno sono stati capaci come lui di caricarsi la squadra
sulle spalle e di portarla dritta ai playoff.
Ma torniamo al nostro Pat Riley ed alla sua partita a
scacchi: seconda mossa e…voilà Shaquille O’Neal !!!
Abbiamo già parlato di quest’operazione di mercato: O’Neal
ad est può essere assolutamente devastante e può anche permettersi di riposare
un po’ di più, per arrivare fresco ai playoff; in più, a differenza di casa
Lakers, qui le chiavi dello spogliatoio sono saldamente nelle sue mani e lo si vede in campo. Gioca più
tranquillo…corre addirittura…..roba da non credere !!!
Però (c’è sempre un però..) la squadra non mi sembra ancora
da titolo…anche se i miei favoriti (i PACERS) si sono auto eliminati in quella
serata di Detroit ed i PISTONS non sono nemmeno lontani parenti della squadra
dello scorso anno…..quindi chissà che non si veda ad est una finale
HEATS-CAVALIERS……??? Poi, se andasse veramente in porto il ritorno di ‘Zo
Mourning come spalla di Shaquille (ma attenzione, potrebbero anche giocare
insieme)…allora la finale è certa.
L’ennesima ricostruzione.
E’ stata un’estate particolare per la franchigia, con la
nuova proprietà e con gli scambi di mercato: addio ad un giocatore “storico”
come Jason Terry (da cui, comunque, ci si aspettava di più) e benvenuti ad
Antoine Walker e Al Harrington,
giocatori che, insieme al rookie Josh Childress, dovrebbero riportare lustro
alle “aquile”.
Ma le cose non stanno proprio andando per il verso giusto: è
vero, la squadra si deve ancora amalgamare e soprattutto trovare il giusto
equilibrio tra giovani e “vecchi”, ma forse proprio lì è stata fatta un po’ di
confusione….Mi spiego meglio.
Iniziamo da Antoine Walker , che da quando ha lasciato (non
per sua volontà) i Boston Celtics, sembra aver smarrito la propria dimensione.
Con i verdi era lui il vero trascinatore della squadra, molto più della
“stella” Paul Pierce; eppure, una volta resosi conto che quel dualismo non
poteva continuare, la dirigenza bostoniana non ci ha pensato nemmeno un momento
su chi dei due dovesse fare le valigie.
Lo scorso anno ha vivacchiato a Dallas, iniziando la
stagione alla grande: poi anche lui si è smarrito nel “progetto
tecnico-tattico” (???) di coach Nelson che, infatti, è stato fatto ritornare a
più classici modi di giocare quest’anno (leggasi l’acquisizione di Dampier). In
sostanza, lo scorso anno, Antoine ha diviso con Nowitzky il ruolo di centro
atipico….con gli esiti che tutti abbiamo potuto ammirare ai play off. Questo
potrebbe essere l’anno del rilancio….ma forse la squadra, con la confusione che
regna al momento, non è pronta per lui……
Arriviamo ad Al Harrington, arrivato da Indiana attraverso
lo scambio con Stephen Jackson (e visti i risultati..bel colpo per Atlanta…):
da lui ci si aspetta molto, ed anche lui si aspetta molto da quest’annata. Il
risultato, però, è che non sia ancora ben chiaro quale sia il primo terminale
offensivo….Insomma, o la squadra inizia a girare UNITA, ed allora potrebbero
anche aprirsi prospettive di play off ad est, oppure…..bè meglio iniziare a
coccolarsi Childress, sperando che confermi tutte le potenzialità al momento
“intraviste”.
Alla prossima e I LOVE THIS GAME !!
21 novembre 2004
Avanti il prossimo - 3
di
Fab O'Back
Continuiamo il nostro viaggio nella NBA, mentre
Pacers/Pistons finisce in rissa …..Permettetemi un mio giudizio: giocatori
stra-pagati che dovrebbero essere d’esempio, certo, ma alzi la mano chi non
avrebbe reagito vedendosi arrivare un bicchiere di birra in faccia (per la
cronaca, Ron Artest preferisce altre bevande..alcoliche..) ?? E poi, in tutto
quel parapiglia….il servizio d’ordine, dov’era ?? Mah……
Per il resto, la regular season và avanti tra alti e bassi:
tra le sorprese in positivo, Seattle mentre Lakers, Heats, Mavericks e Suns
sono un po’ altalenanti. Per quanto riguarda il “mercato”, occhio ai soliti
nomi: Kidd, Carter…forse lo stesso Mourning cambieranno presto maglia…..
Ma veniamo a noi:
Devo dire che sono molto affezionato alla franchigia del
Wisconsin: finiti i fasti dei “big three”, alias Allen, Cassel e Robinson, la
dirigenza si è messa al lavoro con passione e serietà. Un gran colpo, secondo
me, è stato l’ingaggio come head coach di Terry Porter: proveniente dalla
panchina (come assistente) di Sacramento, è l’uomo giusto al posto giusto.
Conosce il gioco come pochi, ed è stato un grandissimo
giocatore, guadagnandosi il rispetto di tutti: quando spiega un movimento…i
ragazzi lo stanno ad ascoltare….anche perché spesso sa farlo meglio lui di chi
dovrebbe eseguirlo in campo….e forse questa è la cosa che lo differenzia di più
da un vero mostro sacro che lo aveva preceduto su quella panchina: parlo
ovviamente di coach George Karl.
Per quanto riguarda la squadra, anche qui si è cercato di
costruire un gruppo omogeneo, dove il TEAM viene prima del singolo: giovani
vogliosi d’emergere, “star” in cerca di rilancio, insomma tutti hanno da
guadagnare se i Bucks prendessero il volo.
A proposito di squadra: se pensate che la loro star si
chiama Michael Redd…un giocatore snobbato da tutti e che invece ha saputo
meritarsi la convocazione all’all star game sudando e lavorando sodo in
palestra…..ma accanto a lui c’è un certo Van Horn: negli ultimi anni le
prestazioni dell’ala da Utah erano state troppo altalenanti, ed il giocatore
era stato accusato da alcuni suoi ex compagni (leggasi Kenyon Martin ai tempi
della prima finale persa dai Nets contro i Lakers) di “sparire” nei momenti
importanti del match; intendiamoci, Keith non sarà mai un trascinatore, uno che
si mette i compagni sulle spalle….ma nel Wisconsin ha trovato quella
tranquillità di cui, forse, aveva bisogno per esprimersi al meglio. Insieme a lui non dimentichiamo Desmond
Mason, giocatore dotato di mezzi atletici eccezionali, e che in quest’inizio di
stagione stà facendo vedere grandi cose.
Infine, un grosso augurio a T.J.Ford: il giovane playmaker
scelto lo scorso anno ed infortunatosi gravemente dopo un’inizio veramente
brillante: a presto in campo, T.J. !!!
Ovvero…Lebron James ed i suoi fratelli.
Lo so, potrebbe sembrare riduttivo, ma seguite il mio
ragionamento: lo scorso anno, al momento delle scelte, la popolazione si divise
in due (facciamo in tre)….è più forte Carmelo, o Lebron, oppure Dwayn Wade (non
parlo di Darko Milicic per pudore….). Io stesso ero convinto che Carmelo
Anthony fosse più pronto per incidere subito in una squadra Nba. Bè, mi
sbagliavo.
E’ vero, Wade stà facendo cose eccezionali a Miami dopo aver
fatto benissimo anche ai playoff…però lo scorso anno non era marcato molto da
“vicino” e quest’anno….bè, per 5 minuti vorrei giocare anch’io insieme ad un
certo Shaquille O’Neal.
Lebron, invece, era finito in una squadra piuttosto
scarsina…..e la situazione sembrava peggiorare quest’estate per la “fuga” di
Carlos Boozer verso i dollaroni offertigli dagli Utah Jazz (il tutto dopo aver
sempre dichiarato di voler giocare per sempre insieme ad un compagno
eccezionale come James…..). Subito il colpo, la dirigenza si è messa al lavoro:
da Orlando è arrivato Drew Golden, giocatore dotato di un’ottima tecnica….ma
che si vocifera abbia grossi problemi a memorizzare il play book….Poi, ecco in
dote Lucious Harris dai derelitti Nets e, soprattutto, Jeff McInnis.
A mio avviso, questo è il giocatore-chiave della svolta: non
è un fuori classe, è dotato di un buon tiro da fuori ma a volte si
intestardisce in giocate personali invece di aiutare la squadra….
La sua presenza in campo, però, ha permesso a coach Silas di
spostare Lebron da ala, permettendogli di “respirare” di più potendo attaccare
il canestro da più vicino….ed i fatti sembrano dargli ragione. Oh,
intendiamoci: non è che il buon Lebron non sia più un playmaker…..ogni volta
che la giocata è importante..chi porta palla ? Ma lui certamente.
Negli spogliatoi, poi, la leadership e l’esperienza di
giocatori come Harris, appunto, e come Eric Snow (un giocatore che ha deciso di
tornare a casa) non potranno che aiutare questa squadra a raggiungere
quell’obiettivo che mi sembra tranquillamente alla loro portata: i play off.
Per il titolo ad est….bè, sinceramente Pacers, Pistons e
Heats mi sembrano ancora meglio attrezzate.
E non dimenticate… I LOVE THIS GAME !!
13 novembre 2004
Avanti il prossimo - 2
di
Fab O'Back
Lo so…sono in ritardassimo……problemi “tecnici”…..
Ci eravamo lasciati con la promessa di analizzare la CENTRAL
DIVISION.
Nel frattempo….è ricominciata la pacchia…..
Troppo presto per esprimere giudizi: Shaq la fa da padrone
ad est (ma qualcuno aveva dubbi??), mentre ad ovest Mihm in maglia giallo-viola
cerca di non farlo rimpiangere…e così ti infila una ventina di punti più tanta,
tanta sostanza……roba che a Boston hanno fatto incetta di aspirina per il mal di
testa…..
In quest’inizio, fatemi spendere due parole per il
ri-ritorno di Zo’ Mourning con la maglia dei NETS: auguri, auguri di cuore.
Ognuno può pensarla come vuole, ma avere la voglia, la tenacia di tornare dopo
un nuovo trapianto di reni…bè, mi lascia senza parole !
Permettetemi però, una tiratina d’orecchi: due partite e già
sembrerebbe aver chiesto di essere ceduto ad una squadra competitiva per il
titolo…..no, così non si fa ! Quando i NETS gli hanno offerto quel po’ po’ di
contratto, non mi sembra che ci fossero in giro molte squadre disposte ad aver
fiducia in lui, a quell’età e con quei problemi…….alla faccia della
riconoscenza !!
Scusate lo sfogo, e veniamo ad analizzare la Central
Division.
Lo scorso anno ci sono andati solo vicino……ma l’obiettivo
rimane quello: diventare campioni ad est ed andare a sfidare l’ovest per
l’ANELLO.
L’inizio è stato positivo: due partite, due vittorie…ma è
troppo presto per trarre delle conclusioni.
L’impressione è che la squadra si conosca a memoria: gli
innesti sono stati pochissimi…praticamente uno: mi riferisco a Stephen Jackson,
acquisito da Atlanta in cambio di Al Harrington. A mio avviso Indiana ha perso
un ragazzo dalle enormi potenzialità ma che aveva bisogno di un minutaggio
maggiore (cosa che avrà ad Atlanta) per potesi esprimere al meglio. In cambio
ai Pacers è arrivato un giocatore che dovrebbe aiutare la squadra sia in difesa
(dove Artest da solo non basta…) sia in attacco, visto che possiede un buon
tiro dal perimetro.
In questo modo coach Carlisle potrebbe far riposare un po’
di più Reggie Miller..o magari potrebbe tentare di farli coesistere: le opzioni
aumenterebbero notevolmente con il gioco dentro di Jermaine O’Neal ed il tiro
mortifero di quei due lì…a cui aggiungere, ovviamente, l’esplosività di Artest
e la “pazzia” cestistica di “The abuser” alias Jamaal Tinsley.
Prima ho scritto che Stephen Jackson “dovrebbe” aiutare la
squadra: il condizionale è d’obbligo visto che il ragazzo, ultimamente, non
abbia proprio tirato con percentuali da favola….
Per il resto, la squadra è la stessa, con un anno di
“conoscenza” in più…ma con i pregi/difetti di sempre: sarà finalmente l’anno di
Jermaine O’Neal MVP….o si bloccherà ancora una volta sul più bello ?
I campioni !
Dopo un’olimpiade in cui le brutte figure non sono
mancate…ed in cui anche lui ha dimostrato di non avere proprio le idee
chiare…coach Brown è pronto ad affrontare questa nuova avventura sicuramente
più difficile della precedente: l’anno scorso hanno stupito tutti con una
grande cavalcata ed una vittoria MERITATISSIMA contro i Lakers; quest’anno sarà
più difficile ripetersi, soprattutto perché tutti vorranno battere i campioni.
Il roster non è molto cambiato: hanno perso Okur che ha
preferito i dollaroni offertigli dai Jazz e (cosa per me più grave) anche
Williamson, che cercava una dimensione più “importante”, stanco forse di essere
considerato il miglior sesto uomo della lega.
Sono arrivati Coleman (??), sul cui apporto in campo nutro
qualche dubbio….ma che coach Brown ha voluto in quanto era uno dei suoi
fedelissimi in quel di Philadelphia; e poi, quello che potrebbe essere uno dei
colpi del mercato: Antonio McDyess. Gli anni ci sono e gli acciacchi pure….ma
se tornerà ad essere a posto fisicamente..ma vi immaginate lui ed i due Wallace
? Roba da stare molto lontani dalla loro area pitturata se si vuole restare
sani……
Un discorso a parte merita Milicic: le mani le ha…..è il
momento di farsi valere o rischia di finire “in naftalina” in una panchina
comunque formidabile come quella dei Pistons.
Un argentino, ora, ce l’hanno anche loro, alias Carlos
Delfino……ma credo che non avrà lo stesso impatto di un certo Manu Ginobili……
Qui mi trovo un po’ in difficoltà: la franchigia
dell’Illinois è in un momento particolare della sua storia. Anche l’ultimo dei
“grandi”, Scottie Pippen, ha scelto di appendere le scarpette al chiodo, e con
lui se n’è andato l’ultimo pezzo di quella grande squadra che furono i Bulls
alla fine degli anni ’90. Il futuro ?
La squadra mi sembra piena di giovani promettenti, a partire
da Kirk Hinrich: ero innamorato di questo ragazzo dai tempi di Kansas, e sono
stato felicissimo di come si è inserito lo scorso anno nella rotazione. A mio
avviso, Kirk è uno di quei leader silenziosi, ma la cui presenza si fa sentire,
eccome ! Certo, non ha ancora “visioni da playmaker” alla Jason Kidd (ma quanti
ce le hanno ?), ma ha una buona difesa e stà migliorando molto al tiro: nella
prima partita, quest’anno, ha già messo a referto 34 punti….vi sembrano pochi ?
Per il resto, tanti volti nuovi dicevamo, a partire da
Andres Nocioni (l’ennesimo argentino), per finire ai rookies Ben Gordon, Luong
Deng, Chris Duhon: la franchigia si aspetta molto da loro che hanno, però,
bisogno di tempo per crescere. A far loro da chioccia alcuni “venerabili” come
Antonio Davis, Eric Piatkwoski e Othella Harrington….e poi la scommessa
Griffin: riuscirà il ragazzo a superare i suoi problemi ed a tornare SOLO un
giocatore di pallacanestro (tra l’altro promettentissimo )?
Termino la mia disamina con un augurio a Frank Williams di
tornare presto e con una segnalazione: occhio a Eddy Curry e Tyson Chandler:
coach Skiles e tutta la dirigenza si aspettano molto da questi due ragazzi.
Un’altra annata in ombra, ed il loro destino mi sembra segnato.
Alla prossima con i Milwaukee Bucks e la Southeast !!
Ah, ovviamente… I LOVE THIS GAME !!
2 ottobre 2004
Avanti il prossimo
di
Fab O'Back
Continua la nostra “chiacchierata” dando un'occhiata alle
squadre per la prossima stagione...
ATLANTIC
DIVISION:
PHILADELPHIA
76ERS:
-------------------------------
Per questa franchigia, secondo me, potrebbe valere il discorso
fatto in precedenza per i Boston Celtics.....o, più semplicemente, potremmo
dire la verità: questa squadra inizia e finisce con lui, “the answer”, alias
Allen Iverson.
Date uno sguardo al roster: a parte “the big dog”, Glenn
Robinson, che comincia ad avere qualche anno di troppo sulle spalle e qualche
infortunio con troppa frequenza; a parte Samuel Dalembert, centro un po'
leggerino, ma dalle buone prospettive; a parte, forse, un paio di altri buoni
giocatori...la squadra si dovrà affidare interamente ad Iverson.
Una situazione un po' strana, non credete? Seguitemi che vi
spiego..................
Per anni Iverson è stato il giocatore franchigia, con i suoi
lati positivi e negativi. Poi.....poi qualcosa
si è rotto: l'anno scorso, sembrava che Allen fosse stufo di rimanere e
Philadelphia aveva cominciato a guardarsi in giro per una possibile trade.
Ora, invece, non solo Iverson è rimasto....ma dovrà cantare
e portare la croce.
Intendiamoci, se trovano l'amalgama ed Allen si esalta, sarà
comunque una squadra rognosa da battere, specialmente al Wachovia Center.
Non mi stupirei di vederli arrivare ai playoff.....ma con
poca strada davanti..........
TORONTO RAPTORS:
-----------------------------
Allora, Vince Carter và o resta ? E se resta, tornerà ad essere
un fattore determinante per la squadra, riportando sul parquet il famoso
“elicottero”...o continuerà a “vivacchiare” tra uno stop e l'altro, come
successo in questi ultimi anni ?
Ecco, azzeccate queste risposte ed avrete capito tutto di
quel che succederà alla franchigia canadese.
Intendiamoci, almeno sulla carta la squadra non mi dispiace
nemmeno: c'è il talento pazzo di Jalen Rose (ah, se avesse avuto una capoccia
sana, che carriera avrebbe avuto questo ragazzo); c'è l'esplosività di gente
come Morris Peterson e Jerome Moiso; l'esperienza di gente come Alvin Williams,
Donyell Marshall, Corie Blount...ma soprattutto c'è quel giocatore che trovo
fantastico in prospettiva (dategli solo qualche muscolo in più...e soprattutto,
fatelo giocare da ala e non da centro...): avete capito, stò parlando di Chris
Bosh.
Al suo primo anno, ha fatto vedere cose fantastiche,
giocando da centro...e finchè la fatica non si è fatta sentire....secondo me,
quest'anno farà ancora meglio.
Sul mercato, Toronto si è assicurata Rafer Alston da Miami:
giocatore da playground, ma che nella franchigia ora di Shaq ha fatto vedere di
essere molto maturato.
E quindi torniamo al problema principale: e Carter ?
E' vero, Vince è (o dovrebbe essere) l'uomo franchigia...ma
lui vuole vincere....e la squadra non lo sopporta più, diciamoci la verità !!
Si era parlato di Dallas...si è accennato ad uno scambio con Marbury dei Knicks
(e se mi dovessi giocare un dollaro, punterei su quest'opzione)....ma non so
chi si prenderebbe ora questo rischio......
Certo è che qualcuno in Canada si starà maledendo per aver
deciso di tenere il cugino sbagliato....
(per chi non lo sapesse, quello che mandarono via è un certo
Tracy McGrady).
Alla prossima, con la CENTRAL DIVISION !!!!!!!!!!
19 settembre 2004
Lavori in corso
di
Fab O'Back
L'estate è passata...ed eccoci nuovamente qui in trepida
attesa per l'inizio della nuova stagione...
Non c'è che dire: un “mercato” così importante erano anni
che non lo vedevo...ed ancora qualcosa deve succedere. Attenzione a Vince
Carter ed a Jason Kidd, due giocatori in cerca di vittorie e quindi propensi a
lasciare le proprie franchigie.....
Ma diamo un'occhiata alla nuova NBA che andremo a
“gustarci”, iniziando dall'ATLANTIC DIVISION...
BOSTON CELTIC:
-----------------------
Lo ammetto: non è che abbia capito la logica di
Dannie Ainge......
Credo che tutto dipenderà da “The glove”, alias Gary Payton:
dopo 14 anni di NBA passati ad ovest, non mi sembra che abbia tutta questa
voglia di rimettersi in gioco e, soprattutto, Boston si ritroverebbe un
giocatore per certi versi “spremuto” e senza stimoli.
E' vero che ad est di playmaker “eccezionali” (soprattutto
se Jason Kidd cambiasse conference) non ce ne sono molti e quindi Gary avrebbe
molte partite in cui riposarsi.....ma non credo che si accontenterà di fare da
chioccia ai vari Marcus Banks...
Su Fox, non credo servano molti commenti, visto che propende
per il ritiro.....mentre Gugliotta può portare un po' d'esperienza nell'area
“pitturata”.
I miei dubbi ce li ho sulla leadership in campo......Paul
Pierce sarà pronto a prendersi la squadra sulle spalle ? Sinceramente, è una
mia opinione, sono anni che seguo questo ragazzo: tecnicamente non si discute,
ma in quanto a leadership, non ci siamo proprio.
Nella famosa “battaglia” contro i Nets di 3 anni fa......il
leader anche nei timeout era Antoine Walker, non lui.....
Semplicemente credo che Boston abbia fatto male i calcoli:
in una franchigia da ricostruire, secondo loro, Walker e Pierce insieme erano
un lusso che non potevano permettersi....ed hanno scommesso sul più giovane e
su quello che dava più margini di miglioramento.
Il problema è che da quella separazione, Pierce ha iniziato
una parabola discendente e la squadra che ha intorno certo non lo aiuta.
E poi....mi spiegate che ci faccio con Ricky Davis se ho già
Paul Pierce ???
Insomma, non sarà contento il mio migliore amico
(tifosissimo dei verdi) ma la vedo mooolto dura per i prossimi anni..........
NEW
JERSEY NETS:
----------------------------
Lo sapete, sono la mia squadra del cuore (per via di mia zia
di Jersey City).
E' stato già un colpo sapere che da qui a 5 anni andranno a
Brooklyn......a questo aggiungete l'avvento di Mr Ratner e la scelta che è
stata fatta di ricominciare.
Dopo anni bui e sfortunati (vedi la morte improvvisa di
Drazen Petrovic), New Jersey aveva avuto un bel colpo di fortuna: Kidd litiga
con la moglie a Phoenix che chiama la polizia......ed ecco Jasone a East
Rutherford con Marbury che fa il viaggio inverso......
A questo aggiungete una'ottima scelta che si è rivelata
Kenyon Martin ed un'ottima operazione di mercato che ha portato Richard
Jefferson alla franchigia della palude......
Non credevo ai miei occhi: negli ultimi 3 anni, per due
volte in finale per l'anello, con la seria possibilità di vincerlo contro San
Antonio......e poi.......finita la festa, si vende !!!
Mi sono già espresso: da tifoso sono deluso, ma dietro ai
movimenti di Ratner/Thorn vedo una logica; bisognava tagliare i costi....e la
squadra così com'era aveva bisogno di rinforzi che la nuova proprietà non
poteva permettersi, soprattutto dopo il fallimento dell'operazione Mourning.
Quindi, invece di vivacchiare fino ai playoff per gli anni a
venire, hanno scelto di ricominciare, puntando a prime scelte future e ad
aumentare spazio salariale per attirare futuri free agent.
Ovviamente, in quest'ottica, LUI non può restare: mi
riferisco al mio idolo, all'uomo a cui porterei il borsone, al tizio che ho
sempre cercato (schifosamente) di imitare ogni volta che indossavo pantaloncini
e canottiera sui campi di tutt'Italia: Jason Kidd.
L'età si fa sentire, gli infortuni anche....e Jasone ha
capito che gli sono rimasti forse un paio d'anni ad alti livelli in cui cercare
di vincere qualcosa, prima di “vivacchiare” di qua o di là.
In quest'ottica, come dicevo, ai Nets non può restare, ed
allora ?
Si era parlato di Dallas (con Terry in New Jersey), ora di
Portland oppure Minnesota......
Non credo molto alla trade con la franchigia dell'Oregon
(Kidd di là e Abdur-Rahim di qua): l'ala forte vuole giocare sì, ma ad alti
livelli: senza Kidd, New Jersey avrebbe una squadra che punterebbe alla
lotteria e non credo che questa prospettiva gli piacerebbe......
Più probabile uno scambio con Minnesota (ma vi immaginate
Kidd sano insieme a Sprewell ed a Garnett ???) con Cassell ed Ervin Johnson ai
Nets, Kidd ai Timberwolves, Kurt Thomas ai Nets e Wally Sczerbiak da Minnesota
ed Aaron Williams da New Jersey per i Knicks.
Fantabasket ? Il tempo ce lo dirà.......
Squadra comunque che potrebbe arrivare ai playoff...ma senza
fare molta strada.........Cassell comincia ad essere un po' logoro, ma sa far
girare la squadra e poi ha anche punti nelle mani....
NEW YORK
KNICKS:
-----------------------------
Ovvero...Isiah Thomas e la sua volontà di costruire una
squadra vincente a New York City.
Le ha provate tutte: prima ha cercato di convincere Kobe,
poi ci ha provato con Dampier.....ora fa gli occhioni dolci a Vince Carter,
vedendo in lui l'uomo giusto per far riaccendere la passione dei fan.....e
visti i vuoti del Madison, se ne sentirebbe veramente il bisogno.
Aveva iniziato il mercato alla grande, prendendo Brewer da
Indiana ma, soprattutto, Jamal Crawford da Chicago: questo potrebbe essere uno
dei colpi dell'estate.
Questo ragazzo, insieme a Marbury, potrebbe rappresentare
uno delle coppie di guardie più esplosive di tutta la lega: con Jamal accanto,
Stephon potrebbe essere libero dai compiti di regia che, secondo me, poco gli
si addicono (vedi anche figuraccia alle Olimpiadi).
Intendiamoci, tra i due potrebbe nascere un brutto dualismo,
in particolare se anche Houston tornerà a dare il suo contributo, una volta
liberatosi dagli infortuni che lo hanno assillato per tutta la scorsa stagione.
Nel caso di “attrito” tra le due star, saranno Isiah Thomas
e coach Wilkens a dover dare delle “priorità”: personalmente, nessun
dubbio.....dentro Crawford e fuori Marbury...gran giocatore ma meno
uomo-squadra dell'altro.
E' per questo motivo che Toronto stà provando a forzare la
mano: Vincredible a New York e Marbury nuova stella della franchigia canadese.
Fino ad oggi Isiah ha sempre rispedito indietro questa proposta, ma più per un
motivo commerciale che tecnico: Marbury è il ragazzo cresciuto nel ghetto che
torna a casa da star. Alle sue prime partite al Madison si è presentata tutta la
sua “combriccola”...e le magliette ed i gadgets con il suo nome vanno alla
grande.....
Solo per questo, secondo me, Thomas ci stà pensando.........
Per il resto, la squadra non si è migliorata poi di molto, o
almeno non sufficientemente per dare fastidio ad Indiana o a Detroit: Tim
Thomas deve ancora dimostrare di essere un campione.
Per ora, tra Milwaukee e New York si è fatto “apprezzare”
solo per le sue parole...quanto ad altro....
Sotto canestro, poi, via anche Mutombo (ora a Houston via
Chicago).....andato a vuoto il tentativo per Dampier (proprio quello che
serviva)...Vin Baker non può bastare, sperando che anche Mohammed si
svegli........
In questo ultimi giorni si parla di questa trade con Nets e
Timberwolves: alla corte di coach Wilkens arriverebbero Wally Sczerbiak e Aaron
Williams, uno che un campione non è...ma che nell'area pitturata si fa sentire,
eccome.
In attesa, quindi, degli ultimi “colpi”, me la caverei con
una battuta: molto rumore per nulla.......
19 luglio 2004
I nuovi equilibri
di
Fab O'Back
Come preannunciato....quest'estate sarà molto calda per il
mercato NBA.
Di T-Mac e di Steve “The franchise” abbiamo già
parlato...anzi, sembra ormai che stiamo parlando di qualcosa accaduta anni-luce
fa.
Anche la scelta di Steve Nash di andare a fare “la chioccia”
a Phoenix passa in secondo piano...così come la trade che ha visto Stephen
Jackson lasciare Atlanta per Indiana, ed Al Harrington fare il percorso
inverso....
Negli ultimi giorni, invece, è successo
l'incredibile....l'imponderabile...cioè quello che ormai tutti si aspettavano:
Shaquille ha salutato la franchigia di Hollywood, mentre il suo “caro amico”
Kobe ha ovviamente deciso di restare...visto che la sua leadership non sarà più
messa in discussione né da quello “grande e grosso”....nè da quello con la sua
filosofia zen......
Scelta giusta quella di Kobe ? Visto con la sua
ottica...direi di sì: nel roster non c'è un'altra figura con così tanto potere
a L.A. (né Malone, se resta, né Payton se resta....e né Odom che arriva..); in più il nuovo coach Tomjanovic, non credo che cercherà di
inimicarsi la sua stella: per prima cosa non è quel tipo di coach, e poi è
appena rientrato nel giro ed in una panchina di una certa importanza.....e
quindi non correrà il rischio di mandare tutto al diavolo per qualche bizza del
suo “nuovo” numero 8.
La squadra è da completare certo: così com'è adesso, è un
po' leggerina sotto, soprattutto se anche il postino dovesse dirigersi verso
altri lidi: Grant fisicamente non è più una garanzia...soprattutto arrivati ai
playoff; Odom è fantastico (secondo me) ma se gioca da 4 in una partita
“fisica”...qualcosa ci perde sicuramente. Non mi stupirei, sinceramente, di
vedere in gialloviola gente come Dampier o come Mihm.....vedremo.....
Per quanto riguarda Shaquille, invece, ci siamo tutti un po'
stupiti per la sua scelta di andare agli Heat: dalle sue dichiarazioni,
sembrava che volesse andare solo in una squadra da subito competitiva per il
titolo...e quindi Dallas o Sacramento...o Indiana, al limite.
Per vari problemi, non ultimi le contropartite tecniche ed
economiche, questi tentativi di trade sono miseramente falliti.....fino a
quando non si è presentato un certo Pat Riley....che di gialloviola ne ha visto
parecchio nella sua vita. Due chiacchiere informali, una battutina...ed ecco la
trade del secolo...o giù di lì ??!!!
Ora ci sono due correnti di pensiero: fessi gli Heat e bravi
a L.A......o viceversa......
Secondo me...dipende dai progetti e dalle aspettative, ma
andiamo con ordine........
I Lakers sapevano che ormai la situazione non era più
sostenibile tra Shaq e Kobe....ed hanno fatto la scelta più logica: mi tengo il
più giovane, il più “spettacolare” e soprattutto cerco di monetizzare (in
termini di giocatori) dalla cessione del “vecchietto” sotto contratto....
A mio avviso l'ago della bilancia sarà Lamarvellous: se
continuerà ad esprimersi sugli stessi livelli di gioco dell'ultimo anno, lui e
Kobe saranno una coppia assolutamente spettacolare, di quelle per cui paghi il
biglietto solo per vederle......
Dal punto di vista degli Heat, invece, questa trade dovrebbe
spostare molti equilibri ad est: uso il condizionale perchè, secondo me, dopo
questo scambio, la franchigia di Miami dipenderà ancora di più da Jones. In
sostanza, Shaq – Wade da soli non basta per battere Detroit e/o
Indiana.......
Certo Shaq, andando ad est, ha allungato la sua carriera di
almeno altri due/tre anni ad alti livelli....e potrebbe perfino presentarsi ai
playoff fresco e riposato....
..ma in questo modo Miami ha perso due giocatori che
avrebbero forse non dominato la lega...ma che sarebbero stati sicuri
protagonisti per più di due/tre anni......ma sotto ci potrebbe essere altro....
Voci di “corridoio” parlano di una proprietà degli Heat
stufa di “partecipare” e basta...e che cominciava a pensare di cambiare modo e
forma di investimento......
La mossa Shaq potrebbe essere l'ultimo tentativo per
arrivare all'anello (o almeno molto vicino) in tempi stretti.....come al solito
il tempo ci dirà chi ha ragione.....
In ultimo, parliamo della trade che mi è più a cuore,
essendo io un tifoso dei Nets: Martin a Denver in cambio di tre prime scelte
future......
La prendo alla lontana: Martin è uno antipatico, uno
sbruffone, uno che parla troppo...è vero...ma guardiamo quello che ha fatto per
la franchigia: scelto nel 2000, ha passato il primo anno praticamente
infortunato...poi ha preso per mano la squadra diventando il miglior
rimbalzista, il miglior difensore-stoppatore ed imparando (piano piano, eh)
anche ad essere un realizzatore.
E' stato scelto per il team USA....è stato selezionato come
ALL-STAR...insomma non parliamo di un pippone assoluto.....
Denver acquisisce quella cattiveria che gli mancava a certi
livelli: lì Martin non dovrà occuparsi tantissimo di fare punti...quanto di
evitarli, ed in questo può diventare veramente un grosso specialista.....
Detto questo, non resta che recitare il deprufundis per una
franchigia che aveva invece dato incredibili segni di vita negli ultimi due
anni....a meno che.........non sia ancora un colpo da maestro di Mr Rod Thorn.
Tranquilli, non sono impazzito e non ho nemmeno preso un colpo di
sole....abbiate pazienza di seguire il mio ragionamento.
I Nets hanno un obiettivo problema salariale, anche in
funzione del prossimo anno quando anche Richard Jefferson busserà per un
contratto migliore. La trade di Martin, quindi, fa capire come la società punti
molto su questo ragazzo, in brevissimo tempo diventato già la principale “bocca
di fuoco” di New Jersey/Brooklyn, e destinato ad una carriera folgorante.
In questo caso, comunque, il fattore tempo era determinante:
fino all'ultimo, secondo me, i Nets hanno aspettato di vedere cosa succedeva a
sud, direzione Florida.
Una volta che Shaquille si è accasato presso gli Heat, lo
scenario era chiaro: almeno per un paio d'anni, l'Eastern Conference dovrebbe
essere territorio di caccia dei Pistons, degli Heats e dei Pacers e quindi i Nets hanno deciso di liberare spazio salariale, e
di attrezzarsi per il futuro con tre prime scelte nei prossimi anni, con la
possibilità addirittura di trovarsi con la prima scelta assoluta per più di una
volta......
Personalmente sono dispiaciuto che Martin sia andato via,
perchè è comunque un segnale di resa: ma meglio così che ricevere in cambio
Nenè o Boykins: con tutto il rispetto per questi due ottimi giocatori, non
sarebbero certo stati quelli che avrebbero spostato gli equilibri.
Il futuro ci attende (a noi Nets) e che Dio ce la mandi
buona !!!
Nel frattempo... I LOVE THIS GAME !!
5 luglio 2004
Gente che và . . .
di
Fab O'Back
Ci siamo…..un’altra stagione è stata archiviata con la
vittoria “a sorpresa” dei nuovi bad boys…un altro draft se ne è andato (niente
a che vedere, comunque, con quello dello scorso anno)….ma ci aspetta un’estate
“calda” forse la più interessante di questi ultimi anni.
Molte sono le stelle che se ne sono andate dalle proprie
squadre o che minacciano di farlo: a mio avviso, ne vedremo ancora delle belle.
Ma andiamo con ordine…..
Aveva iniziato tutto (tanto per cambiare) quel mattacchione
di Cuban per i suoi Dallas: dentro Jerry Stackhouse, Christian Laettner (della
serie a volte ritornano…) e spiccioli da Washington, in cambio “solo” di Antawn
Jamison…Bè, se restasse tutto così il “colpo”, secondo me, lo avrebbero fatto i
Wizards. Jamison è stato sicuramente il miglior sesto uomo della lega: è
giovane, ha ottimi colpi d’attacco, ha la testa sulle spalle ed è (al contrario
di Stackhouse) un vero uomo-squadra.
Dal punto di vista di Dallas (se da quella parte si usasse
la logica, ogni tanto) questo scenario dovrebbe precedere altre e più succose
trades, leggasi Shaquille O’Neal.
E mentre tutti siamo lì a studiare, cercare di leggere tra
le righe delle varie dichiarazioni…..un certo Steve Nash dice addio anche lui a
Dallas e ritorna a Phoenix (ma allora…a volte ritornano sul serio…). Ed ora ???
Il vostro “esperto” vi dice…boh ?
In quella franchigia le scelte sono sempre state
“particolari”…a meno che non abbia ragione mia zia che vive a Jersey City:
prima della chiusura dei giochi, con la sicurezza che anche Shaq sia della
partita, Kidd dirà addio ai New Jersey/Brooklyn Nets e tornerà (eccone un
altro) in Texas…oh, vi voglio avvisare: in genere mia zia le becca tutte !!
Per Phoenix, Nash è proprio quello che gli serve: è un
all-star, ha esperienza, è un leader carismatico ed ha molta esperienza: una
chioccia ideale per i molti giovani di coach D’Antoni.
Certo, il sogno resta Kobe….ma credo che abbiano la
sensazione che non si muoverà di lì…..
Ma sì, facciamo un salto nella franchigia più chiacchierata
della lega: Shaq và via o resta ? E Kobe ? Malone si ritira veramente ? E
l’allenatore ?
Piano, piano…la mia impressione è che tutte queste cose
siano legate tra di loro: Shaq sembrerebbe aver deciso di andarsene, visto che
ritiene che Kobe sia il vero “cocco di mamma L.A.”. Forse andrà a Dallas, forse
a Sacramento, ma il suo intento è di andare in una squadra già competitiva per
il titolo (goodbye, quindi, a Clippers, Warriors, ecc…). Altri scenari sono
improponibili, come la voce che voleva i Nets interessati: da tifoso sarei
felice, certo…..ma per averlo si dovrebbe dar via mezza squadra (quella buona,
per intenderci…).
Anche Kobe voleva andar via….ma per lui la cosa più
importante è che vuole essere in campo e fuori il vero CAPO. Le sue ultime
dichiarazioni sono, però, un po’ contraddittorie: dice di voler giocare in una
squadra di giovani (indizio pro Phoenix) ma poi sponsorizza coach K da Duke per
i suoi Lakers come condizione primaria per rifirmare.
Posto anche che arrivi, dove sono i giovani a L.A. ? Si
Rush, certo, ma poi ci sono ancora (al momento) Fisher, Payton, Russell, Fox
per non parlare di Malone se non si ritira…..quindi ?
Per quanto riguarda coach K, devo dire che l’idea mi
affascina: è abituato alle pressioni, visto dove allenava, è sufficientemente
un “duro” ma sa anche dialogare con i giocatori.
Secondo me, se Los Angeles svecchierà il roster, è in
assoluto la scelta migliore che potessero fare, altrimenti avrei messo lì
Tomjanovic.
Infine, veniamo al RIBALTONE Mc Grady/Francis.
Dal punto di vista di Orlando, è l’ennesima ricostruzione:
in quest’ottica và, secondo me, interpretata la scelta al draft: Howard può
diventare in prospettiva devastante e credo che Orlando non si sia
completamente fidata della schiena di Okafor. Da Grant Hill in poi, la
dirigenza è terrorizzata da giocatori che non sembrino completamente integri.
Ad Orlando, inoltre, Francis dovrebbe essere libero dai
compiti di regia e quindi tornare ad essere un creatore/realizzatore come a
Houston prima dell’era Van Gundy. Voci di corridoio, comunque, parlano di una
volontà del giocatore di non restare in Florida….ma non ci credo molto.
Dal punto di vista di Houston, invece, l’intento è chiaro:
vincere l’anello.
Lo so, lo so: tutti già paragonano il duo Tracy/Yao al ben
più noto Kobe/Shaq. A mio modesto parere tecnicamente le due coppie non si
assomigliano nemmeno un po’.
Tracy Mc Grady è indiscutibilmente tra i primi 3 della lega:
in attacco è assolutamente devastante, ma è anche tra le poche stelle ad
accettare tranquillamente di non prendere un tiro a favore di un compagno
meglio piazzato (per intendersi…tutto il contrario di Steve “The Franchise”).
In questo modo a Houston sperano che Yao Ming venga più
coinvolto in attacco, convinti come sono che da qui 10 anni sarà lui il vero
centro devastante della lega.
Problema (eh già, perché ci sarebbe un problema): il leader
della squadra ?
Prima c’era Steve….ma con l’avvento di Van Gundy,
sembrerebbe il coach il vero, unico ed indiscusso leader nello
spogliatoio…..per il sottoscritto sono tutte balle…
Tutti i giocatori (o come me gli ex giocatori) sanno
benissimo che per quanto il coach possa essere un duro, in campo non può
andare: quale sarà il giocatore su cui fare affidamento?
Il cinesone ? Ma dai…..McGrady ? Forse….ma attenzione al suo
soprannome..”The big sleeper”.
Proprio questo, alla lunga potrebbe diventare un
problema…..ma se invece l’amalgama funziona, e quei due giocano come sanno…..la
stagione 2004/05 è andata…..
Comunque non c’è dubbio: I LOVE THIS GAME !!
20 giugno 2004
Scusate il ritardo
di
Fab O'Back
E già, ormai anche questa stagione NBA và archiviata: i
Pistons battono 4-1 i Lakers e si aggiudicano il tanto agognato anello.
In questi giorni ho sentito dire tante cose…..paragonare
questa sorpresa con “storiche” vittorie degli anni ’60 nel baseball e nel
football….ma nello sport, secondo me, si vince per merito…e Detroit questo
titolo se l’è veramente meritata.
Certo, io stesso ad inizio serie avevo
pronosticato i Lakers: complessivamente mi sembravano meglio attrezzati,
soprattutto per quanto riguarda l’esperienza, fondamentale in queste partite.
Invece i giallo-viola sono stati letteralmente spazzati via:
è un 4-1 che ha lo stesso valore di un 4-0 se pensiamo al “miracolo” di Kobe
Bryant in Gara2. Certo, nessuno se lo sarebbe aspettato, ma il campo non mente
mai…..
Nel mio precedente articolo avevo sottolineato i “demeriti”
dei Lakers. Con questo non voglio assolutamente dire che per i Pistons è stato
facile….ma dall’altra parte non c’è stata quasi alcuna opposizione……come ce lo
spiegamo ?
Se vi ricordate, in fase di presentazione dei playoff avevo
detto che se a Los Angeles tutti avessero giocato come Squadra, si sarebbe
dovuto fare i conti con loro per il titolo.
Le serie contro San Antonio e
contro Minnesota avevano dato questo segnale: punti decisivi dalla panchina,
polemiche assopite….e tutti con lo sguardo da tigre.
Poi, si arriva alla FINALE
e…..BUM !!! il giocattolo si rompe (ed anche Malone) e tutti a casa con musi
lunghi. Scusate se vado giù duro…ma quello che ci hanno fatto vedere i Lakers
in finale è uno spot CONTRO il gioco di squadra, tutto il contrario dei Pistons
che, infatti, hanno vinto.
Nessun aiuto o , comunque, tardivo. Giocatori (anche di un
certo valore contrattuale) che passavano i tiri e poi scelte a dir poco “cervellotiche”
di coach Jackson (Fisher che marca Hamilton ??? ma dai….).
E nei timeout ? Chi
guardava di qua…..chi guardava di là (soprattutto le stelle)…..ma nessuno che
si guardava dritto negli occhi.
Forse la dirigenza di L.A. dovrebbe
semplicemente prendere atto che è la fine di un ciclo…che ormai certi giocatori
si “odiano” troppo per riuscire ad essere produttivi INSIEME.
Cosa succederà ?
Mah, la logica direbbe via Payton, via Jackson, e via uno tra Kobe e Shaq, con
Malone grosso punto interrogativo…ma non sempre in California si fanno le cose
secondo logica…..!
Ma veniamo ai vincitori, i Detroit Pistons !!
Sono tornati i
“bad boys” !!
Titolo scontato, eh ? Avete ragione…..Scherzi a parte, grossi
meriti a coach Brown: lo ammetto (e forse ve l’ho già detto), mi è cordialmente
antipatico da sempre…..ma pochi conoscono questo gioco come lui.
Ha fatto un grosso lavoro con Billups, facendogli capire che
poteva essere un regista-realizzatore e quindi di non “accontentarsi” di fare
la guardia tiratrice; ha galvanizzato Hamilton…a tratti veramente
immarcabile….ed ha anche tenuto sotto controllo un tipetto per niente
tranquillo come Rasheed Wallace.
Vedere Rasheed così coinvolto nelle sorti
della squadra e dei suoi compagni, vederlo così umile da accettare la panchina
per lunghi tratti: è vero che eravamo in finale….ma lo stesso atteggiamento lo
ha tenuto durante tutti i playoff.
Ditemi voi se è lo stesso comportamento che
aveva a Portland….
La panchina, poi è stata incredibile: chiunque entrava dava
una mano stoppando, difendendo, tirando, recuperando palloni su
palloni…..Billups è stato meritatamente MVP (anche alla faccia mia che l’ho
sempre criticato) ma tutta la squadra si è espressa da 8…Milicic a parte…ma di
questo ne parleremo un’altra volta.
Certo, la squadra ha rischiato di uscire
(sfida con I NETS)..ma proprio eliminando la franchigia di New Jersey due volte
campione ad est…e che lo scorso anno li aveva eliminati con un secco 4-0….ecco,
proprio quella vittoria, per me, è stata la chiave di tutto.
I giocatori hanno capito che i campioni potevano e dovevano
essere loro.
Non ci sarà mai la controprova, ma provate a risolvere
questo quesito: Larry Brown avrebbe vinto questo titolo con i Detroit dello
scorso anno senza Rasheed ? oppure…Rick Carlisle, avrebbe vinto il titolo con
questa squadra con Rasheed appunto ?
Io un’idea ce l’ho….ma ve lo dico…alla prossima.
Ah,dimenticavo…è ufficiale: I LOVE THIS GAME!!!!
13 giugno 2004
Cattivi ragazzi
di
Fab O'Back
Lo sò, pensate che mi riferisca
ai Pistons, notoriamente conosciuti come i “bad boys”….
Certo, sono in vantaggio 2-1
nella serie (e poteva essere 3 – 0) e sono da molti indicati come i sicuri
vincitori del titolo….ma, per la verità, mi riferisco a quelli dei Lakers (tra
staff e giocatori) che fino ad ora si meritano una bella insufficienza.
Ma andiamo con ordine……
E’ facile dire che questa sfida
si sarebbe giocata sicuramente con gli scontri diretti: Payton/Billups,
Hamilton/Bryant…..ecc…..Forse una l’avevamo (incluso il sottoscritto)
sottovalutata: quella tra gli allenatori, Phil Jackson per i Lakers e Larry
Brown per i Pistons.
Ecco il primo “cattivo ragazzo”:
Phil Jackson è sembrato sorpreso dalle mosse dell’altro, in particolare da quella
di “rispolverare” Elden Campbell per fare una staffetta Wallace/Wallace e
Okur/Campbell, appunto. Bisogna riconoscere che Malone è praticamente a
pezzi….ma Shaquille da solo lì sotto non ce la può fare. E poi….va bene lo
zen….ma quello dall’altra parte sembra indiavolato…strilla, incita,
suggerisce…addirittura segue il suo playmaker continuando a parlare ben due
metri dentro il campo e lui ?? Seduto…addirittura sembra infastidito quando
deve chiamare un time out per bloccare la valanga…..Non sempre ci può essere
San Kobe a fare il miracolo.
Se anche gara 4 và come le
altre…temo che i Lakers dovranno dire addio all’anello.
Un altro“cattivo ragazzo” fino
ad ora è sicuramente Payton…addirittura un fantasma se lo paragoniamo al
giocatore che tutti conosciamo. Vi avevo detto che Billups è più prestante
fisicamente ed anche più attaccante, ma mi aspettavo da “The Glove” tutta
un’altra serie: dopotutto la sua arma in più doveva essere l’esperienza…invece
si lascia mettere sotto come un pivellino...
Kobe e Shaquille il loro dovere
(più o meno) lo stanno facendo: certo gara3 di Bryant è da dimenticare….ma
ricordiamoci quello che ha fatto in gara2; anche Shaq lotta…ma stavolta oltre a
Ben e Rasheed, ci sono messi anche Okur e Campbell ? Mancherebbe solo Milicic che
entra e gli stoppa il tiro decisivo….e poi le ho viste tutte !!
Anche su Malone non mi và di
esprimere un giudizio negativo: è in campo solo per la voglia che ha di
prendersi quell’anello, ma non è nemmeno il lontano parente di quello che ha
dominato mentalmente e fisicamente Tim Duncan…..quindi, le altre insufficienze
sono da dare a Devean George ed alla panchina Lakers. Il primo non riesce ad
incidere né difensivamente, né in attacco (e questo è sempre stato il suo
limite), mentre le riserve giallo-viola ( a parte qualche sprazzo di Luke
Walton e di Kareem Rush) stanno perdendo drammaticamente il confronto con i
loro colleghi di Detroit .
Di Campbell ed Okur ho già
parlato…ma che dire dell’intensità, dell’abnegazione e della voglia di vincere
dimostrata in campo da gente come Corliss Williamson e Lindsey Hunter ?
Il linguaggio del corpo parla
chiaro, ve l’ho detto: o i Lakers capiscono che devono gettarsi nel fango e
lottare su ogni pallone…oppure anche stavolta…avrò sbagliato il pronostico !!!
Per ora ciao a tutti e a ncora una volta..I LOVE THIS
GAME !!
7 giugno 2004
I Signori dell'Anello
di
Fab O'Back
E così ci siamo…..una volta tanto il sottoscritto indovina
il pronostico…..ed ora ?
Bè, se proprio me lo chiedete, dico Lakers….ma non sarà una
passeggiata come due anni fa con i Nets. Perché ? Abbiate pazienza di leggere
un po’ più in basso……
WESTERN
CONFERENCE: LOS ANGELES LAKERS
Si è infranto contro il muro giallo-viola, il sogno di
Garnett di vincere il suo primo titolo.
Purtroppo per lui, Sam Cassell si è infortunato sul più
bello.
Probabilmente, anche con Sam I am al 100%, il titolo ad
ovest sarebbe andato ai Lakers….ma forse con un po’ di suspance in più. Il
grosso problema, come già vi avevo accennato, è stato contrastare Shaquille
O’Neal: né Olowokandi, né Johnson…..né tutti gli altri che si sono alternati
hanno potuto “infastidirlo”, impegnandolo in attacco e contrastandolo in
difesa…e quindi…..titolo ai Lakers ed arrivederci all’anno prossimo.
Intendiamoci, non è che Kobe Bryant, Karl Malone, Devean Gorge e gli altri
abbiano solo guardato, anzi; ma la sfida secondo me determinante si è giocata
sotto canestro.
Dopo tutto ve lo avevo detto: Kevin Garnett non può sempre
attaccare, correre in difesa e saltare al rimbalzo ed in più essere lucido nei
momenti cruciali…..altrimenti oltre al titolo di MVP, dovrebbero assegnargli
anche quello di ROBOCOP…..
Per le volpi, ora, arriverà il momento di decidere:
continuare l’assalto al titolo (quindi trattenere Sprewell e cercare un centro
almeno decente) o “accontentarsi” ? Se la scelta fosse questa……occhio alle
decisioni di “The revolution”……
Ma andiamo in casa dei vincenti: fateci caso, dalla serie
vinta con San Antonio…sembra che tutti in squadra si amino. Già, mi vedo
proprio Payton che invia un mazzo di rose a Phil Jackson…oppure Shaq che balla
un valzer con Kobe…..
Forse si potrebbe parlare di tregua armata…ma questa è la
loro arma: hanno tutti troppa esperienza per non capire che, arrivati a questo
punto, tutti ( e sottolineo tutti) devono dare il loro contributo per
aggiungere un altro trofeo in bacheca, soprattutto contro la squadra di Larry
Brown.
Vedo Payton ancora in difficoltà, ma finalmente anche la
panchina comincia a dare un contributo importante e proprio questo potrebbe
fare la differenza contro i nuovi “bad boys”.
EASTERN CONFERENCE: DETROIT PISTONS
Sorpresi ? Ad essere sinceri io no. Potete controllare i
precedenti articoli, ma ho sempre avuto grossi dubbi su Indiana. Grande coach,
per carità…un all star come Jermaine O’Neal, un “duro” come Ron Artest….un
vecchio marpione come Reggie Miller……e poi una serie di giovani promesse o di
vecchie speranze (Foster e Croshere, tanto per fare un esempio).
Eppure…qualcosa non mi convinceva anche durante la stagione
regolare, tra l’altro stravinta dai Pacers. Non voglio ripetermi né
annoiarvi….ma quello che è successo lo avete visto.
E’ vero, O’Neal è arrivato alle sfide decisive praticamente
a pezzi e questo bisogna riconoscerlo….ma non è ancora il trascinatore che
dovrebbe essere.
Diciamoci la verità: lui stà ad Indiana come Garnett a
Minnesota. Ma l’influenza dei due sui compagni di squadra è completamente
diversa. Avete visto gli sguardi di fuoco dell’MVP a compagni e coach ? Nei
Pacers, invece, chi và a rimproverare…è Artest…..ma così toglie importanza
all’altro. E poi, c’è Miller: la Conseco è casa sua…lì comanda lui. Nello spogliatoio
è lui che decide i posti, in pratica…..e questo la squadra lo sente.
Insomma o O’Neal inizia a fare la voce grossa (con i
compagni, mica solo con la stampa) oppure lui sarà sempre un campionissimo ma
senza influenza, almeno fino a quando resteranno Miller ed Artest.
A proposito di quest’ultimo: era così voglioso di trascinare
la squadra che ha fatto l’errore opposto….Specialmente in attacco (dove ha
sempre sofferto) è finito fuori giri,
favorendo i Pistons.
Per la cabina di regia, Tinsley da rivedere (magari
sano)….ma un dubbio mi resta ? Tanti minuti a Johnson…ma siamo sicuri che Kenny
Anderson sia un giocatore finito ?
Ma veniamo, anche qui, ai vincitori: l’impatto dei
Wallace è stato devastante, certo, ma
una particolare mensione và fatta a Rip Hamilton. E’ lui il vero trascinatore
della squadra, “la bocca da fuoco”, il terminale offensivo. A tratti è sembrato
assolutamente immarcabile e, comunque, stà giocando alla grandissima
dall’inizio dei playoff. Giuro che non me lo sarei mai aspettato.
Ho sempre pensato di lui (anche ai tempi di Washington) che
fosse un ottimo giocatore con buoni colpi in attacco…ma che non sarebbe mai
stato determinante.
Ecco…ho perso un’altra buona occasione per starmene zitto !
Invece, ora, sono proprio curioso di vedere come e con chi
Los Angeles tenterà di marcarlo: Kobe, a mio avviso, non è adatto….forse Gorge,
ma Hamilton ha più mobilità.
Sicuramente questa sarà una sfida chiave per la serie….oltre
alle normali Rasheed/Malone e Ben/Shaq. Un’altra sfida importante sarà quella
Payton/Billups: quest’ultimo è sicuramente più forte fisicamente ed è anche
piuù “attaccante”; soffre, però, quando viene attaccato in velocità.
Payton, da questo punto di vista, mi sembra perdente….ma
occhio alla sua straordinaria esperienza.
In sostanza credo che sarà una sfida avvincente, magari
risolta da singoli episodi.
Restate in contatto, allora e non dimenticate: I LOVE THIS
GAME !
1 giugno 2004
Le finali
di
Fab O'Back
Al momento in cui scrivo, sono ancora in svolgimento le
finali di conference…ma direi che un’idea ce la siamo già fatta, no ? Ma
vediamole una per una…..
WESTERN CONFERENCE:
MINNESOTA – LAKERS (1 – 3)
Non dite che non vi avevo avvisato…Ma sì, ricordate cosa
avevo scritto a proposito di questa sfida, parlando dell’esperienza dei Lakers
? Dai, una volta tanto avevo ragione….!
Minnesota è ammirevole: stà affrontando queste finali con
tutta la voglia di andare contro i pronostici….ma certo che il riacutizzarzi
del dolore alla schiena per “Sam I am” è stata veramente una tegola per la
franchigia delle “volpi”.
Certo, Martin in gara 2 ha giocato la partita della vita…ma
proprio perché tale, difficilmente ripetibile. Garnett, Sprewell stanno tenendo
la squadra sulle loro spalle, finalmente appoggiati anche da Wally Szczerbiak .
Il problema è che il resto della squadra, mi dispiace dirlo, non si stà
dimostrando all’altezza….soprattutto se considerate che dall’altra parte ci
sono giocatori che, in linea di massima, a giocare sotto pressione sono
abituati…da qualche annetto.
Senza Cassell a mettere un minimo di pressione su
Payton/Fisher, il gioco per i giallo-viola si fa facile. Altro grosso
problema…..chi ferma Shaq ? 19 punti e 19 rimbalzi (qualcuno preso praticamente
“sbadigliando”) nell’ultimo incontro disputato: Ervin Johnson ha troppi pochi
minuti nelle gambe, soprattutto giocando con quest’intensità….e Garnett non può
ogni volta “cantare e portare la croce” contemporaneamente. Il grande assente
(si fa per dire) è Olowokandi: lo so, ho già parlato male di lui…ma da questo
“ragazzone” tutti si aspettavano qualcosa in più. Comincio a pensare che anche
se emigrasse ad est (e comunque glielo consiglio) dove di centri “devastanti”
ce ne sono pochini…bè, con l’atteggiamento e con la faccia delle ultime
partite….farebbe fatica anche lì.
Per il resto…già, ci sono anche loro: Malone, O’Neal,
Bryant…mi sembra che giochino come il gatto con il topo…soprattutto Kobe: a
volte lo vedo, sembra quasi passeggiare per il campo chiedendosi….e questi chi
sono ? Poi, all’improvviso (ma guarda caso sempre quando si decide la gara)
inizia a giocare ed allora….buio totale (per gli altri, ovviamente).
Devo proprio dire come penso che finirà la serie ? Credo sia
chiaro, no ?
EASTERN CONFERENCE
INDIANA – DETROIT (2 – 2)
Devo dire che se avessi scritto quest’articolo dopo gara3…mi
sarei sbilanciato dando Detroit vincente.
Indiana era partita alla grande, anche più di quanto mi
aspettassi, anche se, con il senno di poi, posso dire che forse Detroit nella
prima sfida è partita un po’ “scarica”, forse leggermente appagata dopo la
“passeggiata” con i Nets in gara7 delle semifinali.
Alla fine della partita, avevo sentito le dichiarazioni di
Rasheed Wallace…ma devo ammettere che le avevo giudicate le sue solite
spacconate. Quello che avevo sottovalutato (mea culpa, mea culpa) era che
quelle dichiarazioni erano rivolte ai suoi compagni, non agli altri….
Riguardatevi gara2…..in campo per Detroit sembrava ci
fossero 5 vampiri assetati del sangue dei malcapitati Pacers. Gara3, poi,
sembrava la normale prosecuzione della gara precedente: ogni qualvolta i
Pistons alzavano il volume, i “giovani virgulti” dei Pacers scomparivano..dando
ragione a chi (come me) non li vede ancora prontissimi per il titolo. Quello
che mi aveva colpito, tra l’altro, era l’anonimato in cui era caduto Ron
Artest, l’unico a mio modo di vedere, in grado di rispondere da “duro” ad un
duro come Rasheed Wallace. Anche l’altro Wallace, Ben, era assoluto padrone
dell’area pitturata, cancellando anche un’ottimo rimbalzista come Jeff Foster.
Ma ecco che arriva gara4…..e capisco una volta di più perché
adoro questo gioco….seguitemi che ve lo spiego.
Quel bravo allenatore che si chiama Rick Carlisle, si è
riguardato le partite ed ha pensato (dai, fate finta che lo sappia veramente):
se continuo così, i miei andranno sempre a sbattere contro il muro dei
Wallace….devo fare in modo che siano loro ad inseguire i miei.
Si gira verso la panchina..ed in un angolo in fondo incrocia
lo sguardo di un tal Austin Croshere…uno che non sarà Michael Jordan….ma che
proprio un pippone non è…..ed ha anche la sua bella esperienza. Certo, direte
voi, una sfida Ben Wallace – Austin Croshere è improponibile…sotto canestro….ma
fuori ? E così il buon Austin ne mette 14 costringendo i Pistons a marcature a
cui non sono proprio abituati: sia Croshere che Jermaine O’Neal, sono dei
centri atipici, veramente letali se possono attaccare il canestro partendo da
fuori l’area pitturata.
E non dimenticate i 15 punti di Reggie Miller, assolutamente
“the highlander”.
Insomma, tutto è ancora da decidere…ma ormai il mio
pronostico è fatto e quindi insisto: Detroit va a sfidare i Lakers superando
Indiana alla bella.
Nel frattempo….I LOVE THIS GAME !
23 maggio 2004
Primi verdetti
di
Fab O'Back
Eccoci qui…..siamo alle finali di conference INDIANA –
DETROIT e MINNESOTA – LAKERS. Tutto come previsto ? Bè, non direi….ma credo che
ci aspettino delle serie lunghe, soprattutto ad est. In quanto ai miei
pronostici…è vero, ad ovest non ne ho preso uno…..ma ad est 100%….quindi,
sull’onda dell’entusiasmo ecco la mia finale: DETROIT-LAKERS….e che gli dei del
basket me la mandino buona !!!!
Ma vediamo cosa è successo in questa settimana….
MINNESOTA-SACRAMENTO: (4 – 3)
E’ vero, avevo pronosticato Sacramento…ma avevo comunque
detto che mi aspettavo che le squadre sarebbero arrivate alla bella…
A mio avviso è arrivato il momento per la compagine
californiana di guardarsi in faccia: perdere alla bella un anno può succedere,
due anni è sfortuna…..ma uscire dalla corsa al titolo ancora una volta in
questo modo…è impossibile !!
Vi avevo avvisato che qualcosa mi sembrava “scricchiolasse”
già sul 3-2 per Minnesota….ora c’è stato il crollo vero e proprio !! Non ho mai
parlato male dei coach in genere…ma stavolta due paroline le devo dire: in
regular season la squadra girava che era un piacere, con Divac e Miller sotto
canestro a difendere e dispensare assist e con Stojakovic che colpiva
praticamente da ogni posizione…senza dimenticare Bibby che sembrava a tratti
imprendibile per le difese avversarie….
Ma in tutto questo….già…mancava Webber, perché infortunato.
Con il suo ritorno, però, coach Adelmann gli ha ridato la squadra, non
accorgendosi che Webber stesso non era pronto…ma soprattutto non accorgendosi
che la squadra aveva trovato i suoi equilibri, anche interni allo
spogliatoio…..Il risultato? Crisi di rigetto, Stojakovic diventato
improvvisamente un “pippone” e tutti a domandarsi quale può essere il futuro
per questa franchigia.
Io ne vedo uno solo: addio Webber o addio Stojakovic (con
quest’ultimo favorito) + Divac oltre che benvenuto ad un nuovo coach. Vi dò una
dritta…occhio ad eventuali scambi Sacramento-New Jersey……con indiziati Martin e
Jefferson….
Che dire di Minnesota ? Cassell, Sprewell..tutta la squadra
è stata fantastica…ma lui…lui è stato STELLARE ! Chiamatelo KG, chiamatelo MVP,
chiamatelo “The Revolution” o chiamatelo semplicemente Kevin Garnett: questo
ragazzo era arrivato ad un bivio, stanco ormai di belle parole..ma di uscire
sempre al primo turno dei playoff….o dentro o addio Minnesota.
La sua voglia di vincere è incredibile, commovente e faccio
veramente il tifo per lui, ora….ma Cassell ha la schiena a pezzi e quelli là
hanno troppa esperienza in più…troppa !
Di Los Angeles – San Antonio vi avevo già detto……
EASTERN
CONFERENCE:
DETROIT-NEW JERSEY (4 – 3)
Va bene…prendetemi anche in giro…ma come tifoso ci avevo
sperato: serviva ancora una grande prestazione per contrastare Detroit che,
come vi avevo già detto, per me era più forte di New Jersey. Ora le prospettive
per la squadra di Jasone sono molteplici..ma nessuna è certa…a partire da dove
giocheranno la prossima stagione: ancora New Jersey ? O Brooklyn ?
Per la squadra..si parla di un rientro di Mourning (ANCORA
???), di una possibile trade Jason Kidd / Tony Parker con San Antonio
(improbabile). Sicuramente i Nets cercheranno una shooting guard di spessore
(Kittles non garantisce punti sufficienti ed Harris sembra essere più efficace
subentrando dalla panchina) ed andranno anche alla ricerca di un “omone” che
possa contrastare un domani i vari Wallace e via dicendo…..
New Jersey deve anche risolvere la “grana” Martin.. e
soprattutto dovranno trovare un sostituto per Jason Kidd: o Planinic si
sveglia…oppure dovranno guardare al mercato….Però, una vocina mi dice una cosa
veramente pazza: ritornate al capitolo Sacramento e fatevi questa idea: và via
Stojakovic ? Ok, Stojakovic e Divac ai Nets in cambio di Jefferson e
Williams……Và via Webber ? Il viaggio verso la california potrebbe farlo Martin
ed il suo nuovo contratto……
In quanto a Detroit….squadra “tosta”, completa ma ho sempre
il dubbio Billups (in gara 7 aveva di fronte il fantasma di Kidd): se continua
a girare così, si beve anche “The abuser” alias Tinsley e porta Detroit alla
finale per l’anello. Permettetemi un appunto: hey, coach Brown…..lei è un’idolo
per tanti come noi che si dilettano a fare gli allenatori……certe dichiarazioni
sul giovane Frank….se le può anche risparmiare, ok ?
INDIANA-MIAMI (4 – 2)
Finalmente una vittoria fuori casa !!!!
Grande Miami, ha stupito tutti ed ha messo in mostra uno
che, forse forse, si sarebbe veramente meritato il titolo di rookie
dell’anno…..ma lasciamo stare le polemiche….onore ai perdenti ed occhio, perché
con un paio di aggiustamenti (e magari con un Jones in meno) questi li
ritroviamo a lungo a contendersi la finale ad est…diavolo di un Riley !!
In quanto ad Indiana…quando il gioco si fa duro….i duri
iniziano a giocare: e quindi grande prestazione di Artest (ovviamente) e
dell’altro….com’è che si chiama ? No, non O’Neal….ma REGGIE MILLER ! Il
“ragazzo” ha portato a casa 15 punti ma anche tanta tanta concretezza, quella
che fa vincere le partite…..
Capitolo a parte per Jermaine O’Neal: non stò bestemmiando,
è un campione..ma i miei dubbi riguardano la sua leadership e la sua capacità
di portarsi dietro la squadra….Quando và tutto bene, lui infila triple doppie
che è un piacere……ma quando le cose vanno male…ci deve pensare Artest…..?? Eh
no, così non và ! Importantissima sarà la sua sfida con Wallace…ma al momento
vedo l’altro favorito…….e se Jermaine subirà la sua aggressività, allora per
Indiana saranno veramente dolori……
Non ci resta che attendere e ..I LOVE THIS GAME
17 maggio 2004
Nessun dorma.
di
Fab O'Back
Al momento in cui vi scrivo sono ancora in pieno svolgimento
le semifinali (bè, tutte tranne una…): personalmente credo che siano le più
belle (almeno quanto ad intensità) viste in questi ultimi anni Ma vediamole una
per una…..
MINNESOTA-SACRAMENTO: (3 – 2)
Sfida all’insegna di una totale incertezza: entrambe le
squadre hanno già violato il campo avversario almeno una volta…e potrebbe
succedere ancora…..
Certo, Minnesota ha il match point, ma alla luce della sua
ultima performance in casa dei Kings…non mi stupirei se si arrivasse alla bella
!!
In casa Sacramento, però, comincia a “scricchiolare”
qualcosa: da quando è tornato Webber, è lui la prima opzione offensiva…con
Bibby che lo “cavalca” a più non posso, relegando Stojakovic ad un ruolo di
secondo piano…..e questo comincia a pesargli e non poco: il serbo non ha ancora
“esternato”, ma il linguaggio del corpo e, soprattutto, certe occhiataccie
lanciate durante i time out, fanno intendere che si tratta di una “calma apparente”.
Se Sacramento dovesse uscire….bè secondo me….qualcosa succederà…..
L’ago della bilancia, come vi avevo detto, è sempre lui…Brad
Miller: fateci caso..lui piazza un ventello in gara 4 e Sacramento vince. Un
disastro in gara 5….e chi vince ? Minnesota, ovviamente…alla faccia del vincere
solo pensando ad attaccare !!!
Minnesota, invece, ha affrontato gara 4 in maniera
sinceramente sconcertante…ed ha anche rischiato di vincerla ! Ora si trova ad
un passo dalla finale di Conference….e sono curioso di vedere quale sarà il suo
atteggiamento. Anche Minnesota ha il suo bel problema: Olowokandi è spesso
sinceramente imbarazzante…..molto meglio di lui “mad dog” Madsen….ma per
competere fino in fondo con i lunghi avversari, ci sarebbe bisogno anche del
suo apporto. Garnett è, ovviamente, il leader della squadra: lui, Cassell e
Sprewell stanno letteralmente trascinando la truppa alle finali. Di Sprewell vi
ho già parlato….vi dico solo che in gara 5 ne ha fatti 34…..
Chi vincerà ? Ormai ho preso Sacramento (i famosi 5 dollari
di scommessa)…ma dal linguaggio del corpo in campo…dovrei dire Minnesota,
indipendentemente dal fatto di trovarsi in vantaggio…
LOS ANGELES
L.-SAN ANTONIO (4 – 2)
Eccoli di nuovo !
Ok, ok…il primo pronostico sbagliato ! ma chi se lo aspettava
il suicidio degli Speroni ? Erano partiti alla grande, con un Duncan e,
soprattutto, un Tony Parker perfetto che aggrediva, segnava, faceva
segnare….poi il buio: chi ha visto gara 3 e gara 4 giocate a Los Angeles..avrà
notato i visi dei campioni del Texas…..Duncan (che non è mai stato un tipo
“aggressivo”) si guardava intorno spaesato ed in quanto a Parker…bè, ora avrete
capito perché Popovich ha fatto di tutto per prendersi un certo Jason Kidd….No,
sinceramente, questo ragazzo è veramente sconcertante: è giovane, e quindi è
normale che le sue prestazioni siano, a volte, altalenanti….ma passare da 10 a
0 solo per il fatto di giocare fuori casa…..per una squadra che punta al
titolo…..
Ma anche Duncan non mi è piaciuto: mentre guardavo la
partita…bè, la sua espressione mi esprimeva rassegnazione…ed è una cosa
inaccetabile da un campione come lui. Sono curioso di vedere ora cosa
succederà…..
Ed i Lakers ? Bè, vi ho sempre parlato di Bryant, Shaq,
Malone, Payton…..ed invece si meriterebbero un monumento George e Fisher:
quest’ultimo ha permesso alla squadra di andarsi a giocare il match point allo
Staples, mentre il primo ha impazzato in gara 6 mettendo a referto 16 punti…non
male per uno che non dovrebbe nemmeno tirare ma solo dare la palla ai suoi
compagni….Ed ora? Lo spogliatoio è sempre una polveriera…ora Payton, ora Bryant
ora Shaq hanno qualcosa su cui discutere o su cui polemizzare..ed anche coach
Jackson non perde occasione per dire la sua….ma ormai sono abituati e non ci
fanno più caso.
Certo che una finale Lakers-Sacramento….entrambe avrebbero
qualche sassolino nella scarpa da togliersi…….
EASTERN
CONFERENCE:
DETROIT-NEW
JERSEY (2 – 3)
Bè, lo ammetto…sono felice come un coniglio con la sua
carota….ma provate ad immaginare cosa significa vedere vincere la vostra
squadra dopo 3 e dico 3 tempi supplementari…grazie ad una performance
strabiliante di tal Scalabrine ! Ma andiamo con ordine…. Nessuna sorpresa,
all’inizio, con le due squadre che hanno fatto valere il fattore campo.
Detroit era partita alla grande, mettendo sotto i Nets in
attacco ma, soprattutto, in difesa; a quel punto c’è stata la reazione di New
Jersey, trascinata dai soliti Kidd, Martin e Jefferson….fino a gara 5: qui si è
vista quella che potrebbe essere l’arma in più di coach Frank….la panchina.
Harris e, soprattutto, Scalabrine, hanno letteralmente
trascinato la squadra, senza dimenticare quel Jefferson che, ormai, è una
realtà: quando 2 anni fài Nets mandarono via Van Horn sostituendolo con questo
“ragazzetto” che aveva fatto panchina fino all’anno prima….ammetto che restai
un po’ perplesso: tanto di cappello allo staff dei Nets e mea culpa mea culpa
mea culpa !!!!
In quanto al “rosso”, cioè Scalabrine…è il classico
giocatore che un coach vorrebbe sempre avere in squadra: stà buono in panchina,
non si lamenta, in allenamento dà il 100% (tanto da far “incavolare” perfino
Jason Kidd durante un 3 contro 3)…poi entra in campo…e ti fa 17 punti in una
sfida importantissima piazzando anche il tiro da 3 decisivo ????!!!!
E pensare che quando si era parlato di cercare di
naturalizzarlo per impiegarlo nella nostra nazionale…bè avevo pensato: ma serve
proprio ? Lo so, forse a volte è meglio che mi stia zitto…..
In quanto a Detroit, resto del parere che il quintetto
titolare è più forte di quello dei Nets. Le difficoltà che stà incontrando
vanno imputate, secondo me, ad alcuni fattori: i ragazzi di coach Brown hanno
qualcosa da imparare ancora in quanto a mentalità vincente (dopotutto i Nets
vengono da due finali di Lega…mica niente….); a volte manca loro la capacità di
cambiare in corsa la tattica di gioco e poi, insisto, Billups è un campione, un
grande realizzatore..ma quando deve limitarsi a fare “girare” la squadra,
escono fuori i suoi limiti…..
Chi andrà in finale ? Avevo pronosticato Detroit….e credo
che, se dovessero vincere gara 6, alla fine i fortunati saranno loro……
INDIANA-MIAMI (3 – 2)
Vincere fuori casa ? Mai, per carità !!!
Si potrebbe riassumere così, almeno al momento, la sfida tra
queste 2 squadre: il fattore campo la fa da padrone..e quindi Indiana dovrebbe
andare in finale…..Ma devo essere sincero: mai e poi mai mi sarei aspettato di
arrivare alla 6a partita.
I miei complimenti vanno a Miami, la vera sorpresa di
quest’anno: era partita malissimo, ma piano piano a trovato gioco e motivazioni…ed
ora sono lì a giocarsi la finale…incredibile !!!
Coach Van Gundy ha fatto veramente un capolavoro, ma molto
merito và dato a quel Wade, vero trascinatore della squadra: mi direte…bè,
essendo alla sua 4° stagione…no, no….ragazzi, quello è un rookie ! Mmmm…no, non
è stato nemmeno considerato nella sfida per vincere il premio come miglior
rookie dell’anno….ma cosa gli importa: gli altri due le finali se le vedranno
in tv…lui, forse, le gioca !!
In quanto ad Indiana, forse lo stare ferma ad aspettare la
vincente nell’eterna sfida tra Miami e New Orleans le ha imballato gli
ingranaggi…ma certo che da una squadra che letteralmente dominato la stagione
ci aspettavamo qualcosina di più. Come un apporto maggiore me lo aspettavo dal
leader della squadra, Jermaine O’Neal: il mio parere sul ragazzo lo
conoscete…..tecnicamente non si discute, ma quanto a carattere…..a volte
latita. Un’altra cosa: quando c’è da riprendere i suoi compagni, lo fa, da vero
capitano….ma ho l’impressione che non sia così “amato” e “seguito” dallo
spogliatoio. Mi immagino la scena: lui fa il discorso alla squadra e tutti (o
quasi tutti) guardano dalla parte di Reggie Miller per vedere se lui annuisce
oppure no…..Sembrano stupidaggini….ma in campo questo incide, credetemi….
Per la finale, comunque, dico ancora Indiana: uno per via
del fattore campo, due perché nei Pacers gioca Ron Artest….e quando il gioco si
farà duro……occhio alla belva !!
Riassumendo, ecco le finali…secondo me:
LAKERS – SACRAMENTO e INDIANA – DETROIT
Alla prossima e come sempre:…..I LOVE THIS GAME
2 maggio 2004
Tempo di semifinali.
di
Fab O'Back
NBA: le semifinali…….
Eccoci ancora qui !
Al momento in cui vi scrivo sono ormai delineate le squadre
che si affronteranno nelle semifinali di Conference……Resta ancora il dubbio tra
Miami e New Orleans…ma un’idea ce la siamo già fatta.
Ma vediamole una per una…..in prospettiva…..
MINNESOTA-SACRAMENTO:
Grande sfida!
Sacramento ha dato spettacolo contro Dallas, mostrando un
Mike Bibby in condizioni fantastiche.
Webber comincia a giochicchiare, ma è ancora lontano da una
condizione accettabile, secondo me, per essere quello “devastante” di una
volta….
In compenso, quando il gioco si fa duro…ecco che Brad Miller
inizia a giocare! 21 punti nell’ultima vittoria su Dallas: mi voglio
sbilanciare….proproi lui, alla fine, potrebbe essere l’Uomo della Provvidenza
per i Kings. Pensateci: fino alla scorsa stagione, Sacramento era una squadra
fantastica in attacco..ma con troppi fronzoli. Così, nelle serate storte al
tiro, la squadra si smarriva…..Oggi, invece, in quei momenti, ecco che entra in
campo lui: un paio di belle azioni in difesa e poi poco stile ma tutta
concretezza in attacco. Dall’inizio della sua carriera, è uno dei giocatori più
cresciuti non solo come maturità, ma proprio tecnicamente.
Minnesota, invece, si è sbarazzata di Denver in una serie
comunque bella da vedere. Alla fine può sembrare riduttivo…..ma quei tre fanno
veramente tutto loro. Mi riferisco ai soliti Garnett, Sprewell e Cassell.
Quest’ultimo ha anche iniziato a portare a casa vagonate di punti….
Come vi dicevo nel precedente articolo, nel motore dei
Wolves c’è uno Spre in più: fateci caso, ma l’atteggiamento del corpo parla
chiaro ! Latrell ha dentro una voglia di “spaccare il mondo” alla faccia anche
di New York che lo ha scaricato….e tecnicamente non si dicute.
Sarà una bella sfida, in equilibrio fino all’ultimo.
Mi devo sbilanciare ? Ok, punto 5 dollari (è quanto ho in
tasca in questo momento) su Sacramento..anche se sotto sotto tifo Minnesota !
LOS ANGELES
L.-SAN ANTONIO
Eccoli di nuovo !
Che dire dei Lakers: hanno sofferto con Houston più di
quanto non dica il punteggio ma hanno dimostrato dove è la loro forza: ogni
partita un giocatore diverso può portare sulle spalle il peso dell’attacco…è
stato il caso di Shaq, di Kobe ed anche del Postino. Gli altri ? Comprimari, anche
se non và dimenticato Payton. Sono molto curioso di vedere la sua sfida con
Parker che mi sembra subire molto un certo tipo di pressione….sai, giocare con
uno che a palla ferma ti viene vicino, ti dice due paroline….potrebbe
innervosirlo togliendogli lucidità.
Come al solito, anche con Houston si sono visti passaggi a
vuoto, momenti in cui non mi sembrava ci fosse un buon aiuto di squadra:
secondo me questo sarà l’ago della bilancia della serie contro gli
“Speroni”.
San Antonio, appunto, ha spazzato via Memphis: niente di
straordinario, per carità, era tutto ampiamente previsto. Ma una cosa mi ha
colpito: l’atteggiamento di Tony Parker.
Per lunghi tratti è stato lui il trascinatore della squadra,
segnando, passando, difendendo: è vero, davanti non aveva proprio il primo play
della Lega in quanto a difesa, ma mi è sembrato piuttosto attivo. Credo, come
dicevo, che nella sua sfida con Payton si giocheranno le sorti della serie.
Per il resto….ah sì, poi c’è un certo Duncan: ho avuto come
l’impressione che si sia “risparmiato” per le prossime sfide con i lunghi in
giallo-viola: vedremo se lui, Nesterovic e Willis sapranno limitare quel
“mattacchione” di Shaq.
Il mio pronostico ? Mmmm…..qui è un po’ più dura: dai,
prendo San Antonio, mi sembrano più “squadra”.
EASTERN CONFERENCE:
DETROIT-NEW JERSEY
Nessuna sorpresa, come del resto in tutta la lega.
I Pistons si sono liberati dei Bucks a cui, però, và dato il
merito di averci provato fino all’ultimo.
Ma la differenza tecnica e “di voglia” era troppo evidente.
Buone notizie per Detroit vengono dall’inserimento di
Rasheed Wallace, sempre più “capitano in campo” e dall’esplosione del rookie
Prince: il ragazzo deve mettere su forse qualche muscolo in più, ma come
tecnica…bè, non si discute. In cabina di regia Billups ha alternato ottime cose
a qualche forzatura di troppo (come sua abitudine), ma nel complesso la squadra
mi sembra molto unita e forte in tutti i reparti, più di New Jersey.
A proposito dei Nets, vi avevo detto che molto del loro
futuro nei playoffs sarebbe dipeso dalla salute delle ginocchia di Jason Kidd e
Kenyon Martin: al momento tutto bene (come dimostrano anche i 36 punti rifilati
da K-Mart ai malcapitati Knicks) e la squadra vola. Richard Jefferson continua
a maturare ed anche la panchina dà il suo contributo. Certo, gli avversari (i
“cari” cugini) erano ben poca cosa…ma permettemi una digressione: hey, Tim (Tim
Thomas, dei N.Y.Knicks), tutti sanno che Martin è un giocatore che se annusa
nell’aria odore di “battaglia” si esalta….e tu lo ecciti con quelle
affermazioni ? Tim, Tim…..sapendo anche che non saresti potuto essere in campo?
Non è stato carino nemmeno per i tuoi compagni…ed il
risultato sono quei 36 punti.
Tornando alla semifinale, credo che tutto si giocherà nei
duelli Kidd-Billups, Martin-Wallace.
Mi vado contro, essendo tifoso dei Nets, ma i favoriti per
me restano i Pistons….
INDIANA-?
Al momento in cui vi scrivo, Miami conduce 3-2 su New
Orleans anche se, secondo me, questi ultimi sono ancora i favoriti per il
passaggio del turno.
Per quanto riguarda Indiana, Boston non poteva non solo
eliminarla…ma nemmeno minacciarla.
Questo è stato un bene ed un male. Un bene, perché i Pacers
non si sono dovuti stancare più di tanto ed hanno potuto far riposare le
ginocchia di Reggie Miller. Un male, perché “rischiano” di arrivare in finale
di Conference senza aver affrontato una vera “battaglia”, e questo può
incidere, credetemi.
Per il pronostico, mi sembra scontato, chiunque arrivi in
semifinale: Indiana vince facile e và dritta dritta in finale di Conference.
Alla prossima e ricordate:…..I LOVE THIS GAME
9 aprile 2004
All'orizzonte . . . i playoffs.
di
Fab O'Back
Con questo articolo inauguriamo una nuova sezione del nostro
sito: anche gli appassionati NBA potranno leggere commenti o esprimere giudizi
su quel mondo “fantastico” che è il basket professionistico americano…..
Per iniziare, vediamo la situazione nelle due conference in
vista dei playoff (al momento in cui scrivo):
WESTERN CONFERENCE:
1)
SACRAMENTO KINGS: al momento in cui scrivo, hanno la
prima posizione assoluta. La squadra è la stessa degli anni precedenti, con
l’aggiunta di Brad Miller. Il suo impatto è stato fondamentale, permettendo al
“santone” Vlade di riposare di più. Con il rientro di Webber, palesemente fuori
forma, Sacramento stà avendo alcuni problemi di amalgama: lo sforzo evidente è
quello di farlo rientrare almeno al 70/80% per i playoff.
IN POSITIVO: i giocatori si
conoscono a memoria, Bibby diventa ogni anno più determinante, ed hanno uno
degli attacchi più letali della lega.
IN NEGATIVO: anche quest’anno non
possono permettersi di fallire. La pressione è tanta e la squadra dà ancora la
sensazione di “addormentarsi” ogni tanto, forse specchiandosi nella sua
bellezza. Ogni tanto servirebbe più “cattiveria”.
L’UOMO
DETERMINANTE: Ovviamente….Webber nel bene e nel male.
2)
MINNESOTA TIMBERWOLVES: se vedi la classifica,
Minnesota “rappresenterebbe” una delle sorprese della stagione…ma se dai
un’occhiata al roster: Garnett, Cassell, Sprewell per non parlare di
Szczerbiak….Il segreto è quello di aver trovato la chimica giusta.
Garnett si appresta a vincere il
titolo di MVP di quest’anno, a mio avviso meritatissimo.
L’intelligenza cestistica di “Sam
I am”, la voglia di Spre di far vedere a New York che è tutt’altro che un
giocatore non determinante…e l’immensa classe di “The revolution” hanno portato
i Wolves fuori dalla tana: il bello viene ora…….
IN POSITIVO: giocano senza
pressione, si divertono e divertono il pubblico e se Garnett continua a giocare
su questi livelli….
IN NEGATIVO: la poca esperienza
come “squadra” e la mancanza di un centro di spessore. Ervin Johnson non ha più
molti minuti nelle gambe e, francamente, da Olowokandi ci si aspettava di più:
Garnett da solo non può sempre fare miracoli…..
L’UOMO
DETERMINANTE: Garnett ? Troppo facile…invece per questi playoff faccio un nome:
Latrell Sprewell da Alabama.
3)
LOS ANGELES
LAKERS: il dream
team. E’ stata una stagione strana per la squadra: a partire dalle ormai
note vicende relative a Bryant ed al suo processo, all’infortunio di Malone ed
alle esternazioni di Payton….senza dimenticare le voci relative al probabile addio
di Phil Jackson. La sensazione è che, comunque vada, chi vorrà l’anello dovrà
fare i conti con loro.
IN POSITIVO: la classe,
l’esperienza e la voglia di giocatori ormai navigati come Payton e Malone. Lo
strapotere fisico di O’Neal….l’orgoglio di Kobe Bryant…insomma, non c’è che
l’imbarazzo della scelta….
IN NEGATIVO: lo sò, sembra
assurdo…ma nel momento cruciale, troppi giocatori vogliono avere la palla in
mano….Se Phil Jackson saprà gestire questi momenti, saranno
imbattibili…altrimenti….
L’UOMO
DETERMINANTE: ancora una volta Shaquille O’Neal, ma non tanto in attacco,
quanto se avrà voglia di difendere “veramente” al massimo….
4)
SAN ANTONIO SPURS: i campioni in carica. Hanno avuto un
inizio difficile, ma si sono ripresi alla grande. Vedere Nesterovic e Ginobili
a quei livelli e pensare a quando calcavano i nostri parquets….bè, fa un po’
male. Popovich sembra aver trovato la chimica giusta e gli innesti di Turkoglu
e Robert Horry cominciano a farsi sentire.
A mio avviso gli Spurs sono l’unica squadra della
Lega ad avere una strutturazione tale da riuscire a bloccare un dominatore
d’area come Shaquille O’Neal, e dopo l’addio dell’ammiraglio, sembrava una cosa
impossibile…..E poi, non ho ancora nominato un certo Tim Duncan…la guardia più
alta della lega…o è un centro?…mah……
IN POSITIVO:
lo spirito di squadra. Duncan è il collante ma tutti giocano per darsi
una mano e questo è determinante….
IN NEGATIVO: Anthony Parker. Dopo
un’estate passata ad aspettare la risposta di Jason Kidd alla franchigia…ed
ormai dato come partente o come panchinaro di lusso, si è ritrovato nuovamente
in mano la squadra. Il problema è che è ancora troppo altalenante….grandi
prestazioni, ma anche “forzature” nei momenti sbagliati…
L’UOMO
DETERMINANTE: direi Manu Ginobili, come lo scorso anno. Ma farei anche un altro
nome: Kevin Willis: ad oltre quarant’anni, questo centro ha ancora un fisico ed
una voglia di un ragazzino…e l’esperienza non gli manca di certo……
5)
MEMPHIS GRIZZLIES: eccola la vera sorpresa della
stagione. Reduci da record negativi, questi giocatori sono letteralmente
“esplosi” nella fase calda della stagione.
Il riconoscimento maggiore và comunque a West, che
ha saputo portare a Memphis i giocatori giusti al posto giusto (mi riferisco ai
vari Mike Miller, James Posey). A questo aggiungete un Gasol finalmente
protagonista ed un Jason Williams che ha deciso (almeno per ora) di mettere la
testa a posto….senza dimenticare Shane Battier più incisivo rispetto al
passato.
IN POSITIVO: l’entusiasmo e la
voglia di continuare a stupire. Francamente non mi sembrano attrezzati per
andare molto lontano…ma non si sa mai….
IN NEGATIVO: l’inesperienza e la
voglia di “strafare” portano ogni tanto la squadra “fuori giri”…
L’UOMO
DETERMINANTE: sicuramente Pau Gasol, ma anche tutto il reparto lunghi. Se
girano loro, ci sono speranze, altrimenti la squadra rischia di essere spazzata
via.
6)
DALLAS MAVERICKS: la sorpresa in negativo. L’eterna
incompiuta….temo che resterà ancora a bocca asciutta. Sicuramente la
strutturazione della squadra è particolare, ma funziona solo se sono loro a
tenere costantemente il pallino del gioco in mano. Alrimenti…il disastro !
Perché acquistare Antoine Walker per una squadra che ha già Dirk Nowitski? E
perché prendere Jamison per farlo partire dalla panchina ? Giocare con 4
giocatori fuori dal tiro da 3 punti può funzionare….ma ogni tanto…….
IN POSITIVO: la squadra ha un potenziale d’attacco
formidabile, gestito da una delle migliori guardie della Lega, Steve Nash. I
127 punti rifilati a Sacramento parlano per loro….
IN NEGATIVO: lo accennavo prima.
Fortson, Bradley, Williams e Nowitski stesso schierato come centro non possono
competere con gli altri…se si chiamano O’Neal o Duncan o Webber…
L’UOMO
DETERMINANTE: direi Antoine Walker. A Boston era abituato a trascinare la squadra,
vedremo se riuscirà a farlo anche a Dallas.
7)
HOUSTON ROCKETS: per meglio dire..la squadra di Yao
Ming. Certo Steve Francis, Cuttino Mobley sono ottimi giocatori, ma è indubbio
che l’impatto mediatico e sportivo del centro “made in China” sono evidentissime.
Al suo secondo anno tra i pro, i miglioramenti sono sotto gli occhi di tutti…ma
nessuno sà esattamente quanto potrebbe ancora sviluppare il suo gioco.
Potenzialmente, ha tutte le carte in regola per diventare il prossimo centro
devastante della Lega. Forse avrebbe bisogno di un po’ più di cattiveria
agonistica……
IN POSITIVO: ormai Yao Ming è entrato nello spirito
del gruppo…e poi c’è sempre un certo Steve Francis, la vera anima della
squadra.
IN NEGATIVO: sempre Yao Ming:
manca ancora di continuità a certi livelli ed in alcuni momenti della partita
tende a “scomparire”; inoltre, a volte, Francis si intestardisce in soluzioni
improbabili….
L’UOMO
DETERMINANTE: indovinate un po’? ma lui, il cinese ! Yao Ming.
8)
UTAH JAZZ: al momento in cui scrivo, è avanti di
pochissimo rispetto a Denver, con Portland leggermente più staccata. A mio
modesto parere è un piccolo miracolo di coach Sloan. Perdere in un colpo solo
due All-Star come John Stockton e Karl Malone non è facile per nessuno….eppure
è riuscito a dare un’anima a questa squadra…affidandosi ad AK-47….meglio
conosciuto come Andrei Kirilenko. A forza di doppie doppie, stà letteralmente
trascinando la sua squadra ai playoff…e per l’anno prossimo…occhio al mercato !
IN POSITIVO: Jerry Sloan. Non amo moltissimo il suo
tipo di basket, ma devo riconoscergli di aver ricreato un gruppo competitivo
quasi dal nulla. Un paio di nomi ? Carlos Arroyo e Gordan Giricek.
IN NEGATIVO: la qualità è quella
che è….mi stupirei se passasse il primo turno…..
L’UOMO
DETERMINANTE: questa è facile…il russo Andrei Kirilenko. Se lui è in giornata,
magari una o due ne vincono anche…..
EASTERN CONFERENCE:
1)
INDIANA PACERS: complimenti a Larry Bird. Prima si
assicura le prestazione di un allenatore come Rick Carlisle…poi mette su una
squadra che ha tutte le possibilità di ottenere il miglior record della Lega,
dopo anni di dominio dell’Ovest. Parlando della squadra, Jermaine O’Neal ha
finalmente fatto il salto di qualità: è lui il trascinatore, affiancato da un
duro che è molto mancato, ultimamente, alla franchigia: Ron Artest.
Da segnalare anche la maturità
raggiunta da Tinsley, sempre meno “the abuser”.
IN POSITIVO: la voglia della
squadra, ben evidenziata dalla faccia di O’Neal dopo la sconfitta interna con
Sacramento all’ultimo secondo: per lui la finale era già iniziata….
E non dimentichiamoci del
vecchietto terribile: Reggie Miller. Le gambe non gli reggono più come un
tempo, ma è l’uomo giusto per fare da chioccia a questo nugolo di giovani,
talentuosissimi ragazzi.
IN NEGATIVO: gioventù vuol dire
freschezza ma anche ingenuità. La squadra mi sembra essere ancora troppo
emotiva: si esalta alla grande quando và tutto bene, mentre a volte si squaglia
alle prime difficoltà.
L’UOMO
DETERMINANTE: dovrei dire Jermaine O’Neal…invece dico Jeff Foster. Ha un tempo
al rimbalzo eccezionale: se gira lui, O’Neal si stanca di meno e può essere
devastante in attacco.
2)
NEW JERSEY NETS: o dovrei dire Brooklyn Nets ? Lo
ammetto, sono un loro tifoso (dai tempi di Petrovic) ma preferivo che la
franchigia fosse restata dov’è…Le loro possibilità girano tutte attorno ad un
nome: Jason Kidd. Con lui la squadra potrebbe arrivare nuovamente in finale
(almeno di conference). Senza di lui e di Kenyon Martin, la squadra ha
inanellato una serie di sconfitte, ora interrotta… ma attenzione: durante
quest’”assenza” Richard Jefferson e Lucious Harris si sono presi la squadra
sulle spalle e sono pronti ad aiutare il duo…
Occhio anche a Lawrence Frank: il nuovo coach è un
gran motivatore, sembra avere le idee chiare ed ha un ottimo rapporto con i
giocatori…cosa che il suo predecessore non aveva più da tempo.
IN POSITIVO: la squadra si
conosce a memoria, si aiutano tra di loro ed ora hanno una freccia in più al
loro arco: Richard Jefferson. Se Jason Kidd è l’anima, Kenyon Martin il cuore
della squadra, Rj si propone come il realizzatore di cui questa franchigia ha
sempre avuto bisogno.
IN NEGATIVO: la squadra sembra
stanca. Troppe voci si sono susseguite, ma è vero anche che con l’inizio dei
playoff, la concentrazione sarà altissima. Il problema di sempre è nel reparto
lunghi: Collins ha fatto passi da gigante, ma non può ancora competere con i
“mostri” sacri…..Certo che se Mourning fosse stato sano…..
L’UOMO
DETERMINANTE: stavolta più che un uomo….le ginocchia: se quelle di Kidd e
Martin funzioneranno a dovere, la squadrà sarà competitiva fino in
fondo…..altrimenti……
3)
DETROIT PISTONS: la vera “mina vagante” ad est. A mio
avviso, è l’unica squadra che può intromettersi in un’eventuale finale
Pacers/Nets. L’acquisizione di Rasheed Wallace è stata veramente un colpo
eccezionale che sposterà gli equilibri ad est. Sotto canestro, il duo Ben e
Rasheed può dare veramente fastidio anche alle “superpotenze” dell’Ovest. Da
tenere d’occhio anche il giovane Prince, sempre più consapevole dei propri
mezzi (notevoli, datemi retta).
In panchina, poi, c’è un certo
Larry Brown, che le finali le ha già vista di persona…..
IN POSITIVO: la squadra fà della
“solidità” la propria arma vincente. L’arrivo di Rasheed, come già dicevo,
permette di aggiungere anche un tasso tecnico notevole.
IN NEGATIVO: ho delle riserve
sulla capacità di Billups di “leggere” la partita ed i suoi continui mutamenti.
Altro lato da non sottovalutare, la mancanza di un realizzatore sempre
affidabile: Hamilton, Billups, Wallace sono grandi attaccanti….ma ogni tanto
hanno passaggi a vuoto che nei playoff (soprattutto dopo il primo turno) non ci
si può permettere.
L’UOMO
DETERMINANTE: Assolutamente, immancabilmente, Rasheed Wallace. L’inserimento
nello spogliatoio mi sembra ottimo, bisognerà vedere come influiranno le voci
di una sua volontà di emigrare a New York al termine della stagione.
4)
MILWAUKEE BUCKS: questa squadra ha tutta la mia
simpatia, lo ammetto. Dai tempi dei “big three”, Ray Allen, Sam Cassell e Glenn
Robinson e di coach Karl, la franchigia ha saputo rinnovarsi pur restando
competitiva. Nell’ambiente non è molto
considerata, anche perché la sua “stella” Michael Redd non è che sia proprio un
personaggio che fa parlare di sé continuamente…
E così, a fari spenti, coach Porter ha portato la
sua squadra a superare i più quotati New Orleans Hornets, anche se questi hanno
subito diversi infortuni dei loro giocatori migliori. A proposito di coach
Porter: dategli un paio di stagioni, e vedrete che sarà uno dei coach più “vincenti”:
la sua conoscenza del gioco è eccezionale ed ha avuto la possibilità di
imparare in quel di Sacramento dove faceva l’assistente.
IN POSITIVO: la squadra può
giocare senza pressione, facendo crescere le sue stelle. Redd, Mason e Van Horn
sono i terminali offensivi di una squadra che stà avendo un grosso contributo
anche da Joe Smith.
IN NEGATIVO: sotto canestro la
squadra è un po’ “leggerina”. Anche in cabina di regia, il rookie T.J.Ford e
Damon Jones pagano in termini di esperienza (in un caso) ed in qualità
(nell’altro) nei confronti dei loro avversari più blasonati.
L’UOMO
DETERMINANTE: a mio avviso Keith Van Horn. Il suo impatto sia in attacco che in
difesa potrà spostare molti equilibri per Milwaukee.
5)
MIAMI HEATS: dopo un’avvio disastroso, ma soprattutto
dopo l’”abbandono” della panchina da parte di Pat Riley, credo che nessuno si
sarebbe aspettato di ritrovare la franchigia così in alto, seppure in una
conference strana come è quella dell’Est. Invece piano piano è stata trovata la
chimica giusta ed i vari Jones, Odom, Grant hanno cominciato a rendere come ci
si aspettava.
Credo che una menzione particolare vada al rookie
Dwyane Wade: il suo impatto è stato assolutamente devastante in termini di
punti, energia e voglia di vincere. Sarebbe stato sicuramente matricola
dell’anno, ma ha avuto la sfortuna di essere scelto nello stesso anno di due
sconosciuti di nome Carmelo Anthony e, soprattutto, Le Bron James. Anche se,
probabilmente, sarà l’unico ad andare ai playoff…..
IN POSITIVO: la squadra ha toccato
il fondo, e quindi ora può giocare in assoluta tranquillità, cercando di
continuare a stupire.
IN NEGATIVO: anche dando il
massimo, la squadra ha comunque degli evidenti limiti, soprattutto in termini
di partite in serie….
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