Finalmente il SuperBowl.
Dopo quasi quaranta anni di attesa ed infinite sofferenze la squadra della Baia
giungeva per la prima volta alla finale del camipionato.
Ma San Francisco avrebbe dovuto disputare il primo SuperBowl della sua storia da sfavorita, pur
affrontando un'altra squadra senza una tradizione vincente ma in forte crescita,
i Cincinnati Bengals.
Cincinnati, proveniente dalla scomparsa American Football League, sin dalla sua ammisione
nella NFL non aveva mai ottenuto alcun risultato rilevante, tranne una partecipazione ai
Playoff nel 1973, ma poteva vantare un'ottima difesa ed un eccellente attacco, guidato dal QB
Ken Anderson, protetto da una massiccia linea d'attacco nella quale spiccava il grande Anthony Munoz.
San Francisco, da parte sua, pur vantando una storia più risalente dei Bengals, non aveva ottenuto
granchè sin dal suo ingresso nella NFL.
C'erano stati tre titoli divisionali negli anni '70 e altrettante finali per il titolo
della NFC, ma ogni volta i Niners avevano trovato l'ostacolo insormontabile rappresentato
dai Dallas Cowboys.
Questa volta Dallas era stata sconfitta con il lancio di Montana a Clark nella finale della
NFC e il SuperBowl sembrava già un miracolo agli stessi giocatori della squadra californiana.
L'inizio della gara non fu certo incoraggiante per Montana e compagni :
sul ritorno del Kick Off, il ritornatore di San Francisco, Amos Lawrence, perse la palla
sul placcaggio degli avversari all'altezza delle proprie 26 yards, consegnando all'attacco dei Bengals
la ghiotta occasione di mettere subito in difficoltài californiani.
Ma la difesa, come farà nel corso di tutta la gara, reagì alla grande con un sack di Jim Stuckey
al secondo down, mentre al terzo down intercettò un lancio di Anderson
grazie ad uno splendido intervento della safety Dwight Hicks, che riportò la palla fino alle 32 yards
di San Francisco, salvando i Niners dal primo TD della partita.
L'attacco orchestrò il primo drive in maniera perfetta, guadagnando 68 yards in 11 giochi e
concludendolo con una corsa da TD dello stesso Montana.
Nel secondo quarto, ancora la difesa fermò il tentativo di replica dei Bengals, quando
su un lancio completato da Anderson per il WR Chris Collinsworth, il ricevitore di
punta delle "tigri", intervenne il CB Eric Wright che separandolo dal pallone, causò un fumble ricoperto
da Lynn Thomas.
Sul drive successivo, per la seconda volta, i Niners punirono la palla persa di Cincinnati
segnando un TD con il FullBack Earl Cooper, su lancio del solito Montana.
San Francisco concluse la prima metà segnando ancora 2 Field Goal con Ray Wersching,
calciati, grazie a due errori dei Bengals, in 13 secondi, andando negli spogliatoi con il
punteggio di 20 a 0.
Durante l'intervallo le sfuriate del Coach di Cincinnati, Forrest Gragg, dovettero servire
a svegliare i Bengals che tornarono in campo con ben altro atteggiamento.
Segnarono infatti sul primo possesso offensivo del secondo tempo e, due drive dopo,
si trovarono nuovamente con la palla 3 yards difensive di San Francisco.
Dalle 3 yards si svilupparono 4 azioni conseccutive che, secondo quanto dichiarato anche da
Bill Walsh alla fine della gara, risultarono decisive per l'esito della partita.
Sul primo down i Bengals scelsero una corsa centrale del loro FullBack Pete Johnson, placcato immediatamente
dal DefensiveEnd John Harty e dal LineBacker Dan Bunz.
Al secondo down Anderson diede la palla di nuovo a Johnson che stavolta tentò la corsa
dietro il tackle di sinistra, l'enorme Anthony Munoz, ma di nuovo Harty lo rallentò,
consentendo al LineBacker centrale Reynolds di colpirlo.
Al terzo down, ora sulla 1 yard dei Niners, Anderson effettuò un lancio veloce per il RunningBack
Alexander che ricevuto il pallone si girò per atraversare la linea di meta, giusto
in tempo per essere colpito all'altezza del busto dal rimontante Dan Bunz, che lo placcò
prima che segnasse il TouchDown.
I Bengals dovettero così affrontare il quarto down e gli allenatori, invece di accontentarsi
dei tre punti, decisero di convertirlo alla mano dando nuovamente la palla a Johnson per
una corsa a destra.
La difesa di San Francisco non si fece sorprendere e, nonostante i Bengals dovessero
coprire una distanza inferiore al metro, fermarono Johnson colpendolo con Bunz, Reynolds e
Archie Reese, conquistando quindi di nuovo il controllo della palla.
La serie di azioni difensive dei Niners che fermarono per ben 4 volte l'attacco avversario
praticamente sulla linea di meta, è diventata una delle più famose della storia dei SuperBowls
prendendo il nome di "GoalLine Stand", ennesimo gioiello di quella stagione indimenticabile per
i 49ers.
La partita praticamente fini lì, anche se i Bengals continuarono il loro tentativo di
rimonta, segnando un TD due drive dopo e un altra meta a pochi secondi dalla fine, vanificando tutto
però a causa di un ulteriore intercetto lanciato da Anderson e dell'attacco di San Francisco che,
pur segnando solo altri due Field Goal, consumò moltissimo tempo sul cronometro.
Il SuperBowl si concluse con il primo sospirato trionfo per i californiani, con Joe Montana nominato
MVP della gara grazie ad una prestazione molto solida coronata da 14 completi su 22
passaggi, un TD su corsa e uno su passaggio e con Cincinnati che, nonostante avesse
guadagnato più yards di San Francisco aveva perso la partita.