Il Super Bowl è stato il figlio più amato e coccolato dal vecchio Pete Rozelle, primo
Commissioner della National Football League, creatura
foriera di soldi, pubblicità, spettacolo, grandi audience televisive e mega show
mediatici. Poche volte di bel gioco.
Si possono contare, probabilmente, sulle dita di una mano le finali di campionato
che hanno offerto giocate spumeggianti e un pathos crescente, senza momenti di noia.
Spesso il contorno è stato molto più importante del contenuto, tanto fumo e poco arrosto.
Joe Robbie Stadium, Miami, Florida. 22 gennaio 1989.
Miami è da sempre una delle sedi elette per lo svolgimento della "partita delle partite",
basti pensare che il secondo ed il terzo SB si sono svolti nell'Orange Bowl della città dei
Delfini.
E con squadre di non poco conto, come i celeberrimi Packers di Vince Lombardi e Bart Starr,
i cattivi Raiders di Al Davis nel SB II e i Colts sconfitti dal temerario Joe "Broadway"
Namath e dal suo famoso "Guarantee" nel SB III.
Davanti a 75.129 persone allo stadio e decine di milioni davanti al tubo catodico, si
scontrarono per la seconda volta in finale, i San Francisco 49ers contro i Cincinnati Bengals.
Joe Montana contro Boomer Esiason.
Dopo una stagione disastrosa da 4-11 in cui tutti reclamarono la sua testa e dispute
sanguinarie con Esiason e il proprietario Brown, il coach dei Bengals, Sam Wyche
(assistente di Walsh con i 49ers che vinsero il SB XVI contro i Bengals),
con un attacco "no-huddle" che molto preoccupava Bill Walsh, condusse Cincinnati ad un
record finale, il migliore della lega, di 12-4 che fece scalpore.
Al primo turno affrontarono i Seahawks, sconfitti per 21-10 e quindi fu la volta dei Bills,
battuti ancora per 21-10.
Boomer fu eletto MVP della stagione e finì come migliore passatore di tutta la lega.
Walsh, sul cui conto giravano voci di un imminente ritiro, si trovava per le mani una squadra
sì forte, ma che cominciò con fatica, a causa anche dell'infortunio alla caviglia che
rallentò l'esplosività di un ragazzo voluto fortemente dal Genio nel Draft del 1986,
tale Jerry Rice, wide receiver, futuro MVP della stagione '87-'88 (stagione corta a causa
dello sciopero) con 22 ricezioni da touchdown.
Nella stagione '88-'89 la sua produttività calò a 9.
A novembre i Niners avevano un record di 6-5, Joe Montana era dato per spacciato con il
sostituto Steve Young già pronto a prendere le redini, ma poi quattro vittorie di seguito
riportarono San Francisco ai playoff dove spazzarono via i Vikings, dai quali erano stati contro ogni pronostico
eliminati l'anno prima, per 34-9 e affrontarono nel gelido inverno di Chicago i Bears per la
finale NFC, con vittoria per 28-3.
Durante i playoff la caviglia migliorò e Rice portò a casa 5 touchdown in due partite.
Ma le voci di un possibile peggioramento dell'infortunio di Rice fecero calare la nebbia sul
Golden Gate e sulle Everglades.
In ogni caso Rice non mancò all'appuntamento della finale e scese in campo a fianco di Montana.
Questo non impedì al SB XXIII di svolgersi, all'inizio, in modo piuttosto noioso.
Il punteggio parlava chiaro: 3-3 all'intervallo.
L'unica nota di rilievo erano gli infortuni che avavano colpito il Tackle offensivo
dei Niners Steve Wallace, caviglia rotta per lui, e il defensive lineman dei Bengals
Tim Krumrie, leader e colonna difensiva della squadra, che tentando un placcaggio si era disintegrato
in modo raccapricciante la gamba, senza subire alcun contatto.
Nel secondo tempo si ricominciò con lo scambio di field goal, con un Esiasion leggermente più
preciso e meno sprecone, e con le difese che riuscivano ad avere buon gioco contro degli
attacchi spenti: 6-3 Bengals e quindi field goal Niners per 6-6.
Sul successivo kick off, palla ricevuta dal ritornatore dei Bengals, Stanford Jennings,
sulla linea delle 7 yard, accelerazione attraverso il campo per giungere intoccato nella end
zone dei californiani per il primo TD della giornata: 13-6 Bengals.
Si arrivò così all'ultimo quarto, ultimi quidici minuti.
Giocare per il field goal era inutile, serviva il touchdown del pareggio e Montana si svegliò
dal torpore.
Passaggio a Rice per 31 yard. Passaggio a Craig per 40 yard. Uno-due e Niners dentro la linea
delle 14 yard dei Bengalesi. Montana cercò e trovò ancora Rice che danzò sulla linea esterna
del campo e tuffandosi fece passare la linea di endo zone al pallone.
Fu pareggio di nuovo sul 13 a 13 e tutto era successo in un minuto.
Cofer, kicker dei Niners, ebbe l'occasione di segnare ancora ma fallì un field goal da 49
yard, quindi due passaggi di Esiasion per 29 yard e una corsa di Woods per 10 portarono i
Bengals in posizione per un calcio da 3 punti realizzato da Breech e Cincinnati
si trovava di nuovo in vantaggio: 16-13 con 3 minuti e 20 secondi da giocare.
La situazione si San Francisco si faceva complicata visto che l'attacco solo in una occasione
era riuscito ad ottenere qualcosa di buono in tutta la partita.
Palla sulla linea delle 8 yard e tutto il campo davanti. Tentare di raggiungere il field goal
del pareggio e i supplementari era l'obbiettivo minimo dei californiani e quello che il pubblico
si aspettava che avvenisse.
Ma la gente non aveva fatto i conti con il genio di Walsh e la freddezza di Montana che, con precisione
da chirurghi e freddezza quasi disumana, organizzarono una serie di azioni che da molti vengono ancora
indicate con il nome "The Drive"
Nella prima azione, Montana consegnò a Craig per una guadagno di 8 yard.
Altro snap e questa volta fu il turno del TightEnd Frank e altre 7 yard in saccoccia.
Terzo snap e toccò a Rice portare a casa altre 7 yard. Successiva corsa di Craig per 1 yard.
Sul terzo down e due, toccò di nuovo a Craig chiudere, e Craig consegnò 4 yard ed il primo
down con palla sulla linea delle 34 yard del campo dei Niners, mentre il tempo continuava a scorrere.
Snap ancora con Rice in taglio dall'esterno e palla recapitata per 17 yard.
Snap e palla a Craig per altre 13 yard.
Montana aveva condotto i Niners sulla linea della 35 yard dei Bengals con ancora due time-out
a disposizione e meno di due minuti sul cronometro.
Una penalità di 10 yard contro Cross, centro dei 49ers, riportò i californiani sulle 45 conmeno di due minuti
da giocare con Cincinnati che vedeva delinearsi la propria grande rivincita nei confronti
dei californiani.
Montana, a questo punto, non potè che rivolgere il suo lancio nella direzione di Rice, pescandolo
mentre danzava tra tre difensori.
Ricezione e guadagno di 27 yard con Jerry stirato sulla linea delle 18, mentre il suo compagno di reparto
John Taylor, tirava un pugno per terra per aver mancato il blocco su un difensore che avrebbe
premesso a Rice di salutare e segnare il TD decisivo.
Altro snap, altra corsa centrale di Craig di 8 yard dopo aver ricevuto l'ovale da Montana e
palla sulle 10 yard e 39 secondi sul cronometro.
Il commentatore italiano della partita, trasmessa da TeleCapodistria, Bebo Nori, che raccontava la partita
assieme a Flavio Tranquillo, rilevò che la difesa dei Bengals, contrariamente a quello che avviene
di solito da parte di una squadra in vantaggio a 2 minuti dalla fine della partita, non usava
uno schema di "prevent", ovvero una zona diretta a prevenire il lancio in profondità, ma aveva scelto i rimanere a
uomo sui ricevitori, raddoppiando il solo Rice.
In questo modo, profetizzava il commentatore, "rischiano di prendersi una meta, magari da Taylor o Craig".
A questo punto Montana chiamò il suo ultimo time-out a disposizione recandosi sulla linea di bordo campo a parlamentare
con Walsh e venendone fuori con lo schema da seguire.
Rathman, il FullBack dei Niners, sbagliò posizione sullo schieramento e Craig, che non aveva
tempo per avvertirlo, fu costretto a occupare la posizione opposta, errata anche quella, mentre Rice veniva spedito in
movimento da un segnale di Golden Joe.
Allo Snap Montana alzò lo sguardo: Craig in posizione sbagliata, Rice coperto dai difensori.
Una meraviglia.
Ma a Joe Cool non sfuggì Taylor, l'altro wide receiver, sgambettante verso la end zone
avversaria.
Montana rilasciò l'ovale. Ricezione. Montana alzò le braccia. Touchdown.
Il primo touchdown realizzato contro il tempo in un Super Bowl.
La partita era finita e a nulla valse il disperato tentativo negli ultimi secondi di Cincinnati.
Rice guadagnò 215 yard in 11 passaggi con un TD e il titolo meritatissimo di MVP della gara,
sia Walsh che Montana portarono a casa il loro terzo Super Bowl.
Per la prima volta dopo 23 anni il Super Bowl era stato veramente super.